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La socialità passa dai social

Le generazioni senior sono sempre più social

Di Antonia Pellicanò

Essere sociali è come mangiare, o meglio, è come desiderare di farlo. I ricercatori del MIT (Istituto di Tecnologia del Massachussetts) hanno scoperto che per noi umani la socialità ha un valore neurologico molto forte: nel nostro cervello si attivano le stesse aree quando dopo un giorno di isolamento totale vediamo delle persone che si divertono insieme; oppure quando, dopo un giorno di digiuno, vediamo un piatto di pasta. Per contro, la privazione del contatto sociale e l’isolamento possono generare disagi emotivi importanti e frequenti. La Tecnologia sta facendo uno sforzo in tal senso e sta tentando di aggirare l’ostacolo o mitigarlo.

La recente pandemia di coronavirus ci ha resi tutti più informati e dipendenti dai social media. Abbiamo letto, scritto, parlato, sofferto, vissuto. La nostra socialità quotidiana era scandita da momenti precisi e frequenti di interazione (più di 6 ore in media a testa). Abbiamo parlato a distanza con figli, amici, parenti e conoscenti attraverso applicazioni quali WhatsAPP, Skype, Messenger, Google Meet, Zoom e altri. Una bella soluzione questa delle chiamate audio-video che certamente ha permesso di superare le difficoltà poste da lockdown e tutela sanitaria pubblica. Inoltre, tutto questo ha fatto sì che un maggior numero di persone si avvicinasse a soluzioni tecnologiche quali smartphone o telefoni cellulari con rete 4G, strumenti fondamentali per l’utilizzo dei social.

Siamo più individuali o più sociali?

Online siamo oggi più di 5 miliardi di individui e usiamo quotidianamente le APP per socializzare (Facebook, Instagram, Pinterest, WhatsAPP, Messenger e altri).

La cultura della connettività ci ha regalato milioni di social-iscritti e milioni di social-aziende. Innumerevoli servizi, numerosissimi prodotti e situazioni sociali. Certamente, questo nuovo mondo della socialità internet è complesso e va gestito. Di certo non deve spaventare e va assolutamente conosciuto!

I social network, o anche reti sociali virtuali, sono diventati un fenomeno che coinvolge più culture e generazioni. Sono la piazza virtuale che ha spazi all’aperto e che ci fa stare tutti insieme, contemporaneamente, nello stesso momento. In questi luoghi pubblici ciascuno di noi può fare nuove conoscenze, seguire le vicende dei propri contatti, instaurare nuovi rapporti sulla base di affinità musicali, seguire eventi di interesse personale o collettivo, sviluppare o coltivare nuove passioni, viaggiare o ancora acquistare.   

Quali i vantaggi della socialità internet?

Negli ultimi anni si parla molto di successful aging e di benessere. L’Italia è uno dei paesi dove si vive di più (le persone con più di 65 anni sono il 23,5% della popolazione, secondo una ricerca Inapp) e quello della longevità è un tema molto caro a più ambiti sociali e di ricerca. Le imprese della tecnologia, per esempio, stanno cercando di coinvolgere il più possibile i senior per rafforzare indipendenza, autonomia e socialità.

Le reti social, anche se virtuali, stanno favorendo e stimolando le dinamiche sociali riducendo anche i rischi legati al declino cognitivo.
Gli studi dimostrano che le relazioni sociali hanno effetti a breve e lungo termine sulla salute. Gli adulti che sono socialmente più connessi sono più sani e vivono più a lungo dei loro coetanei più isolati. I senior che dedicano del tempo all’ascolto di vecchi brani musicali stanno facendo lavorare bene il proprio ricordo e la propria memoria.

Leggere notizie di interesse o consultare blog tematici ci rende più informati, partecipi, attenti, manifesti e attivi. Tra i vantaggi si sviluppano e rafforzano:

•    Cittadinanza attiva
•    Inclusione sociale
•    Interazione sociale più ampia e variegata
•    Assistenza e tutele
•    Stile di vita più consapevole e sano

Accessibilità alla tecnologia e accesso ai servizi digitali sono le nuove parole chiavi della strategia di tutