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Gelato che passione!

Storia e consigli per gustare il più classico dei dolci italiani

Di Serena Bertei

È il più fotografato e postato dalle spiagge. Qualcuno l’ha fatto al gorgonzola ed è diventato di moda tra gli antipasti dei matrimoni d’Italia. A Prato, per stare al passo con l’attualità,  si sono inventati il gusto “Green Pass” con rum, lime e menta. Di cosa stiamo parlando? Del re dei dolci estivi: il gelato. 
Ogni bambino si è sentito dire almeno una volta nella vita “Tieni il resto e compratici il gelato”. Conservate le monete avanzate dalle varie commissioni e il premio è assicurato. Che sia incartato o sfuso, in cono, in coppetta, pralinato o affogato, il gelato è sempre irresistibile
 
A New York, Singapore, Austin Chicago si può visitare il Museum of Icecream ma, se preferite trascorre qualche ora in famiglia e scoprire tutto sulla storia del gelato senza dover prendere un aereo, potete acquistare un biglietto per il Gelato Museum Carpigiani, in provincia di Bologna
 
In questo luogo sono conservati oggetti preziosi, come una sorbettiera manuale per gelato di fine Ottocento che era utilizzata per mantecare manualmente mezzo chilo di gelato in mezz’ora. Sempre di quell’epoca troviamo anche i Penny licks, bicchierini da gelato in voga a Londra per servire un “penny” di gelato, ma ci sono anche le scatole per coni gelato degli anni ’30-’60, utili per il trasporto dal conificio alle gelaterie. Molto prima che il famoso e italianissimo gelato di GROMM sbarcasse al Central Park e molto prima che le strofe della nota canzone di Battisti - “Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati” - entrassero in tutte le case, il carretto dei gelati percorreva le strade dei nostri paesi e al museo Carpigiani se ne trova uno dei primi esemplari che era dotato anche di luci.
 
Ma quando è nato il gelato? Il suo antenato è certamente il sorbetto. È noto che già nel Medioevo i succhi di frutta erano posti in grandi recipienti circondati da ghiaccio tritato, ma sarà la corte medicea a renderlo protagonista di feste e banchetti. È proprio nel Cinquecento che troviamo il prototipo delle sorbettiere. Il liquido da trasformare in “gelato” veniva fatto roteare in un recipiente immerso in contenitori di legno pieni di ghiaccio frantumato e sale. Una volta ottenuto un composto più denso lo si versava in stampi di metallo dalle forme più disparate, che a loro volta erano lasciati sotto ghiaccio e sformati solo al momento della degustazione. Dobbiamo compiere un enorme balzo temporale e arriva al Settecento per assistere alla nascita della prima gelateria, aperta a New York dal genovese Giovani Bosio. E le coppette? Anche loro, a quanto pare, sono Made in Italy, le brevettò Italo Marchioni nel 1868. Il boom economico ha fatto nascere innumerevoli gelati confezionati per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma lo stecco di gelato alla panna ricoperto di cioccolato è nato ben prima del boom.
 

PEPINO – Lo stecco

 
“La nostra storia inizia nel 1884, quando un gelataio di origini napoletane, Domenico Pepino, decise di trasferirsi al Nord, e più precisamente a Torino, portandosi dietro oltre alla propria famiglia di gelatai, tutti gli strumenti, gli stampi e il materiale per produrre e confezionare gelato”. Così ha avuto origine la storia di questa azienda piemontese che ha portato il gelato nel mondo e che nel 1939 ha brevettato e commercializzato il primo gelato ricoperto su stecco al mondo. Allora si chiamava Pinguino, che poi fa rima con Peppino, e costava una lira. Diventò di moda probabilmente per la sua praticità, rispetto ai coni da passeggio, con questo nuovo formato era difficile sporcarsi e si scioglieva meno velocemente. Oggi questo gelato si può comprare anche in alcuni punti vendita della grande distribuzione, ma se volete, potete ancora trovarlo in piazza Carigliano a Torino, nel luogo in cui è nato. Ritroverete il sapore semplice e intramontabile fatto del più classico degli abbinamenti: crema e cioccolato. 

