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Anziani fragili e poveri, ma è vero?

Il 23% degli over 65 detiene il 40% della ricchezza nazionale

Di Emanuela Notari

Il cliché delle persone mature fragili e povere ha fatto il suo tempo. Oggi gli over 65 - 14 milioni di individui in Italia, pari al 23% della popolazione - detengono il 40% della ricchezza del Paese. E si parla di risorse economiche realmente disponibili, perché in questa fascia di età i debiti contratti nella vita sono già stati per lo più ripagati. Un recente studio di Itinerari Previdenziali ha offerto questa utile tabella per quantificare il patrimonio medio di un individuo over 65: 108 mila euro in beni mobili e 184 in beni immobili. Vi tornano i conti?

Come si spiega questa concentrazione di ricchezza nelle fasce senior della popolazione?

Prima di tutto queste persone hanno vissuto e svolto la propria professione in un’epoca in cui era ancora possibile risparmiare. Secondo, le pensioni più generose dovute al vecchio sistema di calcolo retributivo (occorre anche tenere presente che secondo i dati ogni italiano gode in media di 1.4 pensioni, tra anzianità e assistenza). E infine la proprietà immobiliare, che vede 76 anziani su 100 possedere la casa in cui vivono, con una maggiore incidenza di case di valore e di metrature importanti rispetto al resto della popolazione. Nel corso degli ultimi 25 anni la ricchezza degli over 65 è aumentata del 77%, ma i loro consumi – per altro superiori a quelli delle altre fasce di età - solo del 23% e questo la dice lunga su dove si trovi l’ingente liquidità nazionale. Un po’ perché tenere liquido il proprio patrimonio o buona parte di esso è un modo tutto italiano di assicurarsi – non si sa mai - un po’ perché la fascia degli over 65 in molti casi aiuta le famiglie dei figli, strette tra crisi occupazionale e recessione economica.

Ma come spendono i loro soldi gli over 65?

La casa è la voce predominante: ad essa è destinato circa il 60% della spesa annuale (che in Italia per questo gruppo di popolazione sfiora i 200 miliardi di euro). Non tanto negli affitti, visto che tre quarti di loro sono proprietari di casa, ma in altre spese accessorie di cui il riscaldamento è voce importante. La maggior parte delle case degli over 65 si trovano in edifici costruiti molto tempo fa, più di un terzo prima del 1960, tutt’altro che efficienti, quindi, dal punto di vista energetico. Inoltre sono case più grandi della media. All’inefficienza energetica si aggiunge la metratura.

Se consideriamo che nelle grandi città e al Nord la casa ha sostituito le zone all’aperto dove nei piccoli villaggi e al Centro-Sud ancora si concentra la socialità, appare evidente come la casa sia alla fine il bene che richiede/merita più risorse. Mai quanto sarebbe necessario: il nostro Paese ha una lunga storia di ricchezza immobiliare diffusa ma risorse economiche meno democraticamente distribuite destinabili alla manutenzione degli appartamenti. E tanti condomini, dove è difficile raggiungere l’accordo di tutti sui costi di manutenzione delle parti comuni. Così alla vetustà dei nostri immobili si aggiunge spesso uno stato non ottimale.

Aumenta la spesa per la salute e si allunga la vita

La salute copre solo l’8% della spesa annua, dato di poco superiore a quello europeo. La voce salute è destinata a crescere, però, al crescere della longevità per l’assistenza a malati cronici (l’economia che gira attorno al badantato sfiora i 9 miliardi di euro), ma chi guarda lontano vede anche l’insorgenza di una medicina preventiva digitale, quando piattaforme e dispositivi di monitoraggio a distanza consentiranno l’interlocuzione con il medico e la consultazione in tempo reale dei parametri di interesse del paziente. Con l’augurio che si generi un sistema di sinergie e le compagnie di assicurazione “scontino” l’acquisto di questi dispositivi alla parte più proattiva della loro clientela, per incoraggiare un paese che non concepisce l’assicurazione fuori da quella dell’auto e ridurre l’incidenza dell’invecchiamento della popolazione sul budget sanitario pubblico. Ben il doppio delle spese mediche degli over 65 va in consumi culturali e tempo libero: teatri, cinema, concerti, siti archeologici, monumenti, vacanze e week-end (dati precedenti al Covid, ovviamente) pesano per il 16%, con un aumento medio del 60% tra il 2014 e il 2018. Ed ecco che si sfata anche il secondo pregiudizio che vuole gli anziani fragili. L’80% di loro è ancora attivo, interessato alla vita, curioso e determinato a godersela il più possibile. E ha le risorse economiche per farlo.

Fatevi un po’ di conti in tasca e valutate se spendete più o meno della media nelle stesse voci di spesa: casa 60% - salute 8% - cultura e tempo libero 16%

(dati Censis per TenderCapital 2019)

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