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Quando cala la libido a 60 anni

Da che cosa può dipendere e come intervenire

Di Valeria Cudini

Il calo della libido a partire già dai 50 anni è un’evenienza possibile sia nell’uomo sia nella donna. Le motivazioni legate alla diminuzione del desiderio sessuale sono molte e spesso diverse nel “gentil sesso” o nei maschi.
Il primo elemento da valutare è se all’origine di questo calo ci siano fattori transitori come, per esempio, lo stress o qualche problema di coppia che, attraverso il dialogo, potrebbe risolversi. Può accadere, infatti, che dopo tanti anni di vita a due ci sia una sottesa voglia di rinnovamento che può generare un senso di frustrazione in uno o entrambi i partner. Anche noia, routine e ansia possono influenzare la libido ma si tratta, a ogni modo, di situazioni nella maggior parte dei casi contingenti e, volendo, risolvibili. Le situazioni più importanti di cui preoccuparsi sono, invece, tutte quelle in cui entrano in gioco condizioni fisiologiche dovute, nella stragrande maggioranza dei casi, a cambiamenti ormonali legati all’avanzare dell’età.


Calo della libido femminile: menopausa e dialogo necessario


Sono una media di due donne su tre ad avere una diminuzione del desiderio sessuale, o persino una totale perdita, in menopausa. Va però evidenziato che una donna su tre, invece, non manifesta questo problema anzi, al contrario, mostra un aumentato desiderio.
Occorre però avere ben presente che la menopausa nella donna rappresenta un vero e proprio scombussolamento generale ed è perciò necessario che la coppia affronti insieme questo difficile momento e si apra al dialogo.


I cambiamenti ormonali nella donna, e le sue inevitabili conseguenze, non possono che richiedere una particolare attenzione da parte dei due partner. Invece che allontanarsi per paura del confronto è assolutamente raccomandabile cercare una nuova intimità e, se necessario, ripensare
il modo di vivere la vita sessuale. Da un punto di vista fisiologico ciò che accade in menopausa è legato a uno sconvolgimento degli
ormoni estrogeni e androgeni. Nello specifico, i recettori degli estrogeni sono posizionati anche nei centri che regolano il desiderio sessuale. In questi ultimi anni, però, si stanno studiando anche gli androgeni che sono prevalentemente ormoni sessuali maschili ma presenti, seppur in quantità ridotte, anche nella donna.
Le donne che mantengono inalterato il desiderio hanno nel sangue dei buoni livelli di testosterone. Mettendo a confronto il ruolo di entrambi i tipi di ormoni sessuali, si è visto che gli estrogeni giocano in ruolo fondamentale nel modulare i livelli di serotonina - il neurotrasmettitore
responsabile del buonumore -, mentre il testosterone modula la dopamina. Quest’ultima è quella che stimola in noi desiderio e attrazione.
Recenti studi riferiscono che il calo degli estrogeni parrebbe essere associato a un calo del desiderio sessuale secondario ai sintomi tipici della menopausa, mentre quello degli androgeni andrebbe a influenzare direttamente la libido.


La sessualità non dipende solo dagli ormoni


La sessualità dipende non soltanto dai livelli degli ormoni sessuali ma da quella che potremmo definire una multifattorialità, ovvero un insieme di fattori biologici, psicologici, relazionali e socioculturali.

In particolare sono chiamati in causa: fattori predisponenti, fattori precipitanti e fattori di mantenimento. Vediamoli, in sintesi, nello specifico e distinguiamo, all’interno di ciascuna di queste tre macrocategorie, delle sottocategorie ancora più precise.


I fattori predisponenti


1. Biologici


- interventi ginecologici o chirurgici;
- insufficienza ovarica prematura;
- endometriosi;
- menopausa iatrogena (ovvero indotta, per esempio da terapie quali chemio o
radioterapia);
- fattori endocrini.


2. Psico-sessuali


- vita sessuale precedente;
- immagine del corpo;
- tratti della personalità;
- storia di abuso / violenza sessuale;
- disturbi affettivi;
- strategie di coping (strategie per far fronte a eventi stressanti)


3. Socio-relazionali


- Aspettative e vincoli etnici / culturali / religiosi;
- supporto e rete


I fattori precipitanti


1. Biologici


- Età della menopausa;
- menopausa biologica;
- menopausa iatrogena;
- abuso di sostanze.



2. Psico-sessuali


- Relazione;
- esperienza sessuale;
- disturbi affettivi;
- perdita del partner.