 

PROSSIMA FERMATA – La premiata

 
Dicono che ci sono cinque regole d’oro per valutare un buon gelato. Sono regole semplici e alla portata di tutti. Guardate le classiche palline sul cono, dovrebbero avere un colore naturale e una consistenza uniforme, i sapori degli ingredienti dovrebbero essere ben distinguibili, anche l’olfatto dovrebbe essere deliziato e, quando possibile, è bene prediligere la stagionalità. Quest’ultimo punto è uno dei più importanti per la pluripremiata gelateria “Prossima fermata”,  posta a pochi passi dalla ciclabile del naviglio Martesana a Milano. Il maestro gelatiere Curzio Baraggi ha infatti vinto l’Oscar del gelato alla sessantunesima Mostra internazionale del gelato. Il marchio di fabbrica del laboratorio è l’accurata scelta delle materie prime: due volte a settimana il titolare si reca all’ortomercato a cercare gli ingredienti più freschi e di stagione per rendere il suo gelato speciale. Se ci capitate in autunno, non perdetevi il delicatissimo gusto castagna.
 

PAOLO BRUNELLI – Dal Gambero Rosso

 
Via Carducci numero 7, Senigallia. Segnatevi questo indirizzo e se capitate nelle Marche andateci senza indugio. Troverete la cioccolateria gelateria di Paolo Brunelli, un uomo per sua stessa definizione “manipolatore di cibi dolci”. Figlio di ristoratori, con una strada che pareva essere già scritta, Paolo ha capito che doveva dare una svolta alla sua vita e ha trovato il modo di farlo dedicandosi al gelato. Sperimenta con gusti anche salati e studia la ricetta del gusto perfetto. Nel 2011 la Crema Brunelli ha ottenuto il riconoscimento “Premio Gourmet”. Secondo il Gambero Rosso è “uno dei è gelatieri migliori d'Italia, ma è anche un grande creativo innamorato del suo territorio”. Provare per credere. 
 

MARA DEI BOSCHI – La dolce Torino 

 
Gelato, cioccolato e caffè di altissima qualità ecco cos'è “Mara dei boschi”. Questa insegna è nata a Torino nel 2012 da un’idea del gelatiere Marco Serra e della sua compagna Marina Dagrossa. Le materie prime sono a chilometro zero, arrivano infatti dal mercato di piazza Madama Cristina di Torino. Ed è proprio Torino a ispirare alcuni dei gusti più classici, come la nocciola con latte d’alpeggio e uova provenienti da galline che non hanno mai conosciuto allevamenti intensivi. Da non perdere alcuni gusti speciali come mele e cannella o pere e pepe rosa. Se volete concedervi un vero sfizio per Natale non potete non provare il gelato nel panettone.
 

BAR ALBA BEACH - Al mare

 
Vi capita mai di dare consigli agli amici che stanno per affrontare un viaggio e vi chiedono consigli perché sanno che avete già visitato una determinata località? Il bar Alba fa parte proprio di uno di questi consigli. Ci sono capitata per caso un giorno mentre ero in vacanza a Mondello. Sicuramente non è la più vecchia gelateria del paese, anzi ha uno stile molto moderno e oltre al gelato trovate anche granite, arancini e molto altro. Si consiglia perché il loro gelato è fresco e cremoso ed è una pausa gustosa nelle giornate di mare.
 
Se siete dei veri amanti del gelato dovete sfogliare i giornali di questi giorni perché si stanno svolgendo, a Buoneos Aires, le selezioni per i gelatieri latino americani che potranno partecipare alla prossima “gelato word cup” che si volgerà in Italia a inizio 2024. A presidiare le votazioni, un presidente di eccezione, l’italiano Sergio Colalucci primo campione del mondo della gelateria italiano nel 2006.
 
E voi siete da cono o coppetta?

Photo by Brooke Lark on Unsplash 

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Valentina De Renzis 1 giorno fa
1 giorno fa
Cono!
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