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Pedestrian city: l'Europa promuove le città pedonali

A piedi o con mezzi pubblici: addio al traffico congestionato nelle città

Di Emanuela Notari

Il piano per la riduzione delle emissioni dell’Unione Europea spinge alla pedonalizzazione delle città, evoluzione che incontra la necessità di ridurre l’inquinamento, sia atmosferico che acustico. Non solo. E’ da tempo che si parla di aree urbane “15 minutes”, nelle quali ogni servizio sia raggiungibile entro i 15 minuti, alle quali mirano ormai tutte le grandi metropoli europee. Le città congestionate di macchine e votate al traffico più che ai pedoni sono ormai immagine del passato e la recente pandemia, con l’aumento dei ciclisti e delle piste ad essi destinate, ne stanno accelerando la marginalizzazione.

Le strategie sono sempre all’insegna della disincentivazione dell’uso dell’auto privata: zone a traffico limitato, ingressi a pagamento, parcheggi sempre più cari, carreggiate ristrette in favore di piste ciclabili, piogge di multe.

 

Tutto questo dovrebbe, a rigore di logica, andare incontro anche al fenomeno del generale invecchiamento della popolazione, ricavando più spazi pedonali protetti invece di costringere i pedoni su marciapiedi striminziti e affollati di monopattini e biciclette che la fanno ormai da padrone. E invece sono proprio i senior a non gradire questi cambiamenti, restando attaccati alla propria autonomia motorizzata. I giovani infatti non se ne fanno un problema, con ampia scelta tra biciclette, monopattini motorizzati, mezzi pubblici e carsharing, con app di ogni genere che ti dicono quale percorso fare per arrivare alla tua destinazione, qualunque sia il tuo mezzo, o dove trovare la macchina a noleggio che ti serve proprio in quel momento. Un panorama di opzioni multiple nel quale si muovono in modo fluido, a seconda del momento, della compagnia e della meta. On demand.

I baby boomers faticano ad abbandonare la macchina

I Baby Boomers invece vengono da un’epoca in cui l’auto era uno status symbol: avere una station wagon piuttosto che una macchina a guida sportiva era un modo per dire chi eri, a che punto del tuo ciclo di vita, single o con famiglia, pragmatico o formale; una macchina di grossa cilindrata con sedili in pelle spesso era un modo di dire quanto guadagni; una macchina che assomiglia più a un camper che a un mezzo di trasporto, con cartacce, bottigliette di plastica, vecchi giornali, un modo di dire sono un tipo alternativo. Difficile quindi convincerli che l’auto non è più di moda, un po’ come convincerli a usare le sneakers invece delle scarpe di cuoio a seconda dell’occasione.

Si potrebbe provare, quando le zone pedonali saranno più ampie, a far loro incontrare Gita, un robottino contenitore targato Piaggio che arriva alle ginocchia e ti segue ovunque: lo porti in giro e fai la tua spesa, così puoi muoverti a piedi senza sacchetti che pesano. Inutile dire che, finché non sarà molto diffuso, è anche un’occasione per socializzare. Tutti ti fermeranno per chiedere cos’è quella robina lì?

Meno traffico più salute e vita

Lisbona, Milano, alcune città del Belgio e della Spagna stanno facendo esperimenti di pedonalizzazione, dividendo le aree con accesso alle macchine da quelle pedonali e ciclabili, che spesso vanno insieme. I vantaggi, non solo la riduzione di emissioni, ma anche le migliorie alla viabilità in chiave inclusiva che queste innovazioni portano con sé: marciapiedi con scivoli di accesso per persone a mobilità ridotta e segnaletica per non vedenti.

Una volta che la qualità dell’aria sarà migliorata, non potrà fare che bene, a tutte le età, usare le proprie gambe per muoversi all’interno del centro cittadino e usare mezzi pubblici potenziati per gli spostamenti più importanti: linee di autobus il cui percorso è disegnato di volta in volta da un algoritmo in base alle richieste degli utenti, o tram su linee green wave, percorsi che, sempre grazie a un algoritmo, sono studiati per incontrare sempre semafori verdi.

Per quando il traffico cittadino sarà davvero profondamente marginalizzato all’interno delle grandi città, i senior di oggi avranno qualche anno in più e prima o poi rinunceranno alla guida autonoma. In attesa che si decida di investire nelle auto senza pilota, proprio per facilitare la mobilità dei senior, ci accontenteremmo di servizi di auto con autista regolamentati e a prezzi calmierati per incentivare gli anziani a continuare a muoversi, senza pretesa di essere alla guida. Una scelta di sicurezza per tutti, un servizio inclusivo e un lavoro per chi, munito di patente di guida, è disponibile ad avere a che fare con una clientela eterogenea, che in certi casi ha sufficiente prontezza per poter dare ancora lezioni di zig-zag nel traffico cittadino, in altri potrebbe invece avere bisogno di un po’ di pazienza per salire e scendere dall’auto o dover caricare un deambulatore o una sedia a rotelle al seguito.

Per chi vuole invece seguire i consigli di restare attivi e camminare ogni giorno, il mitico Salvatore Aranzulla, grande esperto di web, a questo link offre indicazioni su tutte le app che ti aiutano a contare i passi o i chilometri o le calorie consumate camminando.

 

 

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