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Vini eroici: perché acquistarli?

Detti anche coraggiosi, piacciono sempre di più

Di Serena Bertei


Oramai da qualche tempo si sente parlare di vini eroici. Ma cosa sono e perché si chiamano così? Il nome parla chiaro: i vini eroici vengono prodotti in luoghi remoti come piccole isole o impervie montagne. I vigneti spesso sembrano irraggiungibili, posti in cui pendenza e altitudine rendono complicato il lavoro dell’uomo. La fatica viene però ripagata. I vini eroici, conosciuti anche come “coraggiosi”, non si producono in grandi quantità ma la qualità è garantita! Le etichette iniziano a essere tante e per tutte le tasche. Noi ve ne consigliamo qualcuna.


Valle d'Aosta - Blanc de Morgex et de La Salle DOC


Dal classico colore giallo paglierino e dai netti sentori minerali, questo vino di alta montagna è ideale come aperitivo e si sposa perfettamente con secondi delicati. La cave de Morgex et de La Salle è una azienda relativamente giovane. Da quasi quarant’anni produce i suoi prodotti
seguendo le tradizioni valdostane nel totale rispetto della natura che la circonda. Situata a 2.600 metri di altezza è attualmente la più alta d’Europa. Il Blanc de Morgex è un vino eroico perché l’uva che lo compone cresce ai piedi dei ghiacciai del Monte Bianco in vitigni coltivati fino a 1200 metri di quota. 


Sicilia –Integer Zibibbo di Marco de Bartoli


Che dire di questo vino? Nel 2019 è stato inserito nella lista dei dieci vini migliori al mondo stilata per Bloomberg da Elin McCoy, giudice internazionale di vini e alcolici. I fratelli De Bartoli coltivano le loro viti ad “alberello pantesco”. Una pratica agricola dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 2014. Questo vino è coraggioso perché proviene da un luogo stupendo ma complicato: l’Isola di Pantelleria. Il vento si infrange sulle coste forte e costante, i terreni sono impervi e la piovosità è scarsa. La famiglia de Bartoli, con la sua tenacia, vince sulla natura e ci regala un vino unico nel suo genere.

Campania- Furore bianco Doc di Marisa Cuomo


Dietro ad un grande vino spesso c’è una storia di famiglia e amore. Marisa Cuomo nel 1980 riceve in dono dal suo futuro marito, Andrea Ferraioli, le vigne che aveva ereditato dal padre. Da allora la loro vita è fatta di impegno e dedizione, di sacrifici che sono stati ripagati da
importanti riconoscimenti a livello internazionale. La loro uva cresce letteralmente aggrappata alla roccia, a picco sul mare della costa di Amalfi. La vendemmia viene fatta su pareti rocciose verticali a 500 metri a picco sul mare e le uve sono raccolte manualmente. Il Furore bianco è caratterizzato da una lunga macerazione e da un uvaggio tradizionale di Falanghina e Bincolella. Si abbina alla perfezione con i secondi di pesce come le alici ripiene all’amalfitana. 

 

Lombardia – Valtellina superiore Sassella DOCG di Aldo Rainoldi


Non solo bianchi, ci sono anche tanti rossi tra i vini eroici e il Sassella di Aldo Rainoldi è uno di questi. Storica cantina fondata nel 1925 dal nonno dell’attuale proprietario, ha vigneti propri ma si avvale anche di uve provenienti da moltissimi piccoli viticoltori della zona. I vigneti sono
posti a circa 600 metri dal livello del mare, il terreno è prevalentemente ferroso e ciò che rende particolarmente difficoltosa la vendemmia è il fatto che la zona ha una forte pendenza. Per un ettaro di vigneto in pianura si impegnano mediamente 200 ore lavorative, mentre in
Valtellina si va dalle 1.100 alle 1.600 ore per ettaro, circa sette o otto volte di più. Delicatamente speziato il Sassella di Aldo Rainoldi è un vino a tutto pasto che ben si sposa con secondi di carne. 

Questi sono solo tre esempi italiani ma tanti sono i vini eroici da assaggiare anche in terra straniera. La cantina Badegoni è una cantina Georgiana, giovane, ma già pluripremiata. Il loro fiore all’occhiello è il Saperavi Reserve. I vigneti sono coltivati all’interno del monastero di Alaverdi che custodisce gelosamente l’antica tradizione georgiana della vinificazione in anfore interrate. Dal gusto inconfondibile, si sposa alla perfezione con i piatti della tradizione georgiana come il Khachapuri, una sfiziosa barchetta di pasta lievitata ripiena di formaggio.
Tra gli stranieri si fanno notare anche il Cabernet Sauvignon Ao Yun e il Lujan De Cuyo Grand Malbec della cantina Terrazas de los Andes. Il primo nasce in territorio tibetano, ai confini con l’India. I vigneti sono posti a 2600 metri sul livello del mare e solo i contadini della zona riescono lavorare in condizioni climatiche così avverse. Il prezzo di una singola bottiglia raggiunge cifre importanti e in Italia si può acquistare solo su siti specializzati o in enoteche ben fornite. Il secondo, invece, arriva dalla provincia di Mendoza, in Argentina. La zona è caratterizzata da un clima con scarse precipitazioni ed estati torride. Ciò nonostante i locali sono riusciti a produrre un vino eroico di ottima qualità che ha trovato il giusto spazio nel mercato internazionale.

Ci sarebbe ancora molto da raccontare: Cipro, Francia, Germania.
Voi, di che vino eroico siete?

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