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I benefici della risata

La terapia del sorriso rallenta l’invecchiamento

Di Valeria Cudini

Si può affermare con certezza che ridere fa bene alla salute. Quest’affermazione trova conferma ogni qualvolta ci troviamo prima a sorridere e poi a ridere di gusto per qualcosa. In quel preciso momento ci sentiamo bene, quasi come se quella felicità che proviamo non dovesse più andarsene. E oltre al nostro buonumore, che tra l’altro può contagiare anche i nostri “compagni di risata”, tutto il nostro organismo ne beneficia.

Il dottor Adams e le radici della terapia del sorriso

Il primo a parlare in termini clinici del potere benefico della risata è stato il dottor Adams - noto a tutti dopo il film Patch Adams - che ha dimostrato quanto possa fare la differenza nel percorso di cura l’attenzione del medico al malato e alla sua malattia, quasi più della terapia stessa.

Ecco allora che il dottor Adams ha deciso di introdurre per primo negli ospedali pediatrici la figura del clown dopo aver realizzato una casa ospedale dove curare gratuitamente i bambini integrando le cure tradizionali con attività ludiche.

Su Cocooners ci occupiamo di popolazione over 50 e 60, ma è importante sapere da dove tutto sia partito, ovvero dove affonda le sue basi la terapia del sorriso, per capire quanto potente sia stata prima l’intuizione e poi la messa in opera del pensiero del dottor Adams.

La clownterapia, infatti, si rivolge sia ai piccoli pazienti sia agli anziani. È di qualche anno fa un bellissimo progetto del Policlinico Gemelli di Roma chiamato “Un sorriso per gli anziani” studiato per regalare un sorriso a tutti coloro che ogni giorno vivono a contatto con la demenza (malati e caregiver) e contemporaneamente volto ad aumentare il livello di consapevolezza sociale nei confronti di una patologia così importante ancora oggi spesso sottovalutata.

Perché ridere fa bene?

Che ci si rivolga a piccoli, grandi o a persone anziane l’effetto della risata è sempre lo stesso. Quando si ride tutti gli organi del corpo umano sono coinvolti, la pressione arteriosa si abbassa e si rilassano i muscoli. Nel momento in cui ridiamo, infatti, si attivano le strutture nervose periferiche che sono deputate alla produzione di endorfine, quelle sostanze chimiche dall’azione antidolorifica ed eccitante dall’effetto simile agli oppiacei. Le endorfine regolano il tono dell’umore, donano piacere, gratificazione e felicità aiutando a sopportare meglio lo stress.

 

Norman Cousins ha curato la spondilite anchilosante a “colpi” di risata

A esprimersi in maniera autorevole sugli effetti benefici della risata è stato il giornalista pacifista Norman Cousins affetto da una grave forma di spondilite anchilosante. Cousins ha scelto di intervenire sulla sua malattia eliminando la maggior parte degli antidolorifici preferendo una “terapia” impostata sulla visione di film comici e la lettura di libri divertenti. I risultati hanno, a dir poco, dell’incredibile: in soli dieci minuti di risate il giornalista riusciva a garantirsi due ore filate di sonno senza dolori e, dopo ogni sessione di “riso”, l’indice di “scollamento” dei tessuti calava di qualche punto.

La conferma da studi scientifici americani e da nostri esperti neuropsichiatri

I benefici della risata sono confermati dalla scienza. Nello specifico dai Ineurochirurghi della Emory University School of Medicine (Usa) che, mentre stavano stimolando elettricamente l’encefalo di una paziente per bloccare le sue crisi epilettiche, hanno scoperto una specie d’interruttore in grado di “accendere” risate fragorose. Che cosa è successo di preciso? I medici hanno solleticato un certo tratto di materia bianca e la paziente in questione ha cominciato a ridere di gusto. Lo stesso test è stato poi ripetuto su altri pazienti e il riscontro è stato sempre positivo. Sono stati infatti i ricercatori stessi che, descrivendo lo studio sul Journal of Clinical Investigation, hanno suggerito di usare questa stimolazione per infondere calma nei pazienti che devono restare svegli durante interventi al cervello.

«La risata è ormai ufficialmente riconosciuta come una cura, capace d’indurre modificazioni fisiologiche nella mente e nel corpo che possono essere misurate addirittura fino a 12 ore di distanza - spiega Claudio Mencacci - psichiatra direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano».

Favorendo la rigenerazione cellulare ridere allunga la vita

Ogni volta che ridiamo per una situazione divertente o per il racconto di una barzelletta, nel cervello avviene una sorta di tempesta di ormoni e neurotrasmettitori dall’effetto benefico sia a breve sia a lungo termine. «Si attivano gli stessi meccanismi sia con la risata autentica ed emozionale sia con la risata volontaria e indotta - prosegue Mencacci -. In entrambi i casi si accende l’area motoria del cervello che muove i muscoli necessari per ridere e l’area emozionale ci permette di percepire la sensazione di benessere e di felicità che ne consegue».

Ogni volta che ridiamo la gabbia toracica si contrae del 20% e il diaframma è come se eseguisse un massaggio sugli organi interni producendo ossido nitrico che dilata i vasi, motivo per cui la circolazione sanguigna migliora. E, in un virtuoso processo di reazione a catena, una miglior irrorazione sanguigna significa una maggior ossigenazione di tutti i tessuti, gli organi e i muscoli. A trarne indubbi benefici è il nostro cervello. Ridere favorisce la rigenerazione cellulare mantenendo la nostra mente giovane e attiva e rallentando il processo d’invecchiamento.

 

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