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Valle d'Aosta: il Cammino Balteo tra boschi di larici e antichi borghi

Direzione Monte Bianco attraversando foreste e pascoli, sfiorando villaggi di un tempo.

Di Rita Bossi

Fare una camminata fa bene alla mente e al corpo. Migliora l'umore e riduce lo stress. Un modo di viaggiare slow, sempre più diffuso che permette di prenderci un po' di tempo per ammirare le bellezze che ci circondano. Negli ultimi tempi i cammini d'Italia si sono intensificati. Fra i recenti c'è il Cammino Balteo, in Valle d'Aosta, un trekking ad anello di quasi 350 Km, attraverso boschi di larici e alti pascoli, toccando graziosi borghi antichi lontani dal turismo di massa, senza mai perdere il contatto con la natura, grazie ad un variegato paesaggio che alterna boschi e pascoli ad orti e vigneti. I sentieri si affacciano su montagne leggendarie: il Gran Paradiso, il Cervino, il Monte Rosa, il Monte Bianco. Si incontrano i siti archeologici dei Salassi (popolo celtico) e dei Romani. Il tracciato si sviluppa principalmente nel fondovalle e sui versanti di media quota con un’altitudine compresa tra i 500 e i 1900 metri s.l.m., praticabile per buona parte dell’anno.

Nella natura passo dopo passo 

Una meravigliosa esperienza di turismo slow ed ecosostenibile. 23 le tappe del percorso di 4-6 ore ciascuna che si possono raggiungere in più riprese a piedi ma in buona parte anche in mountain bike o a cavallo. Ogni tappa è un invito alla scoperta, a piedi lungo sentieri ma anche su strade sterrate e tratti asfaltati, attraverso villaggi e siti di interesse culturale e naturalistico. E' una proposta per tutti, adatta agli sportivi ma anche a chi vuole camminare senza fretta, lasciandosi tentare dalle numerose opportunità che invitano alla sosta. Ci si può rilassare nella natura, gustare prodotti locali, visitare siti archeologici.

Alla scoperta delle fortezze napoleoniche

Uno dei tratti più caratteristici del percorso è la tappa Donnas - Arnad dove si possono osservare le fortezze napoleoniche tra il Col de La Cou e Machaby: dal borgo di Donnas si risale il costone di roccia in direzione del villaggio di Albard, per poi proseguire verso i pianori del Col de La Cou dove sono visibili i resti delle fortificazioni volute da Napoleone in occasione delle sue manovre di attacco e accerchiamento del Forte di Bard. Da qui, è possibile godere un meraviglioso panorama verso la zona del Mont Avic e le vette di Champorcher. Superate le postazioni belliche di Arbénaz si raggiunge il forte di Machaby, oggi trasformato in un moderno ostello. Proseguendo si raggiunge il Santuario di Nostra Signora della Neve, immerso nei castagneti, e poi proseguendo si giunge al borgo di Arnad e alla mole rosata del castello Vallaise. Da visitare il malioso centro storico con le sue torri e caseforti con la splendida chiesa romanica di San Martino, tra le più fotografate della Valle d’Aosta.

Sosta-relax alle terme di  Saint-Vincent

La tappa Challand-Saint-Victor, Émarèse, Saint-Vincent è un’escursione panoramica che porta dall’imbocco della Val d’Ayas al Col d’Arlaz fino a Saint-Vincent attraversando luoghi poco conosciuti ma di grandissimo fascino tra cui i resti del castello di Villa; si prosegue alla volta della Riserva naturale del Lago di Villa, per poi salire fino al Col d’Arlaz dove la vista è spettacolare. Potete scendere fino a Emarese per visitare la Borna da ghiasa, una grotta al cui interno spira costantemente un’aria gelida. Al termine della discesa potete raggiungere Saint-Vincent arrivando al moderno edificio delle famose terme (qui un tuffo non guasta). Suggestiva la tappa Aosta–Fénis che parte dalla principale città valdostana e conduce fino al cospetto del magnifico Castello di Fénis, indubbia icona del Medioevo valdostano. Da Aosta ci si può spostare su Charvensod oltrepassando la Dora Baltea all’altezza di Pont-Suaz. 

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