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La città di Alba

Per un autunno all'insegna del gusto

Di Serena Bertei

Digitando la parola “Alba” online la prima descrizione che si trova è: “Alba è una città del Piemonte nota per il tartufo bianco. Il Duomo, ricostruito in stile gotico, dispone di un campanile da cui ammirare panorami cittadini”.

Nel cuore delle Langhe Alba, e il territorio che la circonda, è una città tutta da scoprire. Dal 2014 è nella lista UNESCO dei beni che sono considerati patrimonio dell’umanità. Situata sulla riva del fiume Tanaro e nel mezzo delle dolci colline piemontesi, Alba vive in uno spazio temporale diviso tra il suo passato e un presente in continuo divenire

Questo essere sospesi tra nuovo e antico lo si nota a partire dalla ristorazione. In città la tradizione è padrona.

L’Osteria dell’arco, presidio slow food, propone piatti classici come  i tajarin, gli agnolotti del Plin o l’insalatina di galletto nostrano. In provincia, precisamente alla regia di Borgo Sant’Anna a Monforte d’Alba si trova il moderno chef Pasquale Laera che nel 2021 ha conquistato la sua prima stella Michelin. La sua è una cucina speciale che celebra l’incontro tra i sapori della sua terra, la  Puglia e i prodotti tipici delle Langhe “Stare qui e poter interagire con i piccoli produttori locali è vivere tra le pagine di un racconto” ha dichiarato.

Per rimanere in tema gastronomico, è doveroso citare un importante vento cittadino: la fiera internazionale del tartufo bianco che si svolge dal 9 ottobre al 5 dicembre. Questo prodotto pregiato arricchisce le tavole di stagione, già nel ‘700 era considerato un alimento pregiato ma è dal ‘900 che quello di Alba ha incontrato una fama mondiale. Prima di fare acquisti è importante testare la consistenza del tartufo: non deve essere eccessivamente molle, se è pesante significa che contiene più acqua e quindi è più fresco, forma e dimensione non contano ma prima dell’acquisto chiedete di pulirlo dalla terra che spesso lo ricopre. In questo modo potrete verificare che il tartufo sia integro. Ogni tartufo ha il suo profumo, quello bianco dovrebbe ricordarvi: fieno, miele e aglio.

Parlando di Alba non si può non parlare di vino: dolcetto, barbera, lacrima di Morro . Tante sono le etichette tra cui scegliere ma l’abbinamento più classico con il tartufo bianco è sicuramente  quello con un buon bicchiere di Nebbiolo. Consigliatissima è la Cascina Val del Prete della famiglia Roagna. A 10 chilometri dalla città, con i suoi vigneti a 200 metri di altitudine, propone vini invecchiati in botti di rovere e segue la maturazione fisiologica delle sue uve che crescono senza erbicidi, pesticidi e fertilizzanti.

Visitare Alba e i sui dintorni, significa immergersi anche nell’arte. Antico e contemporaneo si mischiano tra le verdi colline. In città sorgono alcuni edifici storici come la cattedrale di San Lorenzo (costruita tra il 1486 e il 1517), la chiesa della Maddalena, il palazzo comunale e le Torri. A La Morra è possibile ammirare la Cappella del Barolo, affrescata dagli artisti Sol Le Witt e David Tremlet nel 1999 che hanno lasciato il segno nelle Langhe affrescando anche la chiesa della Beata Maria Vergine del Carmine nel comune di Coazzolo e la cappella al relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo (Cn). Per gli amanti della letteratura, è possibile visitare la casa del grande scrittore Beppe Fenoglio e seguire alcuni percorsi dedicati ai suoi romanzi.

Con l’arrivo della stagione autunnale, Alba e le sue colline si colorano delle sfumature più belle. Per gli amanti del foliage, un fine settimana in questi luoghi stupendi è d’obbligo

E Voi, di che gita siete?

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