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Pianificare gli investimenti

Non si arriva ad avere un "gruzzoletto" da parte, se non ci si pensa prima

Di Luigi Dell'Olio

Disporre di una riserva di denaro da utilizzare in caso di necessità; aiutare i figli a comprare casa o l’automobile; creare un tesoretto per facilitare la crescita dei nipoti; avere le risorse per fare il viaggio che si è sognato per decenni, ma al quale si è dovuto rinunciare per una serie di ragioni. Sono tanti gli obiettivi finanziari che si possono realizzare in età avanzata, puntando a valorizzare i risparmi accumulati negli anni e, laddove disponibile, sull’incasso del trattamento di fine rapporto (Tfr).

Come muoversi

La cosa più importante da fare è pianificare gli investimenti, in modo da evitare scelte d’istinto che poi rischiano di rivelarsi sbagliate nel tempo. Questo significa innanzitutto fissare in modo chiaro i propri obiettivi, capire quanta dose di rischio si è disposti a sopportare e qual è l’arco di tempo con il quale si investe. Laddove non si riesce da soli, è sempre possibile affidarsi a un consulente finanziario, con il quale condividere il piano di azione, nella consapevolezza che ogni situazione personale è diversa dalle altre e che oggi ottenere rendimento attraverso gli investimenti tradizionali è tutt’altro che facile. I titoli di Stato e i libretti postali hanno rendimenti quasi nulli, a meno di non voler puntare su scadenze lunghe, e anche sul fronte azionario non è facile accrescere il proprio patrimonio, considerato che il settore viene già da una lunga corsa al rialzo.

 

L’analisi degli scenari

“Durante l’attività lavorativa è necessario considerare la posizione previdenziale pubblica individuale e creare dei piani personalizzati per massimizzare gli importi disponibili al momento del pensionamento e/o creare delle vie d’uscita che permettano anticipare l’uscita dal mondo del lavoro in caso di necessità”, spiegano da Azimut. “Post ritiro è importante scegliere strumenti coerenti con gli scenari attuali e futuri, dato che l’obiettivo principale è quanto meno conservare in termini reali (cioè al netto dell’inflazione, ndr) il patrimonio accumulato negli anni“.

Visione globale

Per Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali, la prima cosa da fare una volta in quiescenza è analizzare il portafoglio globale accumulato negli anni tra risparmi, investimenti ed eventuali eredità. “Il patrimonio immobiliare è indubbiamente quello più immediato e va razionalizzato in base alle nuove esigenze”. C’è poi la componente liquida del patrimonio, quella finanziaria, “che va declinata attraverso un asset allocation strategica in cui la durata degli investimenti viene necessariamente rimodulata su periodi più brevi così da rispondere a esigenze più immediate nel tempo”. Questa riflessione sconsiglia di puntare su investimenti poco liquidi fino alla scadenza, anche se questo può vuol dire rinunciare a una parte del rendimento. Meglio, insomma, sapere di poter accedere al proprio capitale in caso di necessità.

Infine, un altro obiettivo da non perdere di vista è quello legato al passaggio generazionale. “Ciascuno di noi trascorre la maggior parte della propria vita a risparmiare per sé, ma anche per le generazioni future”, aggiunge Ragaini, “ed è quindi necessario curare ogni singolo dettaglio di questo aspetto così da trasferire il patrimonio ai propri cari nella maniera migliore possibile”.

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