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Estate in Italia: 5 passeggiate in montagna

Consigli per immergersi nella natura

Di Monica Nardella

La montagna è la seconda meta più scelta in Italia come meta per le vacanze. Alcuni, per tradizione, trascorrono alcuni giorni al mare per poi optare per il fresco delle alture. Altri, lo fanno, senza nemmeno passare dalle località turistiche lungo le coste italiane poiché prediligono il silenzio, la frescura, la natura e il tempo che sembra non passare mai. Ma ritempra. Cocooners vi suggerisce alcune mete per stare al fresco.

 

Friuli Venezia Giulia

Un trekking tra le montagne della Carnia vi regalerà, in un contesto naturale aspro ma scenografico, un viaggio nel triennio buio della Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia.

L’ascesa verso il Pal Piccolo - sentiero CAI 401 Difficoltà: E - “escursionistico” - parte dal piazzale del Passo di Monte Croce Carnico, il valico tra l’Italia e la Carinzia considerato strategico da entrambi gli eserciti.

I territori circostanti, per questa ragione, furono pesantemente militarizzati e diventarono teatro di combattimenti furiosi vista la vicinanza delle rispettive prime linee.

Il trekking, in un panorama alpino incontaminato, si snoda quindi tra sentieri, mulattiere, camminamenti e trincee umide di ambo gli schieramenti: un vero museo a cielo aperto.

Molto suggestiva la visita del Kleiner Pal-MG Nase (il Naso delle Mitragliatrice, in territorio austriaco) e quella del Trincerone italiano che orla il Pal Piccolo. Queste postazioni raccontano la storia di giovani ragazzi precipitati nelle trincee, al freddo, con cibo razionato, spesso feriti ma mai dimenticati.

Scoprirete infatti la meravigliosa storia delle portatrici carniche, giovani donne che a rischio della propria vita, si inerpicavano lungo mulattiere accidentate con ceste cariche di cibo, munizioni e medicinali per supportare gli uomini al fronte.

Loro sì, vittime dell’oblio di una Storia scritta dagli uomini, pur essendo vere eroine di guerra.

Riportate alla memoria pubblica solo in anni recenti con una medaglia d’oro al valor militare a Maria Plozner Mentil (la portatrice uccisa da un cecchino nel 1916) e un monumento, eretto a Timau, per omaggiare queste donne coraggiose proprio accanto al Museo Storico "La zona Carnia nella Grande Guerra".

Pal Piccolo, Friuli Venezia Giulia | foto Monica Nardella

Trentino Alto-Adige

Una passeggiata in montagna davvero imperdibile è quella che vi aspetta a Merano, la città famosa per le terme e per il clima mite.

Il percorso della Tappeiner, che costeggia per 4 chilometri il Monte Benedetto, vi immergerà in un rigoglioso mix di vegetazione mediterranea e alpina regalando viste panoramiche superlative sulla città e sulla Val d’Adige.

Realizzata e donata da Franz Tappeiner, medico e esperto botanico, è unanimemente considerata tra le passeggiate più belle d’Europa.

Lungo il cammino, oltre a due Cafè e a un ristorante, si incontrano un monumento in marmo bianco, omaggio della città al medico, e un delizioso Giardino delle erbe aromatiche.

Obiettivo finale potrebbe diventare la Torre Ortenstein, conosciuta come Polveriera (facente già parte della Passeggiata Gilf ma tra i due itinerari non c’è soluzione di continuità). Due chilometri in più che però offrono, dalla terrazza della Torre, una vista davvero mozzafiato.

Poiché tutto il sentiero è magnificamente esposto al sole, durante il periodo estivo è consigliabile percorrerlo nelle ore meno calde.

Passeggiata Tappeiner, Trentino Alto Adige | foto di Noclador via Wikimedia

Valle d’Aosta

Una passeggiata in montagna a dir poco regale è invece quella intitolata a Margherita di Savoia.

La Regina la percorreva dal Castello di Savoia, sua residenza estiva ai piedi del Monte Rosa, fino al Lago Gover, per raggiungere il centro storico di Gressoney-Saint-Jean.

