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Come vestirsi a un matrimonio a 60 anni

Dieci suggerimenti ed errori da non commettere per un look perfetto

Di Laura Pacelli

La stagione dei matrimoni è cominciata. Ma come vestirsi a un matrimonio estivo a 60 anni non è una scelta così immediata. Per vari motivi. Il dilemma stilistico su come vestirsi è sempre legato al desiderio di coniugare il più possibile la tradizione con le nuove tendenze. Un po’ per non sembrare fuori dal mondo, un altro po’ per mettere alla prova la propria creatività. Tutto giusto, ma attenzione a non esagerare. Il troppo storpia. 

Le 5 parole chiave del look perfetto

Le parole chiave sono sempre le stesse, che strizzano l’occhio anche al Galateo, ovvero cosa si può o cosa non si deve indossare al matrimonio di un’amica, magari in seconde o terze nozze. 

1. Fantasia floreale

Con il floreale non si sbaglia mai: dalle passerelle i vestiti con le fantasie floreali sono proposte in chiave all over: la natura non ha limiti così come la creatività. Da Balenciaga, Oscar de La Renta o Paco Rabanne le soluzioni sono tra le più variegate. Per un tocco creativo, un cappellino della stessa fantasia, così da ripararvi anche dal sole.

2. Colori pastello

Evitate il bianco (e vabbè, lo sa anche vostra figlia) e il nero (leggi sotto), scegliete invece i colori pastello da preferirsi a quelli più saturi. Il rosa e la carta da zucchero la fanno da padrone. Vedi alla voce Alexander McQueen, che nelle mani di Sarah Burton ne ha disegnato uno con bustier ricordando i vecchi tempi… Le sneakers ai piedi, però, evitatele. Valido anche un look pastello con qualche stampa divertente, come suggerisce quel mattacchione di Jeremy Scott per Moschino. 

3. Wrap dress

L’incrocio su un abito rende tutto facile: si incrocia davanti e si stringe in vita con una cintura che rimane fissa su un lembo e si inserisce in un’asola sul fianco opposto. Era il 1974, quando la stilista belga Diane von Fürstenberg, a soli 26 anni, lanciava sul mercato americano il “wrap dress”: un vestito in jersey, che aderiva alle curve del corpo, “avvolgendolo” (wrap, appunto) come un mazzo di fiori. Ecco, magari sceglietelo non di jersey, ma di seta o di lino. Farete un figurone.

4. Slip dress

Impazzava negli anni 90: l’abito lingerie che ha visto come icona  Kim Basinger nel film Nove settimane e mezzo. Nel 1996, anche Lady Diana che ne sceglieva uno in raso blu notte per presenziare, a sorpresa, alla notte del Met Gala. Dall'allure rock quello di Kate Moss, più estivo quello giallo indossato da Kate Hudson nel film Come farsi lasciare in 10 giorni. Ma, celebrity a parte, lo slip dress è un capo estremamente versatile. Occhio alla pancetta, che si vede subito.

5. La tuta da matrimonio

Ovvero il jumpsuit ma in versione elegante, magari in raso di seta o con dettagli speciali. Dal primo modello creato nel 1919 come divisa per i paracadutisti (da qui il nome, “tuta per saltare”), a quello indossato dalle operaie fino .all’alta moda: merito di Elsa Schiaparelli, che negli anni 30 iniziò a realizzarne versioni couture per la sua selezionata clientela internazionale. Oggi le versioni sono tra le più variegate, da Fendi a Tom Ford il jampsuit con cintura morbida abbinato a un sandalo basso (ma non troppo) è la scelta più sobria ed elegante. In alternativa il combo giacca-pantalone, magari fucsia, come quello indossato da Naomi per Versace con top arancione. Uau!

I 5 errori da non commettere

1. No alle gare con la sposa

Le invitate non devo assolutamente fare a gara con la sposa. Non solo perché è una battaglia persa, anche solo per le attenzioni. Ma anche perché se esagerate con il look finireste per sembrare inopportune. Quindi cominciate con l’accessorio giusto: no borsa a tracolla, sì solo se piccola. Meglio una pochette abbinata alle scarpe.

2. Limitare gli eccessi

Gli eccessi trasformano ogni qualità in un difetto. Questo vale in ogni ambito. A un matrimonio vale il triplo. Ovvero, veletta in testa per giocare con il look della sposa? Mai. Scarpa gioiello sì, ma evitate troppi lustrini, riflettono troppa luce e oscurano la protagonista.

3. No al nero

Non è vero che il “tutto nero” fa sempre elegante, anche perché è un matrimonio, non un funerale. Scegliere il colore e le stampe è un segnale di gioia. E se proprio deve essere nero, almeno optate per juna stampa a pois, come Balenciaga. La sposa apprezzerà.

4. Scegliere colori che donino

L’armocromia esiste, ve lo abbiamo già raccontato. Cercate dunque di stare all’interno dei colori che vi donano davvero, tenendo a mente che vivace non è necessariamente sinonimo di inelegante ma se mescolate un gran numero di tinte il rischio è di sembrare un cubo di Rubik! 

5. Tacchi si, ma comodi

«Non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne gli devono molto», diceva Marilyn Monroe. I tempi passano, i tacchi mai. Non è necessario il tacco 12, scegliete la comodità che vi farà sorridere fino a sera. Tipo tacco 5 massimo 6.

E voi, in quale look vi riconoscete di più?

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