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Le donne sono leader migliori in tempo di crisi?

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Di Vittoria Patanè

La Harvard Business Review parla della “scogliera di cristallo” e mostra come le donne siano valutate meglio degli uomini nella gestione dei momenti di crisi.

Le donne fanno molta più fatica degli uomini a conquistare ruoli di leadership e, anche quando riescono ad arrivare a una posizione di alto livello, spesso ciò che si trovano tra le mani è un’azienda o un partito profondamente in crisi. Eppure, contro ogni aspettativa, riescono a mettersi in luce e a fare bene, tenendo in piedi realtà sull’orlo del fallimento. Questo fenomeno è stato analizzato da molti studiosi e ha addirittura una denominazione coniata nel 2004 dai professori britannici Michelle K. Ryan e Alexander Haslam dell'Università di Exeter: “scogliera di cristallo”.

La scogliera di cristallo

Se in passato la carriera delle donne si fermava di fronte al “soffitto di cristallo”, ovvero veniva impedito loro di progredire lavorativamente a causa del loro genere di appartenenza, oggi l’ostacolo si chiama “scogliera di cristallo” e indica quelle situazioni in cui alle donne viene data la possibilità di ricoprire un ruolo di leadership solo nei momenti di grave crisi

Gli esempi di donne chiamate ad affrontare una scogliera di cristallo sono innumerevoli. In politica è impossibile non citare Margaret Thatcher, prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro del Regno Unito in un momento di grave recessione, o la sua “erede” Theresa May, entrata a Downing Street per portare a casa la Brexit in seguito al referendum del 2016. In campo economico-finanziario chi non ricorda l’ingresso di Christine Lagarde (oggi numero uno della Bce) al Fondo Monetario Internazionale, avvenuto in un momento in cui l’organizzazione stava affrontando una crisi senza precedenti innescata dallo scandalo Strauss-Kahn e dalla bolla dei subprime. Infine, tra le donne chiamate a guidare una barca pronta ad affondare c’è anche Marissa Mayer, Ceo di Yahoo! dal 2012 al 2017, in un periodo in cui l’azienda stava perdendo una significativa quota di mercato in favore di Google e stava affrontando una rivoluzione in termini di assetto e governance. 

Il fenomeno della scogliera di cristallo è ormai talmente diffuso da aver spinto la Harvard Business Review a realizzare una ricerca per rispondere a due semplici domande: le donne sono più qualificate per guidare un’azienda durante una crisi? Potrebbe essere questo il motivo per cui vengono loro affidati incarichi difficili nei periodi più duri?

Le donne leader durante le crisi

Sulle pagine della rivista, Jack Zenger e Joseph Folkman, rispettivamente amministratore delegato e presidente della società di consulenza per lo sviluppo della leadership Zenger/Folkman, fondano la loro analisi su due diversi studi. Il primo sostiene che i dati sul Covid-19, compresi quelli relativi a contagi e decessi, sono “sistematicamente migliori nei Paesi guidati da donne”. Il secondo invece si riferisce agli Usa e rileva che gli Stati guidati da donne hanno un tasso di mortalità inferiore rispetto agli altri. 

Partendo da queste basi, i due studiosi hanno esaminato migliaia di valutazioni di leadership espresse tra marzo e giugno 2020 su 454 leader uomini e 366 leader donne. “Coerentemente con le nostra analisi pre-pandemia, abbiamo scoperto che le donne sono valutate in maniera significativamente più positiva rispetto agli uomini”, si legge sulla Harvard Business Review. Anzi, rispetto ai mesi precedenti, durante l’emergenza Covid-19 il divario tra uomini e donne si è ampliato, “probabilmente indicando che le donne tendono a ottenere risultati migliori in un periodo di crisi”.

Nei dettagli, su 19 parametri presi in considerazione dallo studio, le donne hanno ottenuto una valutazione migliore in 13 delle 19 competenze di leadership indicate. Gli uomini sono stati giudicati migliori solo sulla competenza tecnico/professionale, ma “la differenza non è statisticamente rilevante”, sottolineano i due studiosi.

Perché le donne sono leader più efficaci? 

A incidere sul risultato sembrano essere quelle che tra gli addetti ai lavori vengono definite “soft skills”. Nei loro giudizi, gli intervistati hanno infatti attribuito molta importanza alle relazioni interpersonali, alle capacità di ispirare, motivare, comunicare e collaborare. “Tutti aspetti su cui le donne hanno raggiunto un risultato migliore rispetto agli uomini”, si legge nell'analisi. Secondo Zenger e Folkman “le leader donne hanno dimostrato una maggiore consapevolezza delle paure che i loro collaboratori possono provare e una maggiore preoccupazione per il loro benessere e la loro fiducia”.

Spesso sottovalutate dai più, le soft skills sono dunque fondamentali nella gestione di un’azienda e possono contribuire a determinarne il successo o il fallimento. L’analisi mostra come su questo campo le donne riescano a primeggiare, ma Zenger e Folkman concludono con un consiglio: “Mentre la crisi da Covid-19 continua e si intensifica in molti luoghi, tutti i leader, indipendentemente dal sesso, dovrebbero sforzarsi per soddisfare le esigenze dei loro collaboratori e migliorare i loro rapporti interpersonali”.

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