Margherita amava moltissimo questi luoghi e non disdegnò neppure di scalare la montagna con amici, dame di compagnia ed esperti alpinisti. A testimonianza di ciò, due fogli manoscritti che riportano la salita alla Capanna Margherita con firma autografa conservati nel Museo Nazionale della Montagna di Torino.

I più volenterosi potranno oltrepassare Gressoney e allungare il cammino tra boschi di conifere e cascatelle imboccando il segnavia numero 15 per raggiungere la frazione Tschemenoal.

Con un dislivello minimo (circa 130 metri) questo itinerario di 3 chilometri è facile e adatto a tutti.

Naturalmente, non tralasciate la visita del Castello, degno palazzo in cui organizzare feste e banchetti. Resterete stupefatti dallo scalone sontuoso, da decori e pitture, dagli arredi pregiati.

Il castello Savoia e il giardino botanico | foto Archivio Regione Autonoma Valle d'Aosta

Toscana

Un anno dopo la sua morte, il comune di Pistoia ha dedicato a Tiziano Terzani, un sentiero per raggiungere l’Albero con gli Occhi.

A Orsigna, borgo incastonato nell’appennino tosco-emiliano, lo scrittore e inviato di guerra trascorse infatti le estati da bambino e gli ultimi anni della sua vita.

Da qui, parte un percorso (sentiero n.5 del CAI durata 1h30m) che, addentrandosi tra i boschi, vi farà raggiungere la radura panoramica e il famoso albero di ciliegio.

Per dimostrare al nipotino che il bosco respirasse e che le piante fossero esseri viventi, attaccò due occhi di vetro sul tronco. Da allora, il maestoso ciliegio è la meta di tutti coloro che vogliono percorrere il Sentiero Terzani e, in qualche modo, ritrovare le atmosfere che ispirarono il maestro.

Potrebbe capitare, al culmine di questa passeggiata in montagna consigliata anche in estate, di trovare nei pressi dell’albero con gli occhi anche bigliettini e mucchi di sassi: riflessioni sparse di fronte a un panorama eccezionale.

Lungo il cammino, è piacevole anche imbattersi in testimonianze del passato di Orsigna come l’ex Molino di Berto (ora ristorante Il Molino), che ricorda la produzione della farina di castagne per cui il borgo era famoso.

Chi ha tempo, può concedersi un’altra passeggiata piacevole e istruttiva: quella dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, un percorso che comprende anche un altro mulino, quello di Giamba.

Sentiero Terzani | foto Alessandro Bertini

Marche

I Monti Sibillini offrono diversi itinerari per scoprire l’omonimo Parco Nazionale ricco di biodiversità e sentieri che, in base al grado di difficoltà, sono contrassegnati con E – Escursionistico, G – Grande Anello e N – Natura.

I 18 Sentieri Natura dei Sibillini sono agevoli, adatti a tutti e di breve sviluppo.

Ognuno ha una godibilità sua propria: in uno si scopre l’habitat ideale del camoscio, in un altro le tradizioni agricole dei Sibillini, in un altro ancora si toccano i luoghi di romitaggio.

In quello di Amandola, ad esempio, si scopre il delicato equilibrio uomo e natura.

Questa piacevolissima passeggiata in montagna è ad anello: punto di partenza è il Rifugio Garulla, ubicato ai piedi del monte Amandola e tappa del Grande Anello dei Sibillini.

Il sentiero in questione è il numero 4 e si addentra in boschi rigogliosi per regalare improvvisi squarci sul panorama circostante che spazia fino all’Adriatico nelle giornate più terse.

Amandola è anche la regina del tartufo dei Monti Sibillini.

In estate è possibile degustare lo Scorzone; tra fine settembre e dicembre il Tuber Magnatum (il Tartufo Bianco Pregiato dei Sibillini); da fine dicembre a marzo il Tartufo Nero Pregiato. Insomma, è sempre il momento giusto per una tappa gastronomica in questo spicchio di Marche.

Sentiero Natura Sibillini | foto Monica Nardella

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