Due giorni sul Trenino Verde delle Alpi: viaggio lento tra natura e città
C’è un modo diverso di attraversare le Alpi. Più lento, più attento, più ricco. La Carta giornaliera BLS Trenino Verde da 72 CHF – valida due giorni interi in seconda classe – apre un itinerario senza confini fissi, in cui ogni tappa si sceglie sul momento e ogni paesaggio merita di essere vissuto, non solo attraversato.
Ci sono viaggi che si pianificano nei minimi dettagli, e poi ci sono quelli che si lasciano semplicemente accadere. Il Trenino Verde delle Alpi invita esattamente a questo: salire a bordo, guardare fuori dal finestrino e decidere dove fermarsi seguendo l’istinto più che l’agenda. Due giorni, un biglietto, un percorso che va da Domodossola fino al cuore della Svizzera bernese, con la libertà di costruirlo come si vuole.
Prima tappa: Briga, dove le Alpi si incontrano
La prima fermata che vale una sosta è Briga. La città è un crocevia di culture e di storie: celti, romani, mercanti medievali e ingegneri ferroviari hanno lasciato ciascuno la propria impronta. L’emblema di tutto questo è il Castello di Stockalper, edificio barocco del XVII secolo voluto dal mercante Kaspar von Stockalper – il “Fugger delle Alpi” – che costruì la sua fortuna controllando i commerci sul Sempione. Il centro storico si percorre a piedi, tra vicoli in ombra e locande accoglienti. A pochi minuti a piedi dalla stazione si trova il World Nature Forum di Naters, considerato uno dei musei più moderni e interattivi delle Alpi, dedicato ai grandi fenomeni naturali della regione. Per chi preferisce l’aria aperta, i “Suonen” – gli antichi canali di irrigazione scavati nella roccia dai contadini vallesani – offrono sentieri spettacolari lungo i fianchi soleggiati della montagna.
La via delle montagne: Goppenstein e la valle fuori dal tempo
Lasciata Briga, il treno affronta la rampa sud del Lötschberg – 34 gallerie, 10 ponti principali, pendenze fino al 27% – in un percorso di ingegneria ferroviaria che è già esso stesso un’esperienza. Si arriva a Goppenstein, la stazione più alta dell’intero viaggio a 1.216 metri, all’ingresso della Valle del Lötschen. Qui il paesaggio cambia registro. La Lötschental è una delle valli meglio conservate delle Alpi svizzere: grazie al suo secolare isolamento – la strada carrozzabile arrivò solo negli anni Venti del Novecento – ha mantenuto un carattere quasi intatto. Dall’autobus che parte dalla stazione si raggiunge Wiler, porta d’accesso alla valle, con le sue case tipiche vallesane, i prati alpini e l’Alta Via della Lötschental, uno dei sentieri d’alta quota più celebri del Vallese, che si snoda tra i 1.900 e i 2.100 metri con vista sul lago Schwarzsee e sulle cime della Bietschhorn.
La notte: tra le montagne o a Berna?
Chi vuole prolungare l’immersione nella natura può fermarsi a dormire nella valle del Lötschen o a Kandersteg, meraviglioso villaggio alpino e fermata successiva del Trenino Verde delle Alpi, circondato da foreste e sentieri. Oppure chi invece preferisce concludere la prima giornata in città troverà in Berna l’alternativa ideale: la capitale svizzera, Patrimonio Mondiale UNESCO, con i suoi sei chilometri di portici e i vicoli in pietra arenaria color miele, è a meno di due ore di treno da Goppenstein e si presta perfettamente a una serata tranquilla seguita da una mattina di esplorazione.
Spiez: la baia più bella d’Europa
Il secondo giorno offre una delle tappe più visivamente sorprendenti dell’intero percorso: Spiez. Il castello medievale si affaccia direttamente sulla baia del lago di Thun – considerata tra le più belle del continente – con i vigneti dello “Spiezer” che scendono fino all’acqua. La terrazza del castello, che ospita al suo interno un museo con stanze e arredi tra il XIII e il XVIII secolo, regala una vista sulle Alpi Bernesi che difficilmente si dimentica. La stazione è raggiungibile a piedi dalla riva in quindici minuti, oppure con lo “Spiezer Zügli”, il caratteristico trenino locale che fa la spola tra stazione e imbarcadero.
Settantadue franchi svizzeri, due giorni, un’intera catena alpina da esplorare.
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