Viaggio in Armenia per over 60: monasteri, cultura e paesaggi unici
Un piccolo Paese incastonato tra Europa e Asia, con monasteri millenari, paesaggi montani mozzafiato e una cultura che affonda le radici nella storia più antica del cristianesimo: l’Armenia si sta imponendo come una meta sorprendente per chi ama viaggiare lontano dal turismo di massa. È un luogo che invita a rallentare, a osservare, a farsi avvolgere da un ritmo diverso, ideale per chi, superati i sessant’anni, desidera vivere un’esperienza autentica e senza frenesia. Perché si, anche gli over 60 hanno voglia di emozionarsi andando in giro per il mondo, e l’Armenia sembra essere la meta perfetta. Andiamo a scoprire che cosa propone questa piccola località e che cosa vale la pena vedere tutto d’un fiato.
Armenia: qual è il periodo migliore per partire
Il clima armeno è continentale, con estati torride e inverni rigidi, e per questo la primavera e l’autunno sono i momenti ideali per visitare il Paese. Da aprile a giugno i paesaggi si riempiono di fiori, le vallate sono verdi e il clima mite rende piacevoli le escursioni. Settembre e ottobre offrono invece un’atmosfera diversa: i frutteti e i vigneti si tingono di colori caldi e l’aria fresca accompagna i viaggiatori tra monasteri e canyon. L’inverno ha un fascino particolare a Yerevan, la capitale, dove il Monte Ararat innevato domina l’orizzonte, mentre le estati, soprattutto nelle pianure, possono risultare impegnative per chi preferisce spostarsi con calma. Attenzione per chi soffre particolarmente il freddo: durante la stagione invernale le temperature possono scendere fino ai -20/30°. Mentre per quanto riguarda la confusione turistica, sappiate che in Armenia il concetto di “alta stagione” non esiste: difficilmente troverete grandi folle in questo Paese. Insomma, ogni periodo è buono per partire, ma tutto dipenderà dalle esigenze e dai desideri di ogni viaggiatore.
Che cosa vedere in Armenia: le tappe da non perdere
In ogni viaggio che si rispetti ci sono alcuni luoghi che è impossibile non visitare. Ogni città, ogni paese, ogni piccolo scorcio del mondo ha sempre qualcosa di caratteristico da visitare. Nel caso dell’Armenia, si parte dalle basi, ossia la capitale. Yerevan, con i suoi caffè moderni e le piazze animate, è il cuore pulsante del Paese. Da qui è facile raggiungere Khor Virap, il monastero simbolo dell’Armenia, che offre una vista indimenticabile sul Monte Ararat. Non lontano si trovano anche Geghard, scavato nella roccia, e Garni, tempio pagano che ricorda l’antica influenza ellenistica. Il Lago Sevan, a quasi duemila metri di altitudine, si presenta come un mare d’alta quota, incorniciato da monasteri che ne esaltano la spiritualità.
Verso sud, i colori intensi delle rocce che circondano Noravank regalano scenari spettacolari, mentre Tatev, sospeso su un altopiano raggiungibile con la funivia più lunga del mondo, sembra quasi sospeso tra cielo e terra. Al nord c’è invece Dilijan, soprannominata la “Svizzera armena”, che accoglie con foreste fitte e villaggi in legno che riportano indietro nel tempo, in un contesto naturale che invita alla contemplazione.
Che cosa mangiare in Armenia
La cucina armena è una tavola che racconta secoli di dominazioni e contaminazioni: turchi, persiani, russi e greci hanno lasciato un’impronta, ma il risultato è un’identità gastronomica forte, che si riconosce subito nei sapori decisi e nella convivialità dei pasti.
Il protagonista assoluto della cucina dell’Armenia è il barbecue: gli spiedini di carne, i khorovats, sono il piatto simbolo e rappresentano l’anima stessa del pranzo armeno. Ma il fuoco non serve solo per la carne: la trota del Lago Sevan, cotta alla griglia, è una specialità che vale da sola il viaggio. Accanto al barbecue si incontrano piatti di grande tradizione, come il ghapama, la zucca ripiena di riso e frutta secca servita nei giorni di festa, o il khash, zuppa invernale dal sapore intenso. Non può mancare il lavash, pane sottile e morbido, oggi patrimonio Unesco, che accompagna ogni pietanza. A chi ama la pasta sorprenderanno le arishta, simili alle fettuccine, condite con burro e aglio. Dolci e frutta chiudono la tavola: melograni e albicocche, orgoglio nazionale, accompagnano i dessert più tipici come la gata o il sujukh, insaccato di noci immerso nella melassa di frutta.
La scelta culinaria nella bellissima Armenia è vasta e gustosa. Il consiglio? Perdersi assolutamente nei sapori della tradizione e vivere tutto come veri abitanti del posto.
L’Armenia, un Paese sicuro e accogliente
Chi si avvicina per la prima volta all’Armenia si chiede spesso se sia una destinazione sicura. Nonostante la sua posizione geopolitica delicata, i viaggiatori trovano un Paese accogliente, con tassi di criminalità molto bassi e una popolazione pronta ad aiutare anche con un semplice sorriso. Le tensioni con l’Azerbaigian riguardano aree specifiche di confine, lontane dai circuiti turistici, e difficilmente inserite negli itinerari. È comunque sempre consigliato informarsi prima della partenza, affidandosi magari a tour operator locali che conoscono perfettamente i percorsi più tranquilli. Dal punto di vista sanitario, invece, non sono richieste vaccinazioni obbligatorie: viaggiare con un’assicurazione resta comunque la scelta più prudente. Niente paura: con un po’ di attenzione e un viaggio ben organizzato tutto filerà liscio.
Viaggio in Armenia: quanti giorni stare
Le dimensioni ridotte del Paese permettono di muoversi con facilità, ma la ricchezza di monasteri, paesaggi naturali e tradizioni culturali merita di non essere compressa. In meno di una settimana si riescono a vedere Yerevan, i celebri siti di Geghard e Garni e l’immenso Lago Sevan, vivendo già un assaggio significativo dell’anima armena. Con otto o dieci giorni a disposizione si può invece viaggiare verso sud, scoprendo i canyon rossi che custodiscono il monastero di Noravank o lasciandosi stupire dalla spettacolare funivia che conduce a Tatev, uno dei complessi religiosi più suggestivi del Paese. Spingendosi verso nord si incontrano i paesaggi montuosi di Dilijan e i monasteri di Haghpat e Sanahin. Chi ha più tempo, due settimane o anche di più, può immergersi con calma nella vita rurale, fermandosi nei villaggi e partecipando alle attività quotidiane della popolazione. Per gli over 60, un itinerario di una decina di giorni rappresenta spesso l’equilibrio perfetto tra scoperta e riposo. Fate un conteggio preciso dei giorni a disposizione e create una tabella di marcia day by day. In questo modo avrete tutto sotto controllo e saprete esattamente dove andare e che cosa fare. Chi ha detto che superati i 60 anni non ci si possa dedicare a del tempo (anche) per divertirsi? E poi l’Armenia si presta bene a tutto a qualsiasi età.
Quanto costa viaggiare in Armenia?
Un altro motivo per cui l’Armenia conquista è il costo contenuto. I voli dall’Italia non sono ancora numerosi, ma con un po’ di anticipo è possibile trovare biglietti tra i 200 e i 400 euro a seconda della stagione. Gli hotel di livello medio-alto a Yerevan partono da circa 60 euro a notte per una camera doppia, mentre nelle zone rurali si trovano guesthouse familiari molto accoglienti, dove il pernottamento raramente supera i 40-50 euro. Mangiare è economico: con una ventina di euro al giorno si può assaggiare una cucina ricca di sapori, che abbiamo visto essere davvero sfiziosa e tutta da scoprire.
Gli spostamenti interni meritano un’attenzione particolare: le strade di montagna non sempre sono in condizioni ottimali, ed è per questo che molti viaggiatori maturi preferiscono affidarsi a un autista privato o a tour organizzati, che garantiscono comfort e sicurezza. Anche in questo caso, i prezzi rimangono accessibili se confrontati con altre destinazioni europee. In generale, una settimana di viaggio, compreso il volo, si colloca in una fascia tra i 900 e i 1.300 euro a persona, a seconda della tipologia di sistemazione scelta.
Viaggiare in Armenia: consigli per un tour sereno
L’Armenia non è una meta che va “consumata” in fretta. Per gli over 60 (ma è un concetto che in realtà vale per tutti), la scelta migliore è adottare un ritmo equilibrato, alternando visite culturali a momenti di pausa nei caffè di Yerevan o lungo le rive del Sevan. Scarpe comode sono indispensabili per muoversi nei monasteri, spesso raggiungibili con brevi camminate, e qualche contante in valuta locale si rivela utile nei villaggi, dove le carte non sempre vengono accettate. La lingua non deve preoccupare: l’inglese è abbastanza diffuso nella capitale, e nelle zone rurali il calore umano sostituisce qualsiasi barriera linguistica. Chi preferisce evitare complicazioni logistiche può affidarsi a tour organizzati, una soluzione molto apprezzata dai viaggiatori maturi che vogliono concentrarsi sulla bellezza dei luoghi senza doversi preoccupare degli spostamenti.
L’Armenia è un Paese che sorprende e resta nel cuore, anche a 60 anni, forse soprattutto a 60 anni. Perché? Perché offre la possibilità di ritrovare il gusto di un viaggio lento, lontano dalle mode e dalle corse contro il tempo. Visitare l’Armenia significa lasciarsi trasportare, fermarsi davanti a un tramonto sulle montagne o davanti a una tavola imbandita. Il risultato? Portarsi a casa ricordi che non hanno prezzo.
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