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Come cambia l'amicizia tra donne dopo i 60 anni

Un sentimento che può durare per sempre con regole diverse

Di Cocooners

Gli psicologi affermano che essere amiche dopo i 60 anni vuol dire sperimentare finalmente la perfezione assoluta dell’amicizia. E forse hanno proprio ragione.

Un rapporto affettuoso e confidenziale nell’universo femminile può nascere e prosperare in qualsiasi momento dell’esistenza ma è proprio a partire da quella soglia che nasce finalmente un linguaggio comune che riguarda valori come la fiducia, la comprensione, il calore e il rispetto. In poche parole si sperimenta la forza dirompente dell’empatia, un sentimento che sembra scontato ma che in realtà non lo è affatto.

″Cambiare tutto affinché nulla cambi″. La famosa frase pronunciata da Tancredi nel Gattopardo può diventare lo slogan che riassume in poche parole il percorso dell'amicizia femminile. Le fasi alterne che si susseguono nel corso degli anni sembrano snaturare il rapporto, ne modificano i connotati, ne alterano il terreno comune tanto che spesso si mette in discussione l’essenza stessa dell’amicizia. Dalla fase adolescenziale in cui l’altro diventa lo specchio di sé si passa a momenti in cui il lavoro, il partner, i figli o la naturale evoluzione sembrano allontanare più che riunire.

In realtà, è proprio in questo momento che la donna è chiamata a sviluppare una naturale resilienza nell'amicizia che ha il potere di diventare un collante super efficace per tenere insieme le tessere del rapporto. Non è una fatica inutile. Essere amiche dopo i 60 anni vuol dire proprio questo: capire che tutto è cambiato, perché così deve essere, ma che in realtà tutto è rimasto immutato. Arricchito, senza dubbio, ma il bene e l’affetto, che da sempre sono il terreno fertile dell’amicizia, non hanno subìto nessuna alterazione.

L’amicizia nel corso del tempo ha assunto la consistenza della plastilina. È stata plasmata, si è adattata, si è allontanata per poi tornare a essere una formidabile evergreen. Il risultato? Un’opera d'arte, come soltanto l’amicizia femminile sa essere.

Amiche dopo i 60: le fasi dell'amicizia

Ci si incontra per caso, a una festa, in classe, in ufficio o alla fermata dell’autobus. Le più fortunate trovano l’amica del cuore di fronte a un gioco condiviso negli anni dell’infanzia. Mentre i bambini si nutrono di quella che lo psicologo Paolo Crepet chiama "la complicità del fare", le femmine sperimentano un altro livello di intimità, quello delle parole. L'adolescenza è invasa da fiumi di chiacchiere, confidenze, da telefonate chilometriche.

L’amica è il centro del proprio universo, è lo specchio nel quale si cerca la propria identità. Con lei si sperimenta, si comprende, si sbaglia. L’amica sostituisce la relazione primaria con la madre. È il centro delle attenzioni e non potrebbe essere altrimenti. A differenza dei rapporti familiari, un’amicizia nasce perché ci si sceglie, ci si annusa e si comprende subito la possibilità di una connessione intima, diversa da quella instaurata con le altre persone.

Amiche per sempre?

Uno degli aspetti più interessanti dell’amicizia declinata al femminile è che viaggia su un binario diverso rispetto a quella maschile. Questa sembra essere più superficiale ma senza dubbio più salda. Quella tra donne invece a un certo punto dell’esistenza viene relegata a un ruolo subalterno. Le esigenze lavorative, i figli, i partner, la distanza possono giocare brutti scherzi.

Eccolo il cambiamento di cui si parlava all’inizio. La relazione con l’amica si fa episodica, quasi intermittente. Memore di una secolare predisposizione all’accudimento, l’amica diventa il porto sicuro al quale attraccare quando si soffre per qualcosa o per qualcuno. Troppo poco però per continuare la relazione amicale.

″Mi cerca soltanto quando sta male″ è una delle frasi più gettonate per mettere la parola fine a un’amicizia.

Amiche dopo i 60 anni: il senso del rapporto

I rapporti che sopravvivono sono quelli in cui ci si riconosce profondamente l’una nell’altra. La nascita di un nuovo modo di sentire permette di prendersi cura di queste preziose relazioni, rendendole più forti e gettando le basi per una strada da percorrere insieme, ma non in simbiosi.

Essere amiche a 60 anni vuol dire aver camminato lungo questo sentiero sconosciuto e averlo compreso fino in fondo.

Nell’amicizia non ci sono imposizioni, né scelte dovute. Spesso la si confonde con l’amore ma in realtà viaggiano su due terreni diversi. L’amicizia è l’unica relazione che manca di una struttura formale. Mentre risulta impensabile trascorrere giorni o mesi senza parlare o vedere il proprio partner, l’amicizia non si nutre del confronto quotidiano. Possono passare lunghi periodi senza sentire l’amica del cuore ma il bello è che non cambia nulla e ogni volta si avverte fortissima la sensazione di essersi lasciate il giorno prima.

Spazi e intelligenza emotiva

C’è una frase che ricorre spesso quando si chiede a un gruppo di amiche over 60 di descrivere il loro rapporto. Non si sentono tutti i giorni, possono passare anche lunghi periodi di silenzio ma questo non ha importanza. Le fila del discorso interrotto riprendono in qualsiasi momento, senza recriminazioni o musi lunghi. Non ci si chiede più il motivo della chiamata mancata o dell'assenza. L’obbligo non è la quotidianità ma la lealtà.

Queste amicizie sono così forti perché hanno saputo trasformarsi. Sono donne che non opprimono ma regalano le une alle altre lo spazio per crescere in se stesse con la consapevolezza che l’amica rappresenterà sempre la bussola per ritrovare la rotta nonostante il mare in burrasca.

Il tempo e le vicende personali aiutano a sviluppare l’intelligenza emotiva ovvero quello spazio interiore fatto di equilibrio, ascolto, perdono, di capacità di cambiare. É la zona franca dove non esistono aggressività, veleni, rimproveri.

Essere amiche dopo i 60 vuol dire trovare una nuova dimensione dove prevalgono le attenzioni dedicate all’altro da sé. Coniuge, figli, nipoti, amiche: dopo aver sperimentato se stesse, si è pronte a concedersi senza remore. Gli dei della tempesta lasciano spazio al dio delle piccole cose che scandisce le giornate con il ritmo semplice e affettuoso dettato dall’empatia.

Amiche dopo i 60 anni: empatia e impegno

L’amicizia femminile a 60 anni è il luogo dove l’empatia riesce a esprimere se stessa al meglio perché non trova più ostacoli. Si sperimenta finalmente l'assenza di giudizio proprio perché ci si è tolte finalmente dal banco degli imputati. Si è più tolleranti nei confronti di se stesse e di rimando lo si è anche con gli altri.

La naturale evoluzione del rapporto di amicizia, per quanto dura e faticosa, adesso consegna uno dei regali più graditi ovvero la capacità di vedere il mondo con gli occhi dell’altra. Ci si mette da parte, per comprendere senza pregiudizi. Al tempo stesso le esperienze quotidiane accumulate nel tempo permettono di immedesimarsi e di ritrovare quel terreno dove il sentire diventa comune.

Un’amica a 60 anni comprende meglio i sentimenti dell’altra perché ha intuito che occorre rimanere in contatto con se stesse per capire meglio gli altri. A legare queste donne è la consapevolezza che l’amicizia, al pari dell'amore, è una relazione di sentimenti che richiede un nutrimento speciale, quello dell’attenzione e della cura. La differenza con il passato è che questa connessione nasce spontanea; non si pensa ma semplicemente si agisce, con spontaneità.

L’amicizia a 60 anni: il percorso

La terza fase dell’amicizia è senza dubbio la più entusiasmante perché deriva da un percorso ben preciso che nasce dalla nuova consapevolezza che investe la posizione femminile. La donna oggi sa perfettamente che il pericolo in agguato è quello di soddisfare la naturale quanto ancestrale necessità di servire e compiacere gli altri, comprese le amiche.

Per secoli si è data per scontata la naturale accoglienza delle donne che le ha portate ad anteporre gli altri a se stesse.

La sessantenne di oggi vive all’interno di un gruppo di amiche che nell’autonomia e nella scoperta del sé hanno trovato una chiave di lettura inedita ma entusiasmante. Sono donne che hanno saputo tenere a mente i loro obiettivi e perseguirli memori che se non ci si aiuta da sole, non si potranno mai aiutare gli altri. Hanno usato risorse, connessioni, tempo e fatica per fare la differenza e non importa se soltanto dentro le mura domestiche, o al lavoro o chissà in quale ambito.

Sono donne che hanno goduto e godono di sé e per questo sono amiche migliori, proprio perché sono risolte, o risolute se preferite. Si rendono felici, sono appassionate, determinate, animate da una scintilla di curiosità che non solo ravviva i rapporti di una vita ma aiuta a crearne di nuovi. Sanno ascoltare le altre perché hanno imparato ad ascoltare se stesse.

Amiche a 60 anni: un aspetto inedito

A prima vista sembra quasi un elogio dell’egoismo e forse lo è davvero. L’errore però sarebbe ritenerlo un sentimento negativo fine a se stesso. In realtà è quel famoso sano egocentrismo che equivale a un tana libera tutti. Libera il partner da pedanti aspettative, i figli da macigni di cui non hanno colpa ma anche le amiche da inutili quanto noiose pretese.

A sessanta anni la comunicazione tra amiche cambia. È più diretta, più coraggiosa, meno titubante. La strada percorsa nella vita ha contribuito ad allentare i legami meno importanti. Se a 20 anni si è circondate di molte amiche, a 60 vale il detto ″pochi ma buoni″. Ed è proprio perché finalmente si sceglie chi avere accanto che non esiste più la paura di fare domande né quella di ascoltare risposte difficili. La sincerità è fondamentale, l’orgoglio è un accessorio relegato in un baule.

Gli aspetti negativi di un’amica fanno parte della cartella varie ed eventuali; è un file della mente che rimane spesso chiuso perché si è arrivate ad avere una prospettiva più ampia dell’esistenza e delle persone. Si tollera di più ma non perché una mattina ci si è svegliate in odore di santità ma perché il training quotidiano ha regalato via via una maggiore tolleranza nei confronti di se stesse e quindi degli altri.

Forse è proprio questo il cuore dell’amicizia femminile che sa rinnovarsi nel tempo: non perdere mai la consapevolezza di sé per non rischiare di smarrire quella degli altri.

E voi che rapporto avete con le vostre amiche?

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