Allergia al nichel: come si manifesta e quali alimenti evitare
Nel mondo circa il 20% della popolazione si ritrova a fare i conti con l’allergia al nichel, condizione che viene scatenata dal contatto con oggetti metallici, bigiotteria, saponi, detersivi e anche alcuni alimenti. Tra le forme di allergia più comuni, quando una persona ne soffre il suo sistema immunitario riconosce il nichel come sostanza nociva, comportando una dermatite allergica: le zone che entrano a contatto con il nichel possono manifestare problematiche come gonfiore, arrossamenti, pruriti e screpolature. Approfondiamo nel dettaglio i sintomi connessi all’allergia al nichel e gli alimenti da evitare in presenza di questa problematica.
In cosa consiste l’allergia al nichel
Color argento, duro, malleabile, resistente e duttile. Il nichel è un metallo di transizione tra i più diffusi, che si trova in acqua, aria e terra e viene impiegato in tantissimi oggetti. Spesso è incluso nelle leghe utilizzate per realizzare bigiotteria, attrezzi, chiavi, forbici, dispositivi, pentole, aghi, maniglie, utensili, monete, protesi, cinture, apparecchi odontoiatrici, occhiali e molto altro ancora. Inoltre, può essere presente come contaminante, ad esempio in prodotti per l’igiene, cosmetici e detersivi e alimenti.
Questo minerale è un oligoelemento, ciò significa che è necessario per il nostro corpo in quantità minime, giocando un ruolo fondamentale per la produzione delle proteine e per il metabolismo di ormoni, glucosio e acidi nucleici. Nonostante questo, nel momento in cui le sue concentrazioni crescono diventa un pericolo per la salute, rappresentando una sostanza tossica.
Quando si presenta l’allergia al nichel siamo di fronte a una reazione del sistema immunitario al metallo, che risponde in modo anomalo, ricorrendo a linfociti di tipo T e identificandolo come una minaccia. Rispetto alle altre allergie, in questo caso la sostanza si accumula nel corso dei giorni nel corpo, per poi raggiungere un limite che scatena la reazione: nei soggetti allergici al nichel questo livello è più basso, tanto che dopo pochi contatti si determina la manifestazione allergica. Quando avviene la sensibilizzazione, nel momento in cui si viene in contatto con la sostanza si scatena la reazione allergica.
Cause che determinano l’allergia al nichel
L’allergia al nichel si presenta a qualsiasi età e può insorgere per una serie di elementi. Tra le cause più comuni rientra la familiarità, tenendo conto che avere parenti che ne soffrono rende maggiormente inclini a questa condizione. Altri fattori sono il sistema immunitario sensibile, l’esposizione ripetuta al metallo, tramite oggetti che lo contengono o l’assunzione di alimenti, e la sudorazione, che incrementa l’assorbimento cutaneo della sostanza e, proprio per questo, l’allergia è più frequente in estate o quando si praticano attività sportive.
Secondo i dati le donne sono più sensibili al nichel degli uomini: anche se non è del tutto chiaro il motivo, questo sembra essere una conseguenza della maggiore esposizione a oggetti contenenti metallo come bigiotteria e piercing.
Come si manifesta l’allergia al nichel
L’allergia al nichel può presentarsi come dermatite da contatto (DAC), che è dettata dall’alta esposizione al nichel e può insorgere in qualsiasi momento della vita con sintomi come bolle, pelle secca, arrossamenti, eruzioni cutanee sulle parti esposte al metallo, pruriti, piccole vescicole, contenenti del liquido e che rompendosi creano delle croste, e tagli. Quando il contatto con la sostanza avviene nel tempo, il tessuto cutaneo tende a screpolarsi, ispessirsi e presentare una tonalità più scura. Di solito le parti più colpite sono quelle esposte a oggetti con nichel, come ad esempio i lobi delle orecchie per via degli orecchini, e i sintomi si manifestano 24-72 ore dopo il contatto.
Altra forma esistente è l’allergia sistemica da nichel (SNAS), che comporta sintomi riguardanti tutto l’organismo: tendenzialmente è scatenata da ingestione di alimenti con all’interno nichel e determina eczema, orticaria, crampi addominali, diarrea, gonfiore, cistiti, candida, mal di testa, stanchezza e unghie e capelli fragili.
Quali cibi evitare se si soffre di allergia al nichel
Il nichel è contenuto in alcuni alimenti, in particolare in quelli di origine vegetale in cui la sua quantità varia a seconda di fattori come metodi di coltivazione e stagionalità, dovendo quindi fare in modo di evitarli in caso di allergia al metallo. Tra i cibi con alti quantitativi di nichel troviamo molte verdure come broccoli, fagioli, asparagi, cipolle, spinaci, pomodori, carote, lattuga, cicoria, rape, sedano e mais. A queste si aggiungono frutti, quali avocado, pere, kiwi, mele e lamponi.
Gli altri alimenti ai quali prestare attenzione sono legumi, arachidi, noci, nocciole, salmone, gamberi, merluzzo, cioccolato, liquirizia, funghi, ostriche e farine integrali. Oltre a tutto questo, rientrano i cibi in scatola e conservati all’interno di contenitori in alluminio. Se si scopre di essere allergici al nichel è necessario seguire una dieta che escluda totalmente questi alimenti per minimo 4 settimane, monitorando l’andamento dei sintomi. Trascorso questo tempo gli alimenti si reinseriscono gradualmente sotto controllo medico, per capire quali cibi scatenino o meno l’allergia.
Bisogna anche tenere conto come l’acqua del rubinetto può contenere tracce di nichel, che vengono rilasciate dalle tubature, dovendo quindi farla sempre scorrere un po’ prima di berla. Tra i cibi ammessi in una dieta adatta a coloro che soffrono di allergia di nichel rientrano cereali, carne, pesci (esclusi quelli menzionati sopra), latte, latticini, riso, farina 00, verdura e frutta come radicchio, finocchi, melanzane, songino, peperoni, anguria, banane, fragole e pesche.
Allergia al nichel e la diagnosi
Per diagnosticare l’allergia al nichel da contatto è necessario sottoporsi a una visita dermatologica in cui tramite il patch test sarà confermata o meno la sua presenza. Si tratta di un test epicutaneo, nell’ambito del quale si applica un cerotto con una piccola quantità di allergene grazie al quale constatare la reazione localmente. Durante il test si possono assumere antistaminici o steroidi in crema per alleviare i sintomi dell’allergia. Passate 48 ore si esamina la situazione: se emergono edema, rossori, vesciche ed eruzioni cutanee significa che la reazione è positiva.
In caso si sospetti la presenza di un’allergia al nichel di origine alimentare, non esistendo un test specifico: è necessario pertanto interrompere il consumo di alimenti che lo contengono per poi introdurli successivamente, verificando l’andamento dei sintomi. Durante questo periodo è anche importante non usare utensili in metallo e smettere di fumare, visto che le sigarette contengono nichel.
Come trattare l’allergia al nichel
Per contrastare l’allergia al nichel è necessario identificare e rimuovere l’oggetto che la causa, operazione nell’ambito della quale individuare le varie esposizioni durante la giornata per poi procedere con i controlli medici. Quando si è colpiti da reazione allergica è fondamentale non grattarsi, tenendo conto che possono generarsi escoriazioni responsabili potenzialmente di infezioni. Inoltre, è possibile ricorrere a creme specifiche e farmaci come i corticosteroidi topici, indicati quando la situazione non migliora.
Nella quotidianità se si soffre di allergia è bene prediligere materiali alternativi al metallo, gioielli anallergici e protezioni come i guanti qualora si tocchino oggetti contenenti nichel: in caso di contatto con questi è fondamentale lavare accuratamente le mani.
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