Quali sono le kasbah più belle del Marocco del sud
Il Marocco del Sud è un territorio che sembra scolpito dal vento: montagne rosse, oasi improvvise, villaggi di terra cruda che assorbono la luce del tramonto. In questo paesaggio potente, le kasbah, ossia le antiche fortezze d’argilla dei clan berberi, emergono come figure maestose, testimonianza di un passato in cui le tribù dell’Atlante controllavano rotte commerciali, acque e territori. Sono luoghi reali, tutt’oggi visitabili, spesso restaurati con attenzione e trasformati in musei, residenze o spazi culturali. Un viaggio tra le kasbah significa entrare nell’anima del Marocco profondo. Ma quali sono le più belle da visitare quando si atterra nel Marocco del sud?
Che cosa sono le kasbah: fortezze, case, simboli
Una kasbah non è soltanto un castello. È un’estensione del paesaggio, un organismo architettonico costruito con terra, acqua e paglia, capace di mantenere fresco l’interno anche quando il sole del deserto brucia. Le alte mura proteggono torri, cortili, stalle, abitazioni e sale di rappresentanza. Alcune kasbah erano roccaforti militari, altre residenze aristocratiche; molte appartenevano ai clan più potenti, come i Glaoui, che tra XIX e XX secolo dominarono gran parte del sud del Paese. Sono monumenti vivi, alcuni ancora abitati, che evocano la storia delle popolazioni berbere e il loro rapporto con un territorio severo ma affascinante.
Le più belle kasbah del Marocco del sud
Viaggiare in Marocco è sempre un regalo meraviglioso. Perdersi tra i suoi colori, i suoi inebrianti profumi e i suoi scorci culturali, un sogno a occhi aperti. Imperdibili, in questo tour mozzafiato, le kasbah…che nella zona sud del Paese sono particolarmente suggestive. Ecco le migliori da non perdere.
Aït Ben Haddou, il gioiello tra gli wadi
Tra tutte le kasbah del Marocco del Sud, Aït Ben Haddou è forse la più iconica. Più che una kasbah, è un intero ksar fortificato: un villaggio di case-torri racchiuse da mura possenti, affacciate sul letto del fiume Ounila. Dichiarato patrimonio UNESCO, Aït Ben Haddou è un set naturale che il cinema ha consacrato, ma l’esperienza diretta rimane sorprendente. Il percorso di visita passa per un intreccio di vicoli stretti che sfociano in terrazze panoramiche; dalle sommità si abbracciano le colline rosse, il deserto in lontananza e il palmeto che circonda il villaggio nuovo. Alcune abitazioni sono ancora occupate da famiglie del luogo, che preservano rituali e silenzi antichi. È una visita vera, concreta, che va oltre la cornice da cartolina.
Kasbah Taourirt: il palazzo dei Glaoui a Ouarzazate
Ouarzazate è la porta del deserto, ma anche la città delle kasbah. La più importante è Taourirt, un mastodonte ocra che domina la piazza principale. Restaurata in parte e aperta alle visite, Taourirt era il cuore amministrativo dei Glaoui, famiglia che per decenni controllò le vie carovaniere tra Marrakech e il Sahara. All’interno si trova un labirinto di sale decorate con stucchi, legni dipinti e soffitti geometrici, intervallato da finestrelle che incorniciano il paesaggio desertico. Ci sono ambienti austeri, spazi domestici più intimi e cortili in cui si immagina facilmente la vita di palazzo. Taourirt è forse la kasbah più “urbana” del sud, ma conserva una bellezza autentica, un equilibrio tra restauro e memoria.
La Kasbah di Télouet: splendore e decadenza sull’Atlante
Sulla strada che attraversa il passo del Tizi n’Tichka, in direzione delle montagne dell’Alto Atlante, appare la kasbah di Télouet. È un luogo diverso dagli altri: meno scenografico all’esterno, ma incredibilmente raffinato dentro. Era la residenza principale dei Glaoui, e ciò che rimane ne mostra il fasto: stanze con zellige colorati, soffitti in cedro dipinto, porte intarsiate che richiamano l’arte andalusa. Dopo l’indipendenza del Marocco la kasbah fu abbandonata e molte parti crollarono, ma alcune sale sono state restaurate con cura e oggi si possono visitare. Il contrasto tra ciò che è stato e ciò che rimane la rende una tappa imperdibile per chi ama la storia e il fascino della rovina. È una bellezza fragile, ma profondamente suggestiva.
Tamnougalt: la kasbah che custodisce il passato
Nel cuore della valle del Draa, vicino alla città di Agdz, sorge Tamnougalt, una kasbah viva, con un passato da capitale tribale e un presente ancora legato alla comunità locale. È uno dei luoghi più autentici del sud: un intreccio di vicoli, mura merlate, passaggi coperti e case in adobe, alcune restaurate, altre lasciate così come il tempo le ha scolpite. A differenza di Aït Ben Haddou, qui il turismo è più discreto e la visita si svolge in un silenzio quasi sacrale, accompagnata spesso da una guida del villaggio che conosce ogni angolo e ne racconta le storie. L’impressione è quella di entrare in un organismo vivente, dove la vita quotidiana si mescola alla memoria.
Kasbah Amridil: l’oasi di Skoura e la fortezza perfetta
Nell’oasi di Skoura, dove il palmeto forma un sistema di canali e giardini straordinario, si trova la Kasbah Amridil, uno degli esempi meglio conservati di architettura rurale berbera. La struttura è imponente e armoniosa, con torri che si specchiano nella luce del tardo pomeriggio. Una parte della kasbah è stata trasformata in museo: utensili tradizionali, strumenti agricoli, stanze arredate come un tempo permettono di capire come si svolgeva la vita tra queste mura. Accanto si trovano anche alloggi in stile tradizionale, che consentono di dormire nella quiete dell’oasi. Amridil rappresenta l’immagine perfetta della kasbah marocchina, quella che molti viaggiatori hanno in mente prima ancora di arrivare nel paese.
Perché il viaggio tra le kasbah del Marocco del sud è un’esperienza unica
Visitare queste kasbah significa attraversare non solo luoghi, ma epoche. Il sud del Marocco custodisce una memoria collettiva che affiora nelle decorazioni, nei silenzi, negli odori di pietra e di terra bagnata. Ogni fortezza racconta una parte della storia delle popolazioni berbere, delle loro alleanze, dei commerci, della vita familiare. E allo stesso tempo offre al viaggiatore un’immersione completa in un paesaggio che cambia continuamente: le montagne dell’Atlante che si frantumano in gole profonde; le oasi, nascoste ma vitali; il deserto che inizia a farsi spazio a poco a poco. È un percorso che unisce storia, architettura e natura, senza filtri. È il Marocco del sud, ed è meraviglioso.
Viaggiare in Marocco: quando andare e come muoversi
Il momento ideale per scoprire le kasbah del sud è la primavera o l’autunno, quando il clima permette di camminare senza affrontare il caldo intenso dell’estate. La strada che collega Marrakech a Ouarzazate attraverso il Tizi n’Tichka richiede attenzione ma regala scorci indimenticabili; per raggiungere Télouet o la valle del Draa è consigliabile un’auto con buona tenuta o un autista locale, soprattutto se si vogliono esplorare piste secondarie. Molti visitatori scelgono di fermarsi in piccoli riad costruiti accanto alle kasbah, un modo per vivere questi luoghi anche di notte, quando il silenzio del deserto sembra avvolgere tutto.
Il volo per il Marocco è pronto…e voi?
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