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Dante a Ravenna: i luoghi del Sommo Poeta

Ravenna in festa per il settecentenario della morte di Dante: iniziative e itinerari

Di Monica Nardella

Non sappiamo ancora come andrà l'anno appena incominciato, tuttavia è possibile trovare una ragione per ricordarlo, fin da ora: il 2021 segna l'arrivo del 7 centenario della morte di Dante Alighieri e Ravenna si appresta a celebrarlo.  Qui alcuni consigli di Cocooners su cosa visitare nella città romagnola.

La zona del silenzio

La zona del silenzio è un’isola di pace e sacralità dove riposano le spoglie mortali del Sommo Poeta.

Questo è il primo dei luoghi danteschi da visitare a Ravenna. Tanto movimentata fu la vita quanto la dipartita. Le ossa dell'Alighieri, seppellite nella Chiesa di San Francesco (nella cappella di famiglia dei da Polenta – quella da cui discendeva la famosa Francesca del canto V dell’Inferno - furono presto reclamate da Firenze, intenzionata a tumularle a Santa Croce in un mausoleo scolpito da Michelangelo.

Ravenna si mostrò sempre riluttante finché l’intervento di Papa Leone X non costrinse la città a cedere alla richiesta.

I francescani però, disobbedendo al Papa mediceo, trafugarono le ossa e le nascosero nell’adiacente convento nella più totale segretezza. La delegazione fiorentina trovò la tomba vuota e tutti misero a tacere l’imbarazzante episodio.

Un cofanetto con la scritta “Ossa Dantis” venne ritrovato nell’Ottocento durante i lavori di ristrutturazione del convento proprio dove era stato abilmente nascosto dai frati.

Solo allora si ricostruì l’intera vicenda e si riuscì a depositarle nel Mausoleo nel frattempo commissionato a Camillo Morigia per dare finalmente una degna sepoltura al Poeta.

La tomba di Dante

L’area circostante il Tempietto neoclassico, chiamato ironicamente dai ravennati la zucarira (la zuccheriera), è stata oggetto anch’essa di numerosi rifacimenti negli anni per garantirle la sacralità dovuta. Ogni anno, il 14 settembre, una delegazione fiorentina alimenta la fiammella all’interno del tempietto con un olio d’oliva proveniente dall’appennino toscano. Quest’anno poi, la città di Ravenna ha inaugurato un’altra bellissima iniziativa: L’ora che volge il disio, la lettura perpetua di un canto della Commedia proprio davanti alla tomba, tutti i giorni al tramonto.

In questo periodo così complesso, la lettura è condivisa in diretta streaming sul sito Viva Dante.

Un altro appuntamento virtuale consigliato, è la consultazione della documentazione conservata presso l’archivio di Stato cittadino, incredibile testimonianza dell’interesse per la Zona del Silenzio dedicata all’Alighieri.

Interesse non solo a livello locale ma addirittura nazionale, con gli scambi epistolari della città con il Ministero dei Lavori Pubblici in piena epoca fascista (ASRavenna.beniculturali)!

Gli appassionati bibliofili, dopo il Tempietto, devono visitare il Centro Dantesco, dove ammirare manoscritti, preziosissimi incunaboli della Commedia ed edizioni del XVI e XVII secolo conservati nella Biblioteca.

Imperdibile poi la Chiesa di San Francesco dove, il 14 settembre del 1321, vennero celebrati i suoi funerali. Curioso che nella cripta, con frammenti del pavimento musivo della chiesa originaria, nuotino dei pesci: ubicata infatti sotto il livello del mare, è visibile -senza accedervi- tramite una finestrella ad arco posta sotto il presbiterio.

A due passi, una targa posta su un edificio medievale all’angolo fra Via da Polenta e Via Dante Alighieri, ricorda che il Sommo vi alloggiò, ospite di Guido Novello, durante l’esilio dall’amata Firenze (ragion per cui, alla morte, venne tumulato nella cappella di famiglia, come ricordato nella rocambolesca storia della sepoltura).

I mosaici e la Commedia

Ravenna fa rima con mosaici: ben 8 sono i monumenti cittadini - inseriti nel ’96 dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità – che rapiscono letteralmente i visitatori con lo sfarzo raffinato e al contempo spirituale di migliaia di tesserine colorate.

In alcuni versi della Commedia sembrerebbero echeggiare le volte stellate e le raffigurazioni preziose che un Dante spettatore potrebbe aver ammirato più e più volte durante le sue passeggiate. La cupola del battistero Neoniano (ma pure quello degli Ariani) con i 12 apostoli in cerchio la ritroviamo nel Canto X del Paradiso, nel cielo del Sole, allorché Dante incontra un gruppo di beati che circondano lui e Beatrice

“Io vidi più folgór vivi e vincenti
far di noi centro e di sé far corona,
più dolci in voce che in vista lucenti”

Chissà… Di certo, la Pineta di Classe ha suggerito a Dante i versi giusti per descrivere la selva incantata del Paradiso terrestre!

Dante è sostenibile nella Lonely Planet

Le vie di Dante, l’ipotetico viaggio tra Firenze e Ravenna che il Poeta avrebbe percorso al momento dell’esilio, sono state inserite dalla Lonely Planet nel Best in Travel 2021 nella categoria Sostenibilità. Un riconoscimento importantissimo a livello mondiale in questo particolare periodo storico a un itinerario – studiato da APT Servizi Regione Emilia Romagna e Toscana Promozione Turistica - che coinvolge due regioni, le loro tradizioni, le tipicità enogastronomiche e il patrimonio architettonico e naturalistico. Il tutto all’insegna di ritmi rigorosamente slow (nel rispetto del sustainability award): viaggio alla scoperta di Marradi, Brisighella, Scarperia e altri borghi tra le due città da fare in bici, in treno e, perché no, quando possibile, a piedi.

Questo centenario consentirà a molti di approfondire la conoscenza del Sommo Poeta. 

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