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L’eredità Solti vive ancora oggi in Toscana

Lui un maestro insuperabile, lei giornalista con una visione filantropica della vita

Di Paola Molfino

Un lungo viale nella campagna toscana, fatto di cipressi e pini marittimi alternati con la stessa precisione delle note su uno spartito porta a un’antica dimora non lontana dal mare. Il canto notturno delle cicale si alza al tramonto e si unisce in “crescendo” alle voci di dodici giovani cantanti lirici provenienti da tutto il mondo, dall’Australia alla Lituania, dall’Iran agli Usa, dalla Russia agli UK. Unica italiana ammessa al workshop tenuto da Grace Bumbry, Barbara Frittoli e Richard Bonynge è il soprano Chiara Mogini, brava e destinata a una carriera importante come già avviene per il tenore Freddie De Tommaso e come sarà per la lituana Gabrielė Kupšytė.

Una coppia unita dalla musica

Così in musica, tra arie d’opera di Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi, Ponchielli, Mascagni, si evocano emozioni, ricordi e impegni per il futuro. Così, in una notte maremmana il concerto di “belcanto” conclusivo dell’edizione 2021 della Georg Solti Accademia ha ricordato la sua co-fondatrice e presidente, Lady Valerie Solti, scomparsa il 31 marzo scorso, a 83 anni.

E lo ha fatto in quel luogo senza tempo che è il Resort L’Andana, incastonato nella Tenuta La Badiola di proprietà della famiglia Moretti, nota soprattutto perché in Franciacorta nel vino è la dinastia del Bellavista e nell’hotellerie del Relais L’Albereta (ma i Moretti sono anche molto di più). Sigillando il momento musicale con una cena finale di canzoni e arie in libertà sotto la luna nel prato della “Trattoria” stellata di Enrico Bartolini.

L’omaggio a una ricca signora inglese innamorata della Toscana (e di suo marito)? Molto di più. Valerie (nata Pitts) è stata tante cose, tutte affascinanti, impegnate e impegnative. Ma molti la conoscevano come una moglie.

La moglie di Sir Georg Solti, immenso direttore d’orchestra del ‘900, ungherese naturalizzato inglese, classe 1912. Ed è vero che dalla scomparsa di Solti, nel 1997, Valerie ha trascorso il resto della vita creando, dirigendo e sostenendo progetti che incarnassero la visione etica del marito: la Solti Foundation, il Concorso Internazionale Solti per direttori d’orchestra, gli Solti Conducting Awards, la World Orchestra for Peace…

La regina Elisabetta, però nel 1972 insieme a “Sir” Georg decise di insignire del cavalierato anche “Lady” Valerie, che era giornalista, presentatrice della Bbc e in quella veste aveva conosciuto nel 1964 il suo futuro marito, allora direttore della Royal Opera House di Londra. Doveva fargli un’intervista, ma, raccontò lei al Guardian: «Quando arrivai al Savoy la troupe era agitata perché non vi era segno di Solti. Alla reception mi dissero che il “Dr Solti” era nella sua camera. Presi un ascensore, trovai la stanza, bussai e una voce gutturale disse “Cosa volete?!”. Risposi che ero della Bbc, improvvisamente la porta si aprì ed eccolo avvolto in un asciugamano fumante di vapore. “Cara, mi dispiace tanto”, disse, “Avevo dimenticato, pensa che riuscirebbe a trovare i miei calzini?”. Ecco come tutto è cominciato. Fui stregata da quest’uomo: logica e pragmatismo volarono fuori dalla finestra. Fu un “coup de foudre”».

 

Come un colpo di fulmine fu quello tra i coniugi Solti e Castiglione della Pescaia, dove a Roccamare costruirono insieme molto più di una casa, un luogo dell’anima. Ed è proprio lì a Castiglione che nel 2004 Valerie diede vita a uno dei suoi tanti progetti dedicati alla musica, la “Georg Solti Accademia. The art of italiana opera”, fondata insieme a un’altra maremmana d’adozione, Candice Wood direttore esecutivo della GSA e a Jonathan Papp che ne è il direttore artistico.

 

E dal 2010, al loro lavoro si è unito il sostegno “prezioso” e concreto del Rolex Institute, partnership nata dalla condivisione della missione di promuovere l’eccellenza nelle arti e fornire opportunità di crescita ai giovani di talento (fino a oggi 343) contribuendo alla loro formazione attraverso lezioni di perfezionamento con i più grandi artisti lirici del nostro tempo.

Come ha ricordato un’altra donna “importante”, l’amica Rebecca Irvin direttore del Rolex Institute: «Valerie era una persona generosa e gentile che ha dedicato la sua vita alla musica, ai musicisti e ai giovani artisti. La ricordiamo con affetto e rispetto e siamo onorati di sostenere la sua visione».

 

Visione che Lady Valerie riassumeva così: «Sono felice che i giovani cantanti e pianisti preparatori della Solti Accademia abbiano l’opportunità di godere del luogo che mio marito amava tanto. L’Italia e Castiglione della Pescaia erano molto importanti per lui. Il suo sogno era quello di tenere delle masterclass qui per tramandare alle generazioni future ciò che lui aveva imparato dai maestri che avevano influenzato la sua vita e il suo lavoro. Sarebbe entusiasta dell’Accademia. Amava lavorare con i ragazzi. E’ facile costruire musei e monumenti, ma credo sia sia più edificante, se si può, continuare il lavoro che le persone stavano facendo. Io sento che attraverso la Solti Accademia, mio marito continua a vivere».

E da oggi lei vive insieme a lui.

 

 

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