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Il talamo di Gioia e Luca

Come combattere la pigrizia sessuale

Risveglia la Dea addormentata e aiutati a riaccendere il rapporto

Di Gioia e Luca

La pigrizia sessuale è una condizione che sperimentano soprattutto le donne, a ogni età, ma capita anche agli uomini. Ma se lasciamo che raffreddi il rapporto senza porci troppe domande rischiamo di alimentare incomprensioni ed equivoci. La nostra Gioia ci rivela qualche dritta per non cadere nella trappola e risvegliare la Dea addormentata dentro di noi.

Il calo del desiderio over 60

Ci sono giorni in cui non ne hai voglia e basta. E non ti va neanche di chiederti perché o di dare spiegazioni. Hai solo il desiderio di startene lì, nel tuo cantuccio, a leggere o a guardare la tua serie preferita, aspettando che il sonno ti prenda per mano. È normale, e non c’è niente di male, ma spesso, quando mi succede, Luca se la prende, si incupisce e diventa ostile. Non capisce che non è una cosa contro di lui, che in causa non c’è quello che provo o quanto ancora lo desideri. Ché, al contrario, sapere di poter godere di momenti per me, senza che diventi un dramma per la coppia, mi farebbe sentire più compresa e meglio disposta, quando la passione ricomincia a pulsare forte, a tornare a essere l’amante e la compagna appassionata che sono sempre stata. 


Abbattere i muri

C'è una cosa però che non posso negare: più a lungo perdura la distanza tra noi, più ci si abitua a non cercarsi. Prima ancora di realizzarlo, si erigono fossati e trincee. Ci si abitua a lasciarsi perdere, per evitare la frustrazione di sentirsi rifiutati. E allora, care amiche, l’esperienza e il tempo prezioso perduto invano mi hanno insegnato a chiedermi, ogni volta che mi sento così, le ragioni per cui ciò accada. Spesso semplicemente non mi sento in forma, e ci sta. Ma devo confessarvi che, il più delle volte, il desiderio scema perché sono io la prima a non piacermi. Per qualche motivo, per ragioni che possono essere emotive o pratiche, sono in difficoltà, insoddisfatta di me. E più l’età avanza, più è facile cadere in questa trappola. Beh, quando mi sento così, automaticamente cesso di considerarmi come una creatura desiderabile. Proietto sugli altri, su Luca, il mio partner, in particolare, le mie personali frustrazioni. Ed è proprio così che si rompe il gioco.

La Dea di me stessa

E allora, a dispetto di quello che ci accade fuori, che a raffreddarci siano bufere esistenziali, contrattempi, fallimenti, o la sensazione di non corrispondere più al modello estetico femminile che inseguiamo, dovremmo sempre abituarci a cercare di riconnetterci a quel punto caldo e intoccabile dentro di noi che è la nostra fiamma femminile. Quella che uno dei manuali di self help che leggo nei momenti di difficoltà definisce “la Dea di me stessa”. Perché è innegabile che là dentro, nel profondo, protette dagli tsunami della vita e dal tempo che passa, continuiamo a essere le creature appassionate e generose che siamo state. Dobbiamo solo essere abbastanza brave da mettere da parte le contingenze e riconnetterci con quelle divinità potenti e irresistibili che albergano sopite in ciascuna di noi. 


Il nucleo caldo e pulsante del desiderio

Un suggerimento? Provate ad andare con la mente a tutte le sensazioni, le immagini e i ricordi che vi hanno fatto sentire bene, gratificate ed appagate: è lì che si è rintanata la vostra Dea. Non disdegnate letture, film, storie che riaccendano la vostra fantasia, coccolatevi e dedicatevi del tempo, prima o poi la rievocherete e tornerà a camminare al vostro fianco. Non dico che sia facile, e se vi fa sorridere la storia della Dea, pensate ad altro. Ma immaginare di poter ritrovare, quando serve, quel nucleo incandescente e incorruttibile che è la vostra vera essenza, la vostra irriducibile identità, è una forte spinta motivazionale che non aiuta soltanto a risolvere le questioni di letto, ma è in genere una risorsa importante per sentirsi forti, assertive e inattaccabili.

Non solo una “cosa da femmine”

Ah, e poi parlate di più coi vostri partner, anche quando sembra difficile: un altro pensiero confortante è che anche i maschi si sentono spesso così, ma fanno molta più fatica di noi ad ammetterlo. E a volte funzionano “al contrario”: spesso cioè, dietro certe insistenti avance nei nostri confronti, mi ha confessato Luca in un momento di defaillance, si cela il desiderio inconsapevole di dimostrare a se stessi «di essere sempre gli stessi maschi focosi di un tempo». Gli è costato molto capirlo e soprattutto condividere questa sensazione, ma alla fine si è sentito sollevato: ci siamo fatti una risata e siamo tornati a coccolarci.

Vi sentite meglio, adesso? Se non fosse così, potete sempre parlarne con uno specialista

 

 

 

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