Come riconoscere l'infarto: ecco i 7 segnali da non sottovalutare
Ogni anno circa 120 mila italiani vengono colpiti da un infarto, grave situazione che si viene a generare nel momento in cui un flusso di sangue diretto al cuore viene ridotto oppure interrotto, determinando la morte del tessuto. Condizione medica acuta, è causata spesso per via di un’ostruzione di una delle arterie coronarie, come ad esempio un coagulo di sangue. In molti casi l’infarto genera un dolore improvviso, anche se ci sono situazioni in cui è preceduto da fitte brevi i giorni prima alla sua manifestazione. Di solito, si presenta come una costrizione al torace, che parte da dietro lo sterno per poi irradiarsi alla mandibola oppure dal dorso del braccio sinistro o ancora dallo stomaco. Sudorazione fredda e nausea sono altri sintomi che possono farsi largo. Approfondiamo di seguito come si riconosce un infarto e alcuni segnali da non sottovalutare assolutamente.
Che cos’è un infarto
L’infarto richiede un intervento tempestivo. Fare i conti con questa pericolosa condizione significa mettere a rischio la sopravvivenza, legata alla velocità con cui si viene soccorsi: mettersi in salvo rappresenta una lotta contro il tempo. Questa patologia non è connessa esclusivamente al cuore, ma determina in generale la morte di un tessuto o un organo per via dell’insufficiente apporto di ossigeno. Si parla di infarto miocardico, detto anche attacco di cuore, quando la condizione colpisce il cuore. Il miocardio è lo strato muscolare che permette al cuore la sua contrazione e lo riveste. Quando si verifica questa patologia un’arteria coronaria viene ostruita, comportando un blocco nel flusso del sangue verso il cuore: l’occlusione è dettata di solito dalla formazione di un trombo nel vaso, impedendo l’ossigenazione del tessuto del muscolo cardiaco irrorato da quell’arteria.
Se l’apporto di sangue non viene ripristinato in tempi celeri, le cellule muscolari cardiache muoiono rendendo impossibile al miocardio di contrarsi e perdendo la sua funzione di pompa, portando all’arresto del cuore. È proprio questa mancanza di ossigeno che determina il dolore anginoso: quando quest’ultimo dura per più di 15 minuti significa che è in corso un infarto.
Infarto e le cause
Le cause dell’infarto sono connesse al blocco o riduzione del flusso di sangue. Di solito queste sono legate a malattie coronariche, ad esempio l’aterosclerosi coronaria, determinante un accumulo di placca nelle arterie del cuore, spasmo coronarico ed embolia coronarica.
Per quanto riguarda i principali fattori di rischio di infarto rientrano cattive abitudini di vita, come fumo, alcool, uso di stupefacenti, stress prolungato e sedentarietà. A questi si aggiungono anche diabete, ipertensione, obesità, sindrome metabolica, colesterolo alto, familiari con malattie cardiache ed età avanzata: tutti questi elementi uniti insieme portano danni alle coronarie, determinando sostanze che si depositano nelle arterie restringendone il diametro.
Sintomi dell’infarto: i segnali da non sottovalutare
Più in fretta si riconosce un infarto in corso più si hanno possibilità di salvarsi. Proprio per questo è importante conoscere i sintomi con cui si manifesta questa condizione, riuscendo ad affidarsi subito al supporto medico. Ci sono casi in cui l’infarto si presenta in modo graduale e lieve, mentre altri in cui appare intenso e improvviso.
Tra i segnali da non sottovalutare spicca il dolore al petto collegato a una sensazione di pressione, bruciore o peso: questo può essere intermittente oppure durare diversi minuti. Non è detto che un dolore al petto sia per forza la conferma della presenza di un infarto, ma è comunque importante prestare attenzione e non sottovalutare mai la situazione. Altro sintomo che precede l’infarto è quando il dolore si irradia verso altre parti del corpo come mandibola, spalla, braccio sinistro o stomaco.
Tra gli altri segnali ci sono poi la dispnea, ovvero respiro corto o affannoso, la sudorazione fredda e appiccicosa, i problemi digestivi, come nausea e vomito, labbra, mani e piedi che possono assumere un colore bluastro, il battito del cuore alterato o accelerato e una sensazione di malessere generale, con stanchezza improvvisa, pallore, stordimento, vertigini e una forte ansia. Nei giorni precedenti all’infarto si può essere colpiti da una forte stanchezza, che non passa nonostante il riposo.
In caso di infarto, non tutte le persone hanno i medesimi sintomi: quando una o più di queste manifestazioni si presentano e durano più di 5 minuti è importante intervenire prontamente, contattando i soccorsi.
Infarto e la prevenzione
Prevenire un infarto può non essere semplice, tenendo conto che è connesso ad alcuni fattori non modificabili come età e familiarità. Coloro che hanno parenti stretti con problemi coronarici sono più a rischio, come anche i soggetti tra i 40 anni e i 70 anni, in particolare uomini. Infatti, le donne sono meno inclini a questa condizione fino alla menopausa, tenendo conto che gli ormoni generati dalle ovaie proteggono le arterie.
Tuttavia, quando si parla di infarto e prevenzione ci sono dei fattori modificabili, di cui liberarsi per scongiurarne l’insorgere. In generale uno stile di vita sano è la chiave per evitare di esporsi al rischio di infarto, tenendo conto che la patologia è strettamente connessa alle cattive abitudini protratte nel tempo. In questa direzione è importante smettere di fumare, ridurre il consumo di alcool, sale e caffeina e seguire una dieta bilanciata. Un’alimentazione sana è fondamentale per mantenere il cuore in salute e tenere sotto controllo il peso: per farlo ci vengono in aiuto alimenti come frutta e verdura, legumi e pesce, dovendo invece ridurre alimenti ricchi di conservanti, zuccheri e grassi e bevande gassate.
Altro aspetto importante è quello di svolgere movimento, che sia una passeggiata quotidiana o un allenamento in palestra oppure uno sport anche a basso impatto, facendo in modo di restare meno sedentari durante le nostre giornate, preservando così la salute cardiovascolare. Oltre a tutto questo, è poi cruciale sottoporsi a controlli regolari, verificando che colesterolo e pressione del sangue siano nella norma.
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