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Chi ci insegna a invecchiare bene

Come imparare a essere longevi

Di Emanuela Notari

Una vecchiaia sempre più lunga è difficile da governare, come la genitorialità che ci piomba addosso quando ci sentiamo pronti a qualsiasi cosa tranne quella. Ma l’evoluzione sarà pur servita a qualcosa, no? A condividere informazioni e conoscenze con gli altri, da cui gli altri trarranno vantaggio. Nella società chiusa e rurale di una volta, gli anziani avevano quel ruolo. Così, serata senza TV dopo serata senza TV, si imparava dalle chiacchiere di casa a togliere le macchie più tenaci dai vestiti e curare i vermi nei bimbi, aggiustare utensili di casa e seminare quando la luna voleva la semina.

Oggi si risolvono gli stessi problemi, e moltissimi altri cui non avremmo mai pensato di essere interessati, attraverso corsi: digitali, in streaming, in presenza, metà e metà, tutorial… La necessità di imparare è sempre esistita, per fortuna, altrimenti ci saremmo fermati alla ruota, ma adesso si fa più insistente. Tutto è così precario: il posto fisso non esiste più, il lavoro è sempre più destrutturato tra presenza e remoto, la famiglia stessa non è più il monolite di una volta, con figli di secondi e terzi letti, compagni e conviventi. E’ la civiltà fluida. Occorre rivedere una serie di cose rispetto alle regole di una vita lineare dei nostri nonni.

Tanti quesiti esistenziali ed essenziali

Se a questo quadro aggiungiamo che si vive sempre più a lungo e la vecchiaia, fino a ieri intesa come un decennio - più o meno - di meritato riposo ai margini del frenetico divenire delle cose, è diventata un trentennio. A questo punto le cose si complicano.

Il primo quesito: come far durare i soldi per tutto quel tempo, in mezzo al rumore di fondo di questo battibecco continuo sulla riforma delle pensioni: l’unica cosa che si è capita è che si va in pensione sempre più tardi e con sempre meno soldi. E, aggiungiamo noi, sempre più a lungo.

Il secondo: come faremo ad autogestirci quando avremo 90 anni, poi 100, adesso già si parla dei nativi-centenari che avranno prospettive di 120/130 anni. Se una volta per ogni coppia di genitori anziani c’erano due o tre figli a farsene carico, i prossimi genitori ad arrivare agevolmente a 85/90 anni, non raramente insieme, hanno magari un solo figlio. Come farà da solo a sostenere il peso fisico ed economico di un’assistenza continua a due grandi anziani?

Terzo: in casa nostra stiamo tanto bene, nella migliore delle ipotesi, ma sarà ancora così tra 25/30 anni? Non si può dire sia stata disegnata per un novantenne. Come adeguarla? Come allontanare sempre di più il rischio casa di riposo? Che alternative avremo?

Quarto: cosa faremo per i prossimi 30 anni? Mica si può fare passeggiate e leggere il giornale per tutto quel tempo. Allora bisogna inventarsi un altro equilibrio, fatto di dispendio di energie applicate a un progetto e ricarica di energie attraverso tempo libero e cultura. Hai detto niente…

Su tutto questo non c’è un corso. Nessuno che ti dica come affrontare questa longevità, tua ma anche dei tuoi cari già anziani. A questo proposito vi offriamo un link utile, un portale che aiuta a navigare la vecchiaia dei nostri cari.

A spizzichi e bocconi in rete si trovano consigli, come quando stai per diventare genitore e cerchi qualche dritta, ma non una guida come si direbbe oggi olistica, che guardi a tutta la complessità di una vita che ricomincia a 60 anni, con la lunga fase della senadolescenza che ti fa sentire ancora giovane quando gli altri già ti contano i capelli bianchi e siccome hai soffiato su almeno sei candeline da 10 punti sei già catalogato come vecchio. Poi un giorno, di colpo, diventi vecchio davvero. Non che ci sia un crollo, ci si arrende all’evidenza, al consolidamento di uno stato di maggiore fragilità pur conservando l’antica voglia di vivere. Alla domanda se ti senti vecchio, la risposta non inizia più con “oggi mi sento…”. Ma non importa, se ci hai pensato per tempo, la strada è ancora lunga e piena di sorprese.

 

Un corso per pianificare la propria vecchiaia un giorno e quella dei nostri cari già anziani oggi. Stay tuned.

 

Photo by Anupam Mahapatra on Unsplash

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