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A tutta birra!

Breve guida per conoscere buone birre italiane

Di Serena Bertei

L’Italia, si sa, è la patria del buon cibo e del buon bere. Sempre più spesso, sulle nostre tavole ad accompagnare pranzi e cene c’è la birra. Che sia bionda, ambrata, amara o fruttata la birra si sposa perfettamente con ogni piatto.

È una tra le bevande più consumate al mondo, e ha fatto un lungo percorso storico per arrivare fino ai giorn

i nostri! Gli antichi Egizi ne conoscevano i segreti e la producevano in grandi quantità, i Sumeri la donavano agli dèi nei riti propiziatori. Nel codice di Hammurabi, dell’impero Babilonese, la birra era menzionata come merce di scambio e veniva specificato che ogni cittadino aveva diritto a una razione di questa bevanda in modo gratuito in base allo status sociale. I sacerdoti avevano diritto a cinque litri al giorno. I Romani la amavano così tanto che Plinio il Vecchio condannava i suoi concittadini che ne facevano un uso sconsiderato. Durante il Medioevo i monaci producevano una birra dal gusto forte e dolciastro che veniva offerta agli ospiti per corroborare il fisico. Oggi il mercato della birra è in costante crescita e sono moltissimi i birrifici artigianali che nascono, anche in Italia. Noi vi consigliamo qualche etichetta e un canale YouTube per veri appassionati! 

LA SOSTENIBILE: BIOVA

Digitando la parola “biova” su un qualsiasi motore di ricerca, quello che viene fuori è la dicitura “Progetto di economia circolare”. La biova prende origine dall’idea di tre giovani piemontesi che hanno come missione la riduzione dello spreco alimentare. L’ambizioso progetto è nato per cercare di salvare il pane invenduto in alta montagna. I panettieri della Val Maira e della Val Vairata sono stati i primi ad aderire all’iniziativa, che oggi si sta espandendo e vede la collaborazione di alcune importanti catene di supermercati. Franco Dipietro, Enrico Ponza e Fabio Ferrua hanno deciso di aggiungere alla ricetta base della birra, che prevede solo tre ingredienti (acqua, malto e lievito), il pane che altrimenti sarebbe andato sprecato. In questo modo danno vita a una birra speciale, riducendo del 30% l’uso del malto, che viene sostituito dai cereali presenti nel pane. Vi consigliamo di provare la Biova Bread Beer Leggera, che secondo noi è la più beverina e la più giusta per iniziare a conoscere questa giovane realtà.

LA MILANESE: BIRRIFICIO DI LAMBRATE

Il birrificio di Lambrate, per chi, come me, ama la birra e arriva a Milano dalla provincia, è una vera e propria leggenda. Quando per la prima volta mi sono seduta sulla sedia di legno del pub milanese mi sono sentita a casa! Nato nel 1996 con il nome “Skunsky”, il birrificio produceva inizialmente solo due birre dal nome tipicamente meneghino: Montestella (la montagnetta nata dai detriti della Seconda Guerra Mondiale in zona San Siro) e Porpora. Il 5 aprile 1997 apre i battenti il pub, che alla produzione di birra andrà ad aggiungere panini e piatti fenomenali e che, successivamente, cambierà il nome per diventare l’odierno “Birrificio di Lambrate”, sito in via Adelchi, proprio nel quartiere di Lambrate (solo nel 2011 ha inaugurato il Lambrate in via Golgi). Cosa bere? A noi piace la Gaina! Per chi non masticasse il milanese urge una spiegazione: finire “a gaina” significa aver bevuto un po’ troppo. La “gaina” in questione è una American Ipa che sa di caramello e agrumi.

LA STORICA: FABBRICA DELLA BIRRA DI PERUGIA

Segnalata nella guida “Birre d’Italia” edita da Sloow Food, la Fabbrica della birra di Perugia è un’insegna storica italiana. È nata nel 1875 a Perugia e da allora si sono avvicendati diversi proprietari. Gli ultimi, subentrati nel 2013, ci regalano birre artigianali di altissima qualità. Vincitore di numerosi premi, questo birrificio è stato eletto “migliore d’Italia” nel 2016. Se passate da Perugia, vi consigliamo di assaggiare la Chocolate Porter, un solo bicchiere e vi sembrerà di assaporare una cioccolata in tazza. Il suo colore scuro è un omaggio al cioccolato perugino, alla fine della fermentazione viene aggiunta proprio una granella di cioccolato che ne rende unico il sapore.

LA BELLA: IL BIRRIFICIO ANGELO PORETTI

Quella di Angelo Poretti è la storia di un sognatore diventato imprenditore. Nato in provincia di Varese, viaggia per lavoro tra Austria, Boemia e Baviera. Tornato in Italia, corona il suo sogno: aprire un birrificio a Induno Olona. La posizione è strategica, è infatti sulla riva del fiume Olona, vicino alla fonte d’acqua della Valganna, allora molto apprezzata per le sue proprietà benefiche. Il 26 dicembre 1877 si ha la prima birra e agli inizi del 1878 comincia la produzione regolare di due tipologie molto consumate all’epoca: una chiara di tipo Pilsen e una scura. Nel 1881 il birrificio ottiene il suo primo grande successo, l’invito all’Esposizione Nazionale di Milano. Il Birrificio Poretti è unico nel suo genere. Progettato da due architetti tedeschi, Bihl e Woltz, è un magnifico esempio di stile Liberty italiano. La villa di Angelo Poretti e la sua fabbrica sono contaminate da uno stesso stile, curato in ogni dettaglio. L’attuale sala di cottura ha ancora i tatti distintivi del Liberty floreale italiano, unico nel suo genere. La visita al birrificio e alla villa è consentita solo in alcuni giorni dell’anno, sempre aperto, invece, è lo shop che si trova a due passi dalla fabbrica. Vi consigliamo di provare una tra le ultime arrivate in casa Poretti: la 9 luppoli Bohemian Pils, amara e speziata allo stesso tempo.   

LA VIRTUALE: GIANGIBEER

Il mondo della birra è un mondo in evoluzione e Giangi lo sa. Se siete instancabili navigatori del Web non può esservi sfuggito il canale YouTube “GiangiBeer”. Noi ve lo consigliamo perché mescola la tradizione all’attualità e riesce a entrare anche nei birrifici più storici del mondo, come quello di Monaco. “In Baviera già nel Cinquecento la birra era così importante che il duca Guglielmo V, nel 1589, fondò nel centro di Monaco il birrificio di corte” questo è l’inizio di una delle tante storie che potrete trovare in questo birrificio virtuale.

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