3. Socio-relazionali


- Stress (divorzio, separazione, infedeltà del partner);
- perdita o morte di parenti stretti;
- mancato accesso a cure mediche;
- problemi economici.


I fattori di mantenimento


1. Biologici


- Cambiamenti secondari alla menopausa (ormonale, vascolare, muscolare, neurologica,
immunologica);

- controindicazioni alla terapia ormonale o insufficienza della stessa;
- trattamenti farmacologici;
- abuso di sostanze.


2. Psico-sessuali


- Percezione dei cambiamenti della menopausa;
- perdita di fiducia sessuale;
- disturbo affettivo;
- stress (personale, emotivo, professionale, partner);
- problemi generali di salute o sessuali del partner.


3. Socio-relazionali


- Mancanza di accesso alle cure;
- conflitti interpersonali.


Il calo del desiderio maschile e l’andropausa


Donne e uomini hanno tempi di reazione alla sessualità differenti. Nei maschi il testosterone è un ormone che dopo i trent’anni comincia pian piano a diminuire e, intorno ai 50, può causare ripercussioni importanti su metabolismo e attività sessuale.
Ci sono poi alcune patologie che contribuiscono a una caduta più rapida del testosterone provocando una condizione patologica nota come ipogonadismo dell’adulto o andropausa.


Tra queste patologie possiamo citare:
- sindrome metabolica;
- obesità;
- diabete mellito;
- ipertensione;
- ipercolesterolemia;
- patologie cardiovascolari;
- insufficienza renale cronica;
- sindrome delle apnee ostruttive;
- depressione.


Nell’uomo il calo ormonale dovuto all’andropausa non si traduce necessariamente in una condizione di ipogonadismo stabile. In altre parole ciò significa che le gonadi maschili (testicoli) continuano a produrre, seppur in quantità minore, testosterone e spermatozoi. Tra i sintomi più comuni dell’andropausa c’è proprio un coinvolgimento della sfera sessuale e, in particolare, il calo della libido. A quest’ultimo possono poi associarsi riduzione delle erezioni mattutine e disfunzione erettile.
Le linee guida internazionali indicano che si è in presenza di un ipogonadismo conclamato con valori di testosterone inferiori ai 280 ng/dl.
Ma allora come prevenire un drastico calo dei livelli di testosterone di modo da garantirsi anche in età matura un desiderio sessuale nella norma? Sicuramente, come abbiamo già detto in moltissimi altri casi, un primo passo è rappresentato da un’alimentazione sana e da un corretto stile di vita dove si eviti il più possibile la sedentarietà e abitudini dannose come fumo e alcol che non possono che influire negativamente sulla sfera sessuale in genere.


Affrontare il calo del desiderio insieme al partner

Alla luce di quanto detto sin qui è importante riflettere sugli aspetti psicologici legati al calo di desiderio e alla necessaria acquisizione della consapevolezza che si tratta di un problema risolvibile.
Il calo del desiderio, infatti, non deve essere subito, ovvero vissuto come qualcosa che prima o poi arriva e al quale doversi arrendere. Serve un aiuto che sicuramente può venire dal partner ma, se questo non bastasse, è necessario richiedere il parere di un medico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, la salute sessuale è “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità” ed è riconosciuta, non solo come una componente importante della salute delle donne (e anche degli uomini), ma anche come un diritto umano fondamentale.


Strategie per riaccendere l’eros


Non è facile generalizzare o lanciarsi in consigli su un tema così delicato come quello dell’intimità di coppia. Per evitare di essere banali si può proprio cominciare col dire che un buon suggerimento per riaccendere l’eros e la libido può essere quello di uscire fuori dalla nostra comfort zone. Ciò significa, in altre parole, non aver paura di osare e, se non lo si è mai fatto, di aprire un dialogo sessuale libero in cui chiedere tutto ciò che vogliamo.
In una coppia che funziona, o ha funzionato sino a che non sono sorti questi primi problemi, non dovrebbe esserci alcuna paura di parlarsi e vivere il sesso in totale libertà. Si possono scoprire insieme nuovi orizzonti che possono prevedere, per esempio, anche il ricorso a dei sex toys
. Non serve scandalizzarsi, ma solo aver voglia di rimettersi in gioco!


Resta poi buona la regola di non dare nulla per scontato, ovvero di continuare a praticare il gioco della seduzione anche se talvolta può risultarci inutile o ridicolo.

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