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Telemedicina, molti vantaggi e pochi svantaggi

Perché la salute è a portata di clic

Di Cocooners

Un’allergia improvvisa, una fastidiosa cefalea di cui non avevo mai sofferto, un problema con la dieta che mi è stata assegnata. In tempi di Covid-19 non sempre è possibile, saggio o opportuno uscire di casa per sottoporre allo specialista il mio problema. E se provassi con la telemedicina?

Certo non può sostituire appieno l’incontro dal vivo tra medico e paziente, che so perfettamente, anche per esperienza vissuta, essere fondamentale per creare una relazione interpersonale sana e – non meno importante – per la buona riuscita del processo di guarigione. E poi la visita medica è un atto complesso, che inizia con la raccolta della storia clinica del paziente (la cosiddetta anamnesi) e prosegue con l’esame obiettivo: auscultare il torace, palpare l’addome, esaminare il colorito, le pupille, il naso e la gola… però ci sono almeno due casi in cui la telemedicina può essere d’aiuto. Il primo riguarda il significato più letterale di questa espressione e riguarda la possibilità – in uso ormai da anni – di trasmettere, tra ospedali o reparti, referti, lastre, tracciati, esami in via telematica, senza più complicati e onerosi “giri di carte”. Il secondo invece indica la prassi relativamente nuova di “farsi vedere da un medico” non di persona ma attraverso il filtro di uno schermo, online, comunque in diretta.

Alcuni esempi di telemedicina

Uno scambio proficuo, giura chi la propone e la promuove, è comunque possibile. Se il dottore mi ha già visitato una volta, è ancora più semplice: i videoconsulti successivi saranno degli aggiornamenti. Pensiamo per esempio al caso in cui io viva all’estero oppure il medico, specialista in una determinata patologia, stia in un’altra città: non sono “costretto” a incontrarlo ogni volta, con aggravi di fatica e di spese. Ma anche nel caso in cui non mi avesse mai visto dal vivo, un confronto proficuo – magari su problemi di minore entità – è comunque possibile. E sono in aumento i centri pubblici e privati che vi fanno ricorso. Un esempio? Il Centro Medico Santagostino, che offre videoconsulti e videovisite in diversi settori di specializzazione. Dermatologia, diabetologia, endocrinologia, pediatria, geriatria, oculistica, andrologia, urologia sono solo alcuni esempi; tra le proposte, anche il monitoraggio da remoto dei sintomi del Covid-19. Ben consapevoli che un videoconsulto non sostituisce una visita dal vivo, quelli del Centro dicono con semplicità: «Si tratta comunque di un primo passo per aiutare a orientarti. E il medico è totalmente a disposizione per chiarire i tuoi dubbi e fornire risposte in tempo reale». Contenuti i costi: 30 euro a visita.

Stessi prezzi (29,90 euro) per i videoconsulti proposti sul sito Pazienti.it: per prima cosa si seleziona la specialità di riferimento, poi la data e l’ora (alcuni specialisti sono disponibili anche la sera), infine il medico. Durante il videoconsulto, il paziente ha la possibilità di condividere in chat i propri referti; dall’altra parte c’è chi, consultandoli sul momento, può aiutare a chiarire i dubbi.

Variano invece i tariffari sul sito Miodottore.it: prendendo come esempio la logopedia, si va dai 25 euro per una “valutazione funzionale globale” ai 60 di una consulenza online completa, che dura 30 minuti. «La tecnologia di consulenza video di MioDottore nasce per contribuire a garantire la continuità dei servizi sanitari in questi tempi difficili e contestualmente fornisce agli utenti uno strumento per rimanere in contatto con gli esperti di fiducia, offrendo un’esperienza più umana e personalizzata rispetto a chat o chiamate, senza congestionare ulteriormente gli ospedali in questo momento delicato» ha spiegato Luca Puccioni, CEO del portale.

Infine, psicoterapie e colloqui psicologici sono un altro tipo di prestazione sanitaria decollata in modalità online durante la pandemia; in realtà questa modalità esiste da tempo. Per chi si chiede se sia efficace, negli ultimi vent’anni sono stati condotti diversi studi clinici negli Stati Uniti, in Svezia e in Israele i cui risultati hanno mostrato che in genere la terapia online è una valida alternativa a quella di persona e che le due sono paragonabili sia sul piano della soddisfazione del paziente che negli effetti a lungo termine. Certo, se vedo il mio psicologo online non potrò sprofondare nella comoda poltrona del suo studio. Ma può essere che ne abbia un’altra, ancor più confortevole, nel salotto di casa mia.  

Pronti, quindi, a provare la telemedicina?

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