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SANREMO 2021

Tutti i testi delle canzoni del festival

Di Cocooners

Scopri tutti i testi delle canzoni dei BIG al festival:

ORIETTA BERTI

QUANDO TI SEI INNAMORATO
di F. Boccia - C. Esposito - M. Rettani
P. Mammaro - F. Boccia - C. Esposito
Ed. Starpoint International - Roma

La senti e già lo sai che brucia dentro
Come una fiamma ormai ti lascia il segno
Quando mi guardi tu so quello che vorrei.
Come una musica mi scorri dentro,
Un fiume in piena ormai fino allo schianto,
Pericoloso sei ma è quello che vorrei.
Sembrava tanto eppure non ho niente
Se non ti ho accanto tutto è apparente,
Un’onda senza il mare, un cielo senza stelle,
Solo il mio pianto mi resta senza te.
Quando ti sei innamorato, perduto
Da allora niente è cambiato.
Quando mi hai detto “ti amo”, confuso
Dicesti non vado lontano, io resto con te.
Ancora non lo sa ma nel mio mondo
Esiste solo lui che mi sta accanto
E mi perdonerà se non mi sveglierò
Da questo sogno che non è stato inganno
Senza più orgoglio, senza più affanno
Ci abbandoniamo al mondo senza nessun rimpianto
Non vado a fondo se sono insieme a te.
Quando ti sei innamorato, perduto
Da allora niente è cambiato.
Quando mi hai detto “ti amo”, confuso
Dicesti non vado lontano, io resto con te.
La senti e già lo sai che brucia dentro
L’amore che mi dai è quello che vorrei.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

AMARE
di V. Lucchesi - D. F. Mangiaracina - Dardust - R. Cammarata
V. Lucchesi - D. F. Mangiaracina
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Woodworm Publishing Italia
Milano - Arezzo

Ogni volta che nella mia vita
Non pensavo di essere abbastanza
Come un vuoto dentro la mia testa
Un incendio dentro la mia stanza
Come un sole che non sorgerà
Dal riflesso dei miei occhi stanchi
Io corro e poi corro
Piango e poi piango
Amare senza avere tanto
Urlare dopo avere pianto
Parlare senza dire niente
Come il sole, mi consolerà
Amare senza avere tanto
Urlare dopo avere pianto
È come l’aria che non finirà
Ogni volta che stai bene
Vorrei essere tutto
Potrei essere niente
Nella strada infinita
La paura è la vita
Apro gli occhi e vedo l’universo
Tra la gente che non crede
Che sognarlo era diverso
Amare senza avere tanto
Urlare dopo avere pianto
Parlare senza dire niente
Come il sole, mi consolerà
Amare senza avere tanto
Urlare dopo avere pianto
È come l’aria che non finirà
Ogni volta che stai bene
Ho su di me
Un desiderio profondo
Ho dentro me
Tutti i sogni del mondo
Amare senza avere tanto
Urlare dopo avere pianto
Parlare senza dire niente
Come il sole, mi consolerà
Amare senza avere tanto
Urlare dopo avere pianto
È come l’aria che non finirà
Ogni volta che stai bene
Come l’aria che non finirà
Ogni volta che stai male

LO STATO SOCIALE

COMBAT POP
di A. Cazzola - F. Draicchio - J. A. Ettorre - L. Guenzi
A. Guidetti - E. Roberto - M. Romagnoli
Ed. Garrincha Edizioni Musicali/BKM Production
Sony Music Publishing (Italy) - Bologna - Salerno - Milano

Questo è combat pop!
O era combat rock?
Erano i Clash lo so,
Ma che stile!
Metti il vestito buono,
Sorrisi e strette di mano,
Che non è niente male
Questo funerale.
Credevi fosse amore
E invece era un coglione,
Sbaglia anche il migliore, ma con stile!
Questo è combat pop,
Mica rock’n’roll.
Nella vita si può
Anche dire di no,
Alle canzoni d’amore,
Alle lezioni di stile,
Alle hit del mese,
Alle buone maniere...
Ma... ma che senso ha?
Volere sempre troppo,
Pagare tutto il doppio
E godere la metà?
Ma che senso ha
Vestirsi da rockstar,
Fare canzoni pop
Per vendere pubblicità?
Che bravo cantautore
Con tutto questo dolore...
No bella ‘sta canzone eh,
Ma che sfiga!
Il tatuaggio sul collo
Ce l’ha anche mio nonno
E le elezioni di maggio
Le vince il solito gonzo!
Questo è combat pop,
Mica rock’n’roll.
Nella vita si può
Anche dire di no,
Alle canzoni d’amore,
Alle lezioni di stile,
Alle hit del mese,
Alle buone maniere...
Ma... ma che senso ha?
Volere sempre troppo,
Pagare tutto il doppio
E godere la metà? Ma che senso ha
Vestirsi da rockstar,
Fare canzoni pop
Per vendere pubblicità?
Non c’è più il punk
Per dire quanto sei fuori
O il rock per litigare
Con i tuoi genitori,
La canzone impegnata,
Sì ma niente di serio,
Ormai solo Amadeus
Ha un profilo di coppia.
A canzoni non si fanno rivoluzioni
Ma nemmeno un venerdì di protesta,
La moda passa, lo stile resta
Fidati, l’ha detto una stilista.
Ma... ma che senso ha?
Volere sempre troppo,
Pagare tutto il doppio
E godere la metà?
Ma che senso ha
Vestirsi da rockstar,
Fare canzoni pop
Per vendere pubblicità?

BUGO

E INVECE SÌ
di C. Bugatti - A. Bonomo - S. Bertolotti - C. Bugatti - A. Bonomo
Ed. Edizioni Curci/Tetoyoshi Music Italia
Milano - Nizza Monferrato (AT)

Le metropolitane vanno molto veloci
I giornali gratis
La radio
Le voci
Bella la campagna ma mi rende un po’ triste
Vorrei comprare un disco ma non ho il giradischi
Vorrei fare l’arbitro ma non mi piacciono i fischi
Il superfluo è a volte più importante
Scriverò il nostro nome sui portoni
Anche se mi dici
Cristian cresci, stai su dritto
Grazie ma io
Voglio immaginarmi che non ho sbagliato
E che il paradiso è il mio supermercato
Con la birra in saldo e il poster di Celentano
È meglio così
Voglio immaginarmi che anche un dittatore
S’innamora, vomita e poi si commuove
Che davvero non ci avranno mai capiti
E invece sì
Na na na na na
Vorrei pensare che Ronaldo non sia perfetto
Vorrei essere onesto ma non timbro il biglietto
Chiamare mio papà per dirgli che sto bene
Scriverò le risposte sulla mano
Anche se mi dici
Cristian sveglia, perdi il treno
Grazie ma io
Voglio immaginarmi che non ho sbagliato
E che il paradiso è il mio supermercato
Con la birra in saldo e il poster di Celentano
È meglio così
Voglio immaginarmi che anche un dittatore
S’innamora, vomita e poi si commuove
Che davvero non ci avranno mai capiti
E invece sì
E tu gridami addosso
Che va bene lo stesso
E tu gridami addosso
Cristian cresci, stai su dritto
Grazie ma io
Voglio immaginarmi che non ho sbagliato
E che Ringo Starr è il mio miglior amico
Che io e lei lo abbiamo fatto e le è piaciuto
Si dice così
Voglio immaginarmi che anche un dittatore
S’innamora, vomita e poi si commuove
Che davvero non ci avranno mai capiti
E invece sì
E invece sì

GAIA

CUORE AMARO
di G. Gozzi - J. Ettorre - D. Dezi - G. Spedicato
Ed. Sony Music Publishing (Italy)/Frenetik&Orang3 Sartoria Musicale - Milano - Roma

Fedele ai miei sogni
Senza paura poi di cadere
Fedele ai ricordi
Ricadere
Benedico gli errori più grandi
Perché ho fatto di peggio più tardi
Io volevo soltanto portarmi
La giungla tra questi palazzi
Sotto una lacrima che bagna tutta la città
Strada di arterie che ritorna da me
Ma il mio cuore è amaro
Un disordine raro
Io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Mani radici sole sulla schiena
Parole pioggia che mi disseta
A volte mi sveglio la sera
E strappo pensieri di seta
Foglia nuda per strada
Luna chiara nirvana
Quella che ho dentro è una notte lontana
Quella di chi non sa tornare a casa
Sotto una lacrima che bagna tutta la città
Strada di arterie che ritorna da me
Ma il mio cuore è amaro
Un disordine raro
Io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Il mio cuore è amaro
Un disordine raro
Sa di un giorno lontano questo cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Il mio cuore è amaro
È un disordine raro
Sa di un giorno lontano questo cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Anche se mi resta
Sulla pelle l’ultima
Goccia di tempesta
Ormai non mi interessa
Sei il mio cuore amaro
Un disordine raro
Io non vedo il denaro ma il mio cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro
Il mio cuore amaro
Un disordine raro
Sa di un giorno lontano questo cuore amaro
Ora ci vedo chiaro
Ora ci vedo chiaro

WILLIE PEYOTE

MAI DIRE MAI (LA LOCURA)
di W. Peyote - C. Cavalieri D’Oro - D. G. Bestonzo - G. Petrelli
Ed. Sugarmusic/Turet/Gorilla Publishing
Milano - Torino

“Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”
Ora che sanno che questo è il trend tutti ‘sti rapper c’hanno la band
Anche quando parlano l’autotune, tutti in costume come gli X-men
Gridi allo scandalo, sembrano Marilyn Manson nel 2020
Nuovi punk vecchi adolescenti, tingo i capelli e sto al passo coi tempi
C’è il coatto che parla alla pancia ma l’intellettuale è più snob
In base al tuo pubblico scegliti un bel personaggio, l’Italia è una grande sit-com
Sta roba che cinque anni fa era già vecchia ora sembra avanguardia e la chiamano It-pop
Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su Tik-tok
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype
Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Mai dire mai, mai dire mai
Mai dire mai dire mai dire mai dire mai
Ora che sanno che questo è il trend tutti che vendono il culo a un brand
Tutti ‘sti bomber non fanno goal ma tanto ora conta se fanno il cash
Pompano il trash in nome del LOL e poi vi stupite degli Exit poll?
Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile
Cosa ci vuole a decidere “tutta ‘sta roba c’ha rotto i coglioni?”
Questi piazzisti, impostori e cialtroni a me fanno schifo ‘sti cazzi i milioni
“le brutte intenzioni…” che succede? Mi sono sbagliato
Non ho capito in che modo twerkare vuol dire lottare contro il patriarcato
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype
Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
(Mai dire mai) non so se mi piego non so se mi spezzo
(Mai dire mai) non so se mi spiego, dipende dal prezzo
(Mai dire mai) lo chiami futuro ma è solo progresso
(Mai dire mai) sembra il Medioevo più smart e più fashion
(Mai dire mai) se è vero che il fine giustifica il mezzo
(Mai dire mai) non dico il buongusto ma almeno il buonsenso
(Mai dire mai) ho visto di meglio, ho fatto di peggio
(Mai dire mai) ecco, tu dì un’altra palla se riesco palleggio
Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype
Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype
Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai
Riapriamo gli stadi ma non teatri né live
Magari faccio due palleggi, mai dire mai
Mai dire mai, mai dire mai
Mai dire mai dire mai dire mai dire mai
Mai dire mai, mai dire mai
Mai dire mai dire mai dire mai dire mai

MALIKA AYANE

TI PIACI COSÌ
di M. Ayane - Pacifico - A. Flora - R. Rampino - M. Ayane
Ed. Sugarmusic/MZ Management/Congorock/Edizioni Curci/Off Limits/Cock an Ear Productions/Ultra Empire Music
Milano - Squinzano (LE) - Milano - Reggio Emilia - Milano

Non è mai tardi
Non è mai detto
Che tutto sia fermo
Immobile
Già scritto
Forse c’è una possibilità
Che desideri
E puoi scegliere
Ti fa muovere
Senza spingere
E ti piace sì
Ti piace così
E ti piace com’è
È ora che ti vedi
Non era, non sarà
Ci pensi
E ti piace com’è
Lo senti che cedi
Come lo sguardo al fulmine
Non c’è intuizione
Senza scintilla
Perderti senza chiedere ti assomiglia
Non è spocchia ma necessità
Di sorprenderti
Di decidere
Cosa prendere, quando smettere
E ti piace sì
Ti piace così
E ti piace com’è
È ora che ti vedi
Com’era non sarà
Ci pensi
E ti piace com’è
Lo senti che tremi
A che serve resistere
Ti desideri e vuoi scegliere
Cosa muovere, quando spingere
E ti piace sì
Ti piace così
E ti piace com’è
È ora che ti vedi
Non era, non sarà
Ci pensi
E ti piace com’è
Lo vedi che tremi
Non ha senso resistere 

FULMINACCI

SANTA MARINELLA
di F. Uttinacci
Ed. Nelida Music /Maciste Dischi Edizioni - Milano - Parabiago (MI)

Oggi sai è uno di quei giorni che
Se mi vuoi lasciami stare
E non c’è nessuno nei dintorni che
Dentro me ci sappia guardare
Roma, che è una città di mare,
Mi ha aperto la bocca e mi ha fatto fumare
Tanto non c’è più niente di cui innamorarsi per sempre
Per cui valga la pena restare
Quindi stanotte abbracciami alle spalle
Fammi addrizzare i peli sulla pelle
Prendiamoci una scusa sotto casa
E poi portiamocela su
Voglio solamente diventare deficiente e farmi male
Citofonare e poi scappare
Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto
Quanto vuoi per tutto questo?
Non cercarmi mai però incontriamoci
Prima o poi senza volerlo
Al reparto dei superalcolici
Che ci fai? Scaldo l’inverno
La mia città è un presepe in mezzo alle montagne
Bianche ed ostinate come vecchie cagne
Davvero io non posso più tornare solamente a salutare
A sincerarmi che nessuno piange
Ti prego di raccogliermi la testa
Come se fosse l’ultima che resta
Io me ne sono accorto a Santa Marinella
Io e te siamo un pianeta e una stella
Voglio solamente diventare deficiente e farmi male
Citofonare e poi scappare
Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto
Quanto vuoi per tutto questo?
Non volare via
Na na na
Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto
Quanto vuoi per tutto questo?
Non volare via

EXTRALISCIO E DAVIDE TOFFOLO

 

BIANCA LUCE NERA
di M. Mariani - Pacifico - E. Sgarbi - M. Mariani
Ed. Betty Wrong Edizioni Musicali
di Elisabetta Sgarbi/Edizioni Curci - Milano

Bianca
Come la neve
Nera
Come l’inverno
Mi agito se non ti sento
Divento aceto che ero vino
Strano il mio sentimento
Che mi fa male e mi tiene vivo
Ora che mi leggi la mano
Ora che conosci il destino
Dimmi che c’è un posto lontano
Noi che camminiamo vicino
Lì dove nessuno ci vede
E nessuno sa chi siamo
Senza te
Senza te io morirei
Perché ho paura di camminare
Se perdo la tua luce bianca
Se perdo la tua luce nera
Se perdo la tua luce bianca
Se perdo la tua luce nera
Bianca
Di porcellana
Nera
Ossidiana
Mi curi medicamentosa
Mi pungi come ragno ortica
Stringi forte calamita
Se voglio andare
Mi prendi ancora
Ora che conosci le carte
Ora che conosci il destino
Dimmi che c’è un treno che parte
Noi che ci sediamo vicino
E nessuno ci conosce
E non importa dove andiamo
Senza te
Io da solo qui morirei
Perché ho paura di camminare
Se perdo la tua luce bianca
Se perdo la tua luce nera
Se perdo la tua luce bianca
Se perdo la tua luce nera
Fonte miracolosa
Piantagione velenosa
Ti ho cercato in ogni cosa
E ti ho trovato e ti cerco ancora
Senza te
Io da solo qui morirei
Ho deciso di camminare
E seguo la tua luce bianca
E seguo la tua luce nera
E seguo la tua luce bianca
E seguo la tua luce nera 

ERMAL META

UN MILIONE DI COSE DA DIRTI
di E. Meta - R. Cardelli - E. Meta
Ed. Tetoyoshi Music Italia/Tadi & Bali Music Publishing - Nizza Monferrato (AT) - Milano

Senza nome io, senza nome tu
E parlare finché un nome non ci serve più
Senza fretta io, senza fretta tu
Ci sfioriamo delicatamente
Per capirci un po’ di più
Siamo come due stelle scampate al mattino
Se mi resti vicino non ci spegne nessuno
Avrai il mio cuore a sonagli
Per i tuoi occhi a fanale
Ti ho presa sulle spalle
E ti ho sentita volare
Con le mani nel fango
Per cercare il destino
Tu diventi più bella ad ogni tuo respiro
E mi allunghi la vita inconsapevolmente
Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente
In un mare di giorni felici annega la mia mente
Ed ho un milione di cose da dirti
Ma non dico niente
Ma non dico niente
Il tuo viaggio io, la mia stazione tu
E scoprire che volersi bene
È più difficile che amarsi un po’ di più
È la mia mano che stringi, niente paura
E se non riesco ad alzarti starò con te per terra
Avrai il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale
Ce li faremo bastare
Ce li faremo bastare
Con le mani nel fango per cercare il destino
Tu diventi più bella ad ogni tuo respiro
E mi allunghi la vita inconsapevolmente
Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente
In un mare di giorni felici annega la mia mente
Ho un milione di cose da dirti
Solo un milione di cose da dirti
Ti do il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale
E senza dirlo a nessuno
Impareremo a volare
Tu mi allunghi la vita inconsapevolmente
Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente
In un mare di giorni felici annega la mia mente
Ed ho un milione di cose da dirti
Ma non dico niente
Ma non dico niente
Cuore a sonagli io
Occhi a fanale tu

GIO EVAN

 

ARNICA
di G. Evan - F. Catitti - G. Evan
Ed. Giallo Ocra/Starpoint International/Universal Music Publishing Ricordi - Roma - Milano

E sbaglio ancora a vivere e non imparo la lezione
Prendere in tempo il treno, e poi sbagliare le persone
E sbaglio ancora a fidarmi a regalare il cuore agli altri
Che poi ritorna a pezzi curarsi con i cocktail e fare mezzanotte e non risolvere mai niente
Cerco un amico per un buon tramonto insieme
Voglio arrivare all’alba e dire dai di nuovo
E voglio farmi scivolare il mondo addosso
E non scivolare sempre io
E volo con la testa tra le nuvole
Ma vedessi il cuore quanto va più in alto
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto
Le corse lungomare
Nuotare fino a non toccare
L’ansia di non fare in tempo
Coi regali di Natale
Lo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fare
Le partite sulla strada
Fare i pali con la maglia
Restare accanto
A chi non ce l’ha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti
Le nottate a casa soli o ubriachi con gli amici
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare
E portami una primavera prima che appassisca
Davanti all’estate di tutti
Così esile che la tormenta
Mi confonde con un panno steso al vento
E cerco un posto dove poter fare il debole
Amici buoni per smezzare una tempesta
‘Che’ l’amore si scopre solo in mezzo al temporale, ammiro i vostri punti fermi ma ho bisogno di viaggiare
E volo con la testa tra le nuvole
Ma vedessi il cuore quanto va più in alto
E non voglio dimenticare niente
Però fa male ricordarsi tutto quanto
Le corse lungomare
Nuotare fino a non toccare
L’ansia di non fare in tempo
Coi regali di Natale
Lo sguardo di mia madre, quando pensava che questa volta non ce la potessi fare
Le partite sulla strada
Fare i pali con la maglia
Restare accanto
A chi non ce l’ha fatta
Le prime cicatrici
Gli amori mai finiti
Le nottate a casa soli o ubriachi con gli amici
Le corse di mia madre per fare in tempo a scuola
Sognare ad occhi aperti
L’estate senza soldi
L’ansia degli esami
Ma che festa il giorno dopo
La faccia di mio padre
Quando andava a lavoro
Le volte in cui pensiamo che andrà tutto male
I viaggi con chi ami
Sì ma i sogni a puttane
Le prime delusioni
Perché i baci finiscono
Le nottate a casa con gli amici
A dire resteremo uniti
E poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure non riesco a rinunciare
Per poi dire cosa quanto ha fatto male
Eppure lo voglio rifare.

IRAMA

 

LA GENESI DEL TUO COLORE
di F. Fanti - Dardust - G. Nenna - F. Fanti
Ed. Maira/Iris Flower/Universal Music Publishing Ricordi
Muggiò (MB) - Milano

Non sarà la neve
A spezzare un albero
Avessi finto sarebbe stato meglio
Di averti visto piangere in uno specchio
E mi manca la tua voce ormai
Ora che, ora che, ora che sei qui
Io sono qui
Ci vestiremo di vertigini
Mentre un grido esploderà
Come la vita quando viene
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Scorderai il dolore
Cambierai il tuo nome
Avessi finto sarebbe stato meglio
Hai poco tempo ormai
Per vivere una vita che non sentirai
Chiudo il sole un attimo
Anche se non dormirò oh
E i pensieri passano
Come eclissi resti qui
Io resto qui
E danzeremo come i brividi
Mentre la vita suonerà
Con le dita tra le vene
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Scorderai il dolore
Cambierai il tuo nome
Colora l’anima
Con una lacrima
Colora l’anima
Con una lacrima
Sottovoce nasce il sole
La scia che ti porterà dentro
Nel centro dell’universo
E l’armonia del silenzio
Sarà una genesi
La genesi del tuo colore
Mai smetterai canterai
Perderai la voce
Andrai, piangerai, ballerai
Scoppierà il colore
Colora l’anima
Con una lacrima
Colora l’anima
Con una lacrima
Scoppierà il colore
Colora l’anima
Con una lacrima
Scorderai il dolore
Colora l’anima
Con una lacrima
Cambierai il tuo nome

RANDOM

 

TORNO A TE
di E. Caso - S. Balice
Ed. Thaurus Publishing/Visory/Krios Edizioni/Df Group
Starpoint International - Milano - Marino (RM) - Rimini - Roma

Quando giri intorno a me
Sai non mi sembra vero
E forse non lo sei
Forse è la testa mia
Ogni sorriso ricordo sai
Quanti sogni nel cassetto che
A volte lasciamo alle spalle
Non lasciamo la vita di sempre
Per paura di restare da soli
Quando giri intorno a me
Sai non mi sembra vero
E forse non lo sei
Forse è la testa mia
E oggi ritorno a te
Torno ad amare almeno
Forse non penso più
Oggi mi sento vivo
E ci perdiamo sempre sul più bello
Sfiori il mio viso poi fuggi ridendo
Siamo migliaia e migliaia
Ma non ci troviamo
Quando giri intorno a me
Sai non mi sembra vero
E forse non lo sei
Forse è la testa mia
E oggi ritorno a te
Torno ad amare almeno
Forse non penso più
Oggi mi sento vivo
Cercami e mi troverai
Dentro le note che mai scriverei
È solo il tempo che scriverà il resto
Che cambia se siamo diversi dal resto
Quando giri intorno a me
Torno a te
Quando giri intorno a me
Torno a te
Quando giri intorno a me

AIELLO

ORA

di A. Aiello - Ed. Piciola/Sugarmusic/Proprietà dell’Autore - Roma - Milano

Ora ora ora ora

Mi parli come allora

Quando ancora non mi conoscevi

Pensavi le cose peggiori

Quella notte io e te

Sesso ibuprofene

Tredici ore in un letto

A festeggiare il mio santo

Il giorno dopo su un treno che mi portava a casa

Nessuno mi aveva detto “devi tornare a scuola”

Mi sono perso nel silenzio delle mie paure

L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore

Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei

Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco

Ora ora ora ora

Te la ricordi ancora

Quella notte io e te

Sesso ibuprofene

Avevo il cuore malato

Ma tu non lo vedevi

Mi tenevo le pezze gelide dietro al petto

Ci tenevo a mostrarmi come un drago nel letto

Mi sono perso nel silenzio delle mie paure

L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore

Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei

Mi ricordavi di lui ero fuori da poco

Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato

E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco

Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei

Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco

Ho visto foto di te

Il tuo compagno, una bambina

Poi quella casa l’hai finita

Dovevi portarci me

Dovevi portarci me

Sesso ibuprofene

Mi sono perso nel silenzio delle mie paure

L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore

Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei

Mi ricordavi di lui ero fuori da poco

Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato

E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco

Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei

Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco

 

ANNALISA

DIECI

di A. Scarrone - D. Simonetta - P. Antonacci - J. D’Amico
Ed. Music Union/Eclectic Music Group
Warner Chappell Music Italiana/Giada Mesi - Milano

Cos’è che ti ho promesso

Non so

Non mi ricordo adesso

Me lo dici cos’hai

Siamo dentro i ghiacciai

Dieci giorni in una notte

Dieci bocche sul mio cocktail

Se è più facile scrivimi

Che hai bisogno di quello che hai perso

E va bene una volta su cento

Se ci pensi precipiti

Non ho tempo deciditi

A fine lavoro ti penso

Ho cenato col vino sul letto

E non deve andare così

Non fanno l’amore nei film

E forse non ritorno in me

Ma niente panico

Guarda come piove forte

 

Questo sabato

Perché l’ultima volta è sacra

Fa freddo tornare a casa

Ma non è così amara

Questa notte si impara

E sta piovendo

E sono fuori da

Fuori da me

E questa casa non ha

Niente di

Niente di te

Ma l’ultima volta è sacra

L’ultimo bacio in strada

Tu scrivimi tra un’ora

Serviranno ancora

Dieci ultime volte

Dieci

Dieci ultime volte

Vestiti fuori posto

Addormentati in un parcheggio

Baci francesi delivery

Le scenate nell’appartamento

Merito caffè latte corretto

E mi piace se esageri

Non ho tempo deciditi

Io però non ti aspetto

Mi ricordi di un libro che ho letto

E non deve andare così

Non fanno l’amore nei film

E forse non ritorno in me

Ma niente panico

Guarda come piove forte

Questo sabato

Perché l’ultima volta è sacra

Fa freddo tornare a casa

Ma non è così amara

Questa notte si impara

 

E sta piovendo

E sono fuori da

Fuori da me

E questa casa non ha

Niente di

Niente di te

Ma l’ultima volta è sacra

L’ultimo bacio in strada

Tu scrivimi tra un’ora

Serviranno ancora

Dieci ultime volte

Tra un’ora…

Forse non te l’ho mai detto

Forse lo sai già

Che ho bisogno di quello che ho perso

Di quella volta su cento

Non ritorno in me

Ma niente panico

Guarda come piove forte

Questo sabato

Perché l’ultima volta è sacra

Fa freddo tornare a casa

Ma non è così amara

Questa notte si impara

E sta piovendo

 

E sono fuori da

Fuori da me

E questa casa non ha

Niente di

Niente di te

Ma l’ultima volta è sacra

L’ultimo bacio in strada

Tu scrivimi tra un’ora

Serviranno ancora

Dieci ultime volte

Dieci

Dieci ultime volte

Dieci

 

ARISA

POTEVI FARE DI PIU'

di G. D’Alessio
Ed. Soundreef/Proprietà dell’Autore - Roma

 

Lasciarsi adesso non fa più male non è importante

Cosa ci importa di quello che può dire la gente

L’abbiamo fatto oramai non so più quante volte

Te lo ricordi anche tu

Ci sono troppi rancori che ci fanno star male

Mi sono messa in disparte sola col mio dolore

Dove c’era dell’acqua oggi solo vapore

Potevamo fare di più

A che serve cercare se non vuoi più trovare

A che serve volare se puoi solo cadere

A che serve dormire se non hai da sognare

Nella notte il silenzio fa troppo rumore

A che serve una rosa quando è piena di spine

Torno a casa e fa festa solamente il mio cane

Ora i nostri percorsi sono pieni di mine

Sto annegando ma tu non mi tendi la mano

A che serve un cammino senza avere una meta

Dare colpa al destino che ci taglia la strada

Non importa se sono vestita o son nuda

Se da sopra il divano più niente ti schioda

A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi

Ero dentro i tuoi occhi ma tu non lo ricordi

Noi di spalle nel letto più soli e bugiardi

Ti addormenti vicino ti svegli lontano

Mi mancheranno i sorrisi che da un po’ non vedevo

Ti chiamerò qualche volta senza avere un motivo

Racconterò a chi mi chiede che sto bene da sola

Questo farai anche tu

Cancellerò foto e video dal mio cellulare

Solo per non vederti né sentirti parlare

Ne avrò piena la testa e spazio sulla memoria

E chissà quanto tempo io ti amerò ancor

A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi

Ero dentro i tuoi occhi ma tu non lo ricordi

Noi di spalle nel letto più soli e bugiardi

Ti addormenti vicino ti svegli lontano

A che serve morire se ogni giorno mi uccidi

Dallo specchio ti vedo mentre piango tu ridi

È tutto quello che è stato oramai non ci credi

Potevi fare di più

 

COLAPESCE E DIMARTINO

MUSICA LEGGERISSIMA

di L. Urciullo - A. Di Martino
Ed. Sugarmusic/Don’t Panic! - Milano - Castelmaggiore (BO)

Se fosse un’orchestra a parlare per noi

Sarebbe più facile cantarsi un addio

Diventare adulti sarebbe un crescendo

Di violini e guai

I tamburi annunciano un temporale

Il maestro è andato via

Metti un po’ di musica leggera

Perchè ho voglia di niente

Anzi leggerissima

Parole senza mistero

Allegre ma non troppo

Metti un po’ di musica leggera

Nel silenzio assordante

Per non cadere dentro al buco nero

Che sta ad un passo da noi, da noi

Più o meno

 

Se bastasse un concerto per far nascere un fiore

Tra i palazzi distrutti dalle bombe nemiche

Nel nome di un Dio

Che non viene fuori col temporale

Il maestro è andato via

Metti un po’ di musica leggera

Perché ho voglia di niente

Anzi leggerissima

Parole senza mistero

Allegre ma non troppo

Metti un po’ di musica leggera

Nel silenzio assordante

Per non cadere dentro al buco nero

Che sta ad un passo da noi, da noi

Più o meno

 

Rimane in sottofondo

Dentro ai supermercati

La cantano i soldati

I figli alcolizzati

I preti progressisti

La senti nei quartieri

Assolati

Che rimbomba leggera

Si annida nei pensieri

In palestra

Tiene in piedi una festa

Anche di merda

Ripensi alla tua vita

Alle cose che hai lasciato

Cadere nello spazio

Della tua indifferenza

Animale

Metti un po’ di musica leggera

Perché ho voglia di niente

Anzi leggerissima

Parole senza mistero

Allegre ma non troppo

Metti un po’ di musica leggera

Nel silenzio assordante

Per non cadere dentro al buco nero

Che sta ad un passo da noi, da noi

Più o meno

 

COMA COSE

FIAMME NEGLI OCCHI

di F. Zanardelli - F. Mesiano - F. Dalè - C. Frigerio - F. Zanardelli
Ed. Warner Chappell Music Italiana
Sony Music Publishing (Italy)/Asian Fake - Milano

Quando ti sto vicino sento

Che a volte perdo il baricentro

E ondeggio come fa una foglia

Anzi come la California

Metà sono una donna forte

Decisa come il vino buono

Metà una Venere di Milo

Che prova ad abbracciare un uomo

E anche se qui c’è troppa gente

Io me ne fotto degli altri

E te lo dico ugualmente

Resta qui ancora un minuto

Se l’inverno è soltanto un’estate

Che non ti ha conosciuto

E non sa come mi riduci

Hai le fiamme negli occhi ed infatti

Se mi guardi mi bruci

Quando ti sto vicino sento

Che a volte perdo il baricentro

Galleggio in una vasca piena di risentimento

E tu sei il tostapane che ci cade dentro

Grattugio le tue lacrime

Ci salerò la pasta

Ti mangio la malinconia

Così magari poi ti passa

Mentre ondeggi come fa una foglia

Anzi come la California

Resta qui ancora un minuto

Se l’inverno è soltanto un’estate

Che non ti ha conosciuto

E non sa come mi riduci

Hai le fiamme negli occhi ed infatti

Se mi guardi mi bruci

Resta qui e bruciami piano

Come il basilico al sole

Sopra un balcone italiano

Che non sa come mi riduci

Hai le fiamme negli occhi ed infatti

Se mi guardi mi bruci

Se mi guardi mi bruci

Se mi guardi mi bruci

Se mi guardi mi bruci

Mi bruci

Mi bruci

Se mi guardi senti.

 

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ

CHIAMAMI PER NOME

di F.L. Lucia - F. Michielin - J. D’Amico - A. Mahmoud - D. Simonetta - A. Raina
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Music Union/Eclectic Music Group/Sony Music Publishing (Italy)/Giada Mesi/ZDF - Milano

Oggi ho una maglia che non mi dona

Corro nel parco della mia zona

Ma vorrei dirti non ho paura

Vivere un sogno porta fortuna

La tua rabbia non vince

Certi inizi non si meritano nemmeno una fine

Ma la tua bocca mi convince

Un bacio alla volta

Come sassi contro le vetrine

Le mie scuse erano mille, mille

E nel cuore sento, spille spille

Prova a toglierle tu baby

Tu baby

Chiamami per nome

Solo quando avrò

Perso le parole

So che in fondo ti ho stupito arrivando qui da sola

Restando in piedi con un nodo alla gola

Chiamami per nome

Perché in fondo qui sull’erba siamo mille, mille

Sento tutto sulla pelle, pelle

Ma vedo solo te baby

Te baby

In ascensore spreco un segno della croce e quindi?

So bene come dare il peggio non darmi consigli

Cerco un veleno che non mi scenda mai

Ho un angelo custode sadico

Trovo una scusa ma che cosa cambierà?

La grande storia banale

Prima prosciughiamo il mare

Poi versiamo lacrime

Per poterlo ricolmare

Le promesse erano mille mille

Ma nel cuore sento spille spille

Prova a toglierle tu baby tu baby

Chiamami per nome

Solo quando avrò

Perso le parole

So che in fondo ti ho stupito venendo qui da solo

Guidando al buio piango come uno scemo

Chiamami per nome

Perché in fondo qui sull’erba siamo mille mille

Sento tutto sulla pelle, pelle

Ma vedo solo te baby

Te baby

Mi sembra di morire quando parli di me in un modo che odio

Aiutami a capire se alla fine di me vedi solo il buono

Sotto questo temporale

Piove sulla cattedrale

Rinunceremo all’oro

Scambiandolo per pane

Chiamami per nome

Solo quando avrò

Perso le parole

So che in fondo

Ci ha stupiti finire qui da soli in questo posto

Ma se poi non mi trovi

Chiamami per nome

Perché in fondo qui sull’erba siamo mille, mille

Sento tutto sulla pelle, pelle

Ma vedo solo te baby

Te baby

Le promesse sono mille mille

Ma non serve siano mille

Ora che ho solo te baby

Te baby

 

FRANCESCO RENGA

QUANDO TROVO TE

di F. Renga - R. Casalino - D. Faini
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Casakiller/Favole/Edizioni Curci - Milano - Latina - Brescia

Guarda un po’ la mia città è insonne

E ha smesso di sognare

Come mai nessuno ora lo ammette

Gente che taglia le ombre

Mentre il traffico ancora riempie

Spazi immensi di solitudine

Questa volta ho come l’impressione

Che la speranza abbia cambiato umore

 

E la mia testa non ne vuole più sapere

Di stare ferma e io continuo ancora a camminare

Si bagnano anche gli occhi, forse piove

E lo sguardo che segue il tragitto di un cane

E va a finire che

Come sempre mi dimentico

Dimentico di te

Sempre mi dimentico

Ma poi io ti ritrovo

Sempre se mi guardo

E intorno non c’è niente

Sei lo stupore atteso, un desiderio

La verità in un mondo immaginario

Sempre sempre

Si confondono perfettamente

Le mie gioie

Inevitabilmente

Sempre sempre

Le ritrovo tutte quante sempre

Solo quando trovo te

 

Questa città confonde

Di luci sempre accese

Dicono che tornerà sereno a fine mese

Io sempre fuori stagione

E la tua testa non ne vuole più sapere

Di stare ferma e quel silenzio dentro fa rumore

All’improvviso torno a respirare

Una stanza, due sedie, la cena, un film

Qual è il finale?

 

Come sempre mi dimentico

Dimentico di te

Sempre mi dimentico

Ma poi io ti ritrovo

Sempre se mi guardo

E intorno non c’è niente

Sei lo stupore atteso, un desiderio

Tra mille note in volo un suono nuovo

Sempre sempre

Si confondono perfettamente

Le mie gioie

Inevitabilmente

Sempre sempre

Le ritrovo tutte quante sempre

Solo quando trovo te

 

Tu che dormi sul divano

Quando resta sulle mani

Il tuo profumo

Le tue cose fuori posto

Quelle scarpe sulle scale

Mi portano da te

Come sempre mi dimentico

Dimentico di te

Sempre mi dimentico

Ma poi io ti ritrovo

Sempre se mi guardo

E intorno non c’è niente

Sei lo stupore atteso, un desiderio

La meraviglia di ogni giorno nuovo

Sempre sempre

Si confondono perfettamente

Le mie gioie

Inevitabilmente

Sempre sempre

Le ritrovo tutte quante sempre

Solo quando trovo te

 

Solo quando trovo

Trovo te

 

GHEMON

MOMENTO PERFETTO

di G.L. Picariello - G. Seccia - S. Privitera - D. Raciti - G.L. Picariello
Ed. Warner Chappell Music Italiana/Carosello Edizioni Musicali e Discografiche C.E.M.E.D./Nelida Music/Dipiù - Milano

Avevo aspettative su chissà che risultati
Ma erano tranelli
E mi ritrovo con le mani nei capelli
Alle volte vorrei smettere
Non nego che m’intriga il pensiero di sparire,
L’idea di cambiare vita
Certe mattine che è ancora buio
Mi alzo ad orari quasi vietati
Non voglio più lavorare gratis
O che mi cambino i connotati
Se non avveri i tuoi desideri
Finisci a vivere di ricordi
Ma nel momento in cui te ne accorgi

 

Qualcun altro ha il tuo posto e i tuoi soldi
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
“Non ti ho sentito più ma dì, com’è fratello?
Tu puoi contare su di me e questo lo sai fratello!”
Ma quando poi sei senza chiave nel tuo inferno
Ti scopri figlio unico e sei chiuso dall’esterno

 

A te è rimasto il veleno
Ma lo sai come sono i serpenti
Se tu gli tendi la mano
Poi loro hanno affondato i denti
È andata ma se ci ripensi
Che razza di rischi ti sei preso?
Ed il fatto che non ti sei mai arreso
È un miracolo e va difeso

 

Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Non ho dubbi adesso
Dentro sento che è il mio momento

 

Per questo ora dirò all’universo
Che mi voglio giocare tutte le mie chance
Un flusso di energia mi attraversa
Mi sta mandando fuori di testa
Sto caricando l’aria di elettricità
Ho aspettato in silenzio e con calma
Ma ora mi è venuta voglia di urlare
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me
Dicono sempre che è il turno degli altri
Ma non mi sento secondo a nessuno
Sono convinto che questa sia
L’ora mia, il momento perfetto per me

 

MADAME

VOCE

di Madame - Dardust - E. Botta - Madame
Ed. Sugarmusic/Madame Edizioni Musicali/Badabum Edizioni/Thaurus Publishing
Universal Music Publishing Ricordi - Milano - Creazzo (VI)

Mi ricordo di te
Ricordo i mille giri sulle giostre su di te
Ho fatto un’altra canzone
Mi ricorda chi sono
Ho messo un altro rossetto sopra il labbro superiore
Negli occhi delle serrande si stenderanno e io sparirò
L’ultimo soffio di fiato e sarà la voce ad essere l’unica cosa più viva di me
Voglio che viva a cent’anni da me
Fumo per sbarazzarmi di lei
Ma torna da me

Dove sei finita amore
Come non ci sei più
E ti dico che mi manchi
Se vuoi ti dico cosa mi manca
Adesso che non ci sono più
Adesso che ridono di me
Adesso che non ci sei più
Non so se
Ti ricordi di me
Quanto bello abbracciarti
Che mi mancavi tanto
Sarà bello abbracciarti
Dirti mi sei mancata
In un bosco di me

C’è un rumore incessante
E lo faccio da parte
Tu sei la mia voce
Mi ricordo di te
Mi vedevano ridere sola
Ma eri te
Ho baciato un foglio bianco
E la forma delle mie labbra
Ha scritto da dove nasci tu e che non morirai e se
Negli occhi delle serrande si stenderanno e io sparirò
L’ultimo soffio di fiato darà la voce a quella che è l’unica cosa più viva di me
Voglio che viva a cent’anni da me
Perché in giro mi chiedon di me
E mi chiedo di te anch’io

Dove sei finita amore
Come non ci sei più
E ti dico che mi manchi
Se vuoi ti dico cosa mi manca
Adesso che non ci sono più
Adesso che ridono di me
Adesso che non ci sei più
Non so se
Ti ricordi di me

Quanto bello abbracciarti
Per sentirti un po’ a casa
Sarà bello abbracciarti
Dirti mi sei mancata
In un bosco di me
C’è un rumore incessante
E lo faccio da parte
Tu sei la mia voce

Baby ne ho fatte
Baby ne ho fatta di strada
Baby ti ho cercato in ogni dove
Nelle corde di gente che non conosco
Ma infondo bastava guardarsi dentro più che attorno
Sei sempre stata in me e non me ne rendevo conto

Dove sei finita amore
Come non ci sei più
E ti dico che mi manchi
Se vuoi ti dico cosa mi manca
Adesso che non ci sono più
Adesso che ridono di me
Adesso che non ci sei più

Io so che
Ti ricordi di me
Perché è bello abbracciarmi
Per sentirti un po’ a casa
Ti ricordi le notti
Che urlavamo per strada
Ma nel bosco di me
Ora siamo tornate
E per sempre sarà
Che tu sei la mia voce
E noi siamo tornate
E per sempre sarà
Sì per sempre sarà
Che tu sei la mia voce

 

MANESKIN

ZITTI E BUONI

di D. David - T. Raggi - E. Torchio - V. De Angelis
Ed. Sony Music Publishing (Italy) - Milano

Loro non sanno di che parlo

Voi siete sporchi fra’ di fango

Giallo di siga’ fra le dita

Lo con la siga’ camminando

Scusami ma ci credo tanto

Che posso fare questo salto

Anche se la strada è in salita

Per questo ora mi sto allenando

E buonasera signore e signori

Fuori gli attori

Vi conviene toccarvi i coglioni

Vi conviene stare zitti e buoni

Qui la gente è strana tipo spacciatori

Troppe notti stavo chiuso fuori

Mo’ li prendo a calci ‘sti portoni

Sguardo in alto tipo scalatori

Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma

Sono fuori di testa ma diverso da loro

E tu sei fuori di testa ma diversa da loro

Siamo fuori di testa ma diversi da loro

Siamo fuori di testa ma diversi da loro

Io

Ho scritto pagine e pagine

Ho visto sale poi lacrime

Questi uomini in macchina

Non scalare le rapide

Scritto sopra una lapide

In casa mia non c’è Dio

Ma se trovi il senso del tempo

Risalirai dal tuo oblio

E non c’è vento che fermi

La naturale potenza

Dal punto giusto di vista

Del vento senti l’ebrezza

Con ali in cera alla schiena

Ricercherò quell’altezza

Se vuoi fermarmi ritenta

Prova a tagliarmi la testa

Perché

Sono fuori di testa ma diverso da loro

E tu sei fuori di testa ma diversa da loro

Siamo fuori di testa ma diversi da loro

Siamo fuori di testa ma diversi da loro

Parla la gente purtroppo

Parla non sa di che cosa parla

Tu portami dove sto a galla

Che qui mi manca l’aria

Parla la gente purtroppo

Parla non sa di che cosa parla

Tu portami dove sto a galla

Che qui mi manca l’aria

Parla la gente purtroppo

Parla non sa di che cazzo parla

Tu portami dove sto a galla

Che qui mi manca l’aria

Ma sono fuori di testa ma diverso da loro

E tu sei fuori di testa ma diversa da loro

Siamo fuori di testa ma diversi da loro

Siamo fuori di testa ma diversi da loro

Noi siamo diversi da loro

 

MAX GAZZE' E TRIFLUOPERAZINA MONSTERY BAND

IL FARMACISTA

di F. Gazzè - M. Gazzè - F. De Benedittis
M. Gazzè - Ed. Linea Due/Sotto Casa/
None/OTR Live - Milano - Roma
Fano (PU) - Roma

(Si può fare!)
Polvere d’amore,
Té verde due bustine
E non mi dici
Più che non ti va…
Dimetisterone,
Poi Norgestrel in fiale
Per chiuderci
Una notte
In camera!
Son tutte
Soluzioni al naturale…
Amore
Mio,
Vedrai che male
Non ti fa…
Te le ho create io,
Ma in nome
Della scienza
Per quella tua tendenza
Alla rigidità!
Trifluoperazina,
Stramonio e Pindololo…
Un pizzico
Di Secobarbital:
Somministra
Prima
Di un logorroico
Assolo
E via anche questa
Smania di parlar!
Non c’è neppure
Controindicazione…
Amore
Mio,
Ti dirò come
Si starà
Senza
Il pesante
Tuo brusio
Da conferenza
Che mi rompe
L’anima!
Io ho la soluzione
(Si può fare!)
Per un tormento
Che attanaglia,
Punto
Debole o magagna
E qualsivoglia
Imperfezione!
Per tutto
Invento,
Stai tranquilla,
Una bio-chimica pozione!
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!
Noci,
Zafferano,
Lavanda e passiflora…
Poi ci
Mettiamo
Anche del guaranà:
Travasare piano
L’essenza su verdura…
Contro lo shopping
È una favola!
E per i troppi
Tuoi salti
D’umore,
Fiore
Di Bach
E aggiungo
Vitamina E…
Ma addizionando
Del trifoglio rosso
Posso
Cancellarti
Anche lo stress!
Io ho la soluzione
(Si può fare!)
Per la pettegola
Che origlia…
Vanità,
Coda di paglia
O qualsivoglia
Imperfezione!
Per tutto
Invento,
Stai tranquilla,
Una bio-chimica pozione!
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!
Ma adesso
Aspetta
Cara, c’è
Un problema:
Questa camicia m’incatena
Un po’…
Me l’hanno stretta
A forza sulla schiena…
Non chiedermi perché,
Io che ne so!
(Si può fare!)
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!
Io ho la soluzione
(Si può fare!)
Per un tormento
Che attanaglia,
Punto
Debole o magagna
E qualsivoglia
Imperfezione!
Per tutto
Invento,
Stai tranquilla,
Una bio-chimica pozione!
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!

 

FASMA

PARLAMI

di T. Fazioli - L. Zammarano
Ed. WFK Empire - Roma

Vorrei darti la mia forza per vederti parlare

Non di ciò che ti succede ma parlare di te

Anche un granello di sabbia che si è perso nel mare può tornare roccia come puoi farlo te

Non dire non dire

Che ti va bene questo mondo bastardo

Anche con il posto rubi il posto di un altro

Anche se voglio io non posso cambiarlo,

Io non sono quell’altro

Che di me

Che di me

Ti rimane solo addosso il tabacco

Qualche foto e qualche vestito sparso

Anche se voglio io non posso cambiarlo

Io non posso cambiarlo

Ma noi sì

Parlami parlami

Dai ti prego tu guardami

Perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini

E quindi guardami guardami

Sai che adoro quegli attimi

In cui non litighiamo e siamo proprio come ci immagini

E quindi parlami parlami

Dai ti prego tu parlami

Perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini

E quindi guardami guardami

Sai che adoro quegli attimi

In cui non litighiamo e siamo proprio come ci immagini

Quindi parlami parlami

Dai ti prego tu parlami

Se vuoi stiamo più vicini ma rendendoci apatici

Quindi baciami baciami

Che dai baci fantastici che mi aumentano i battiti

Ti prego tu salvami

Dimmi come faccio a stare bene così

Nei miei giorni no tu sei l’unico sì

Tu che mi parlavi e mi parlavi di te

E come se parlassi e parlassi di me

Quegli sguardi e quelle smorfie io le ho prese da te

Il modo in cui ora gridi tu l’hai preso da me

E sei tu che mi ringrazi

Ma grazie di che

Grazie a te ho tirato fuori il meglio di me

Parlami parlami

Dai ti prego tu guardami

Perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini

E quindi guardami guardami

Sai che adoro quegli attimi

In cui non litighiamo e siamo proprio come ci immagini

E quindi parlami parlami

Dai ti prego tu parlami

Perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini

E quindi guardami guardami

Sai che adoro quegli attimi

In cui non litighiamo e siamo proprio come ci immagini

Quindi parlami parlami

Dai ti prego tu parlami

Se vuoi stiamo più vicini ma rendendoci apatici

Quindi baciami baciami

Che dai baci fantastici che mi aumentano i battiti

Ti prego tu salvami

 

NOEMI

GLICINE

Mi dici che

Che non funziona più

Siamo soli adesso noi

Sopra a un pianeta blu

 

E quando arriva sera

Invadi la mia sfera

Non è la primavera

Che non sento da un po’

 

Non sento da un po’

I brividi sulla mia pelle,

Il tuo nome fra le stelle

 

Sembra ieri,

Sembra ieri che la sera

Ci stringeva quando tu stringevi me

 

Ricordo ancora quella sera guardavamo le

Le code delle navi dalla spiaggia sparire

Vedi che son qui che tremo

Parla parla parla parla con me

Ma forse ho solo dato tutto per scontato e

E mi ripeto che scema a non saper fingere

Dentro ti amo e fuori tremo

Come glicine di notte

 

Scommetto che

Ora non prendi più

L’abitudine di far

Sempre come vuoi tu

 

E quando arriva sera

Mi manca l’atmosfera

Non è la primavera

Sembra ieri, sembra ieri che la sera

Ci stringeva quando tu stringevi me

 

Ricordo ancora quella sera guardavamo le

Le code delle navi dalla spiaggia sparire

Vedi che son qui che tremo

Parla parla parla parla con me

Ma forse ho solo dato tutto per scontato e

E mi ripeto che scema a non saper fingere

Dentro ti amo e fuori tremo

Come glicine di notte

 

Dietro di noi vedo giorni spesi su treni infiniti

Forse è solo che mi manca parte

Di un passato lontano come Marte

Tu cosa dirai vedendomi arrivare

Quando ti raggiungerò

Ricordo ancora quella sera guardavamo le

Le code delle navi dalla spiaggia sparire

Vedi che son qui che tremo

Parla parla parla parla con me

Ma forse ho solo dato tutto per scontato e

E mi ripeto che scema a non saper fingere

Dentro ti amo e fuori tremo

Come glicine di notte

 

Ora che

Non posso più tornare

A quando ero bambina

Ed ero salva da ogni male

E da te, da te, da te

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