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Il Gap generazionale: come superarlo

L'ageismo influisce sulla percezione delle persone senior, ma la differenza si può superare

Di Noemi di Gioia

In una società come l’attuale, caratterizzata da criteri di efficientismo, di produttivismo e di giovanilismo purtroppo le persone over 60 sono ritenute spesso un peso per la società ed una minaccia per il welfare e la previdenza. Lo stereotipo dell’ anziano incapace ed inefficiente continua a condizionare il rapporto tra le generazioni, influenzandone i comportamenti, nonostante che lo stile di vita della maggior parte degli anziani non corrisponda più all’immagine della persona passiva e bisognosa di un’assistenza continua. Spesso infatti non viene valorizzato sia il loro contributo per la società, che il più delle volte è a titolo volontario, sia l’aiuto che offrono alle famiglie, supplendo così alle politiche carenti di welfare italiano. E’ necessario perciò andare oltre gli stereotipi ed oltre il concetto di anzianità come perdita del valore della persona, per comprendere le particolarità di questa età e per porre fine a forme di discriminazione, che vedono l’anziano come soggetto passivo e non come persona attiva.

E’ necessaria la comunicazione tra le generazioni

Oggi quello dei giovani e quello delle persone più mature rappresentano due mondi a sé, che non usano lo stesso linguaggio, visto che i paradigmi culturali e i bisogni sono diversi.

L’unico modo per risolvere il conflitto generazionale è la comunicazione. Se non si conoscono gli altri né i loro bisogni, vengono meno infatti anche la solidarietà e la sinergia tra le generazioni.

Il confronto e il dialogo intergenerazionale sono importanti e vantaggiosi per entrambe le generazioni anche per la trasmissione della memoria storica e delle tradizioni locali, per lo scambio di competenze, di informazioni e di esperienze, per l’ approccio a punti di vista diversi dai propri e per l’apprendimento di nuovi stili di vita. La condivisione di riferimenti simbolici, tramite la comunicazione intergenerazionale, permette inoltre di avere una visione comune della realtà e di creare una società inclusiva, che valorizzi le differenze, ed in cui ciascuno, indipendentemente dall’età, possa contribuire al progresso sociale ed economico del paese.

Come attivare una convivenza vantaggiosa

Innanzitutto è necessario incentivare opportunità di incontri nel mondo della scuola, del lavoro, in ambiti istituzionali e sociali, dove i giovani e le persone più mature possano conoscersi e prendersi cura a vicenda. Sui luoghi di lavoro, per esempio, si potrebbero istituire attività di mentoring e di tutoring per i giovani, tenute dai lavoratori più anziani.

L’obiettivo deve essere la creazione di una società per tutte le età e perché ciò possa realizzarsi, non si può prescindere naturalmente da un impegno comune per una serie di interventi. Queste azioni dovranno essere rivolte, per esempio, al benessere e alla sicurezza di tutti e in primis delle persone anziane, al contrasto dell’isolamento sociale, al potenziamento dei mezzi di trasporto, al decentramento dei servizi sociali, all’offerta di formazione continua e di apprendimento delle nuove tecnologie.

 

 

 

 

 

 

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