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La salute degli anziani dipende anche dall’autostima

Un sentimento che aiuta a produrre ormoni buoni

Di Noemi di Gioia

I disturbi connessi con l’avanzare dell’età (per esempio la memoria comincia a vacillare, la vista e l’udito si abbassano, le forze si riducono) generano nelle persone anziane la paura di non essere più utili né per sé, né per gli altri. Un tale atteggiamento determina sentimenti di tristezza ed anche una diminuzione dell’autostima. La stima di sé invece è importante a qualunque età e soprattutto in quella più matura, quando i mutamenti a livello sociale, familiare e soprattutto fisici rendono la persona più fragile e vulnerabile.

Una buona autostima infatti permette di star bene con se stessi, di avere consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità e quindi permette di gestire al meglio le diverse situazioni della vita e le limitazioni dovute all’invecchiamento.


Inoltre, come ormai è noto, c’è una stretta correlazione tra l’autostima e lo stato di salute. In particolare da una ricerca, abbastanza recente, (Sarah Y. Liu, Carsten Wrosch, Gregory E. Miller, Jens C. Pruessner. Self-esteem change and diurnal cortisol secretion in older adulthood. Psychoneuroendocrinology, 2014) emerge che proprio negli anziani la diminuzione di autostima determina una produzione, a livelli elevati, dell’ormone dello stress, il cortisolo, che causa vari problemi fisici. Lo studio è fondamentale per capire quanto sia importante una buona autostima per invecchiare attivamente, per favorire l’autonomia, per prevenire disturbi psicofisici e soprattutto per aumentare il benessere personale.


Come migliorare l’ autostima


E’ importante sapere che un minor livello di autostima non dipende dal processo di invecchiamento, ma dall’ incapacità di accettare e di adattarsi di fronte agli avvenimenti della vita. Dipende quindi dalla persona anziana cercare di raggiungere un buon equilibrio emotivo e, quindi, familiare e relazionale. Il primo passo consiste nell’ accettare i cambiamenti fisici e mentali, senza rimpianti né rimorsi, per affrontarli in maniera propositiva. Significa cioè trovare un nuovo modus vivendi, che permetta comunque una vita soddisfacente e non solo di sopravvivere. Se per esempio piace la lettura, non bisogna rinunciarvi, perché è diventata un’attività stancante, basta leggere poche pagine al giorno.
Oppure se la vista è peggiorata, basta ricorrere ad un audio-libro. L’importante è non perdere la fiducia nelle proprie risorse, ma cercare sempre di adattarsi e riprogrammare la propria quotidianità.


Fino a poco tempo fa si pensava che con l'nvecchiamento il cervello subisse un declino irreversibile, ma non è vero: studi recenti hanno dimostrato che il cervello può incrementare la sua plasticità a qualunque età. Anche in età avanzata, perciò, si possono cercare vari stimoli e
motivazioni ed accogliere nuove sfide ed anche nuove opportunità di apprendimento. E’ questo l’ atteggiamento che alimenta una buona autostima! Ben vengano perciò tutte quelle attività sia fisiche che mentali, che favoriscono nell’anziano la percezione di essere ancora una persona dinamica ed in grado di assumere modalità di comportamento conformi alla propria volontà ed alle proprie convinzioni, senza subire pressioni o condizionamenti sociali.

E voi, come siete messi ad autostima?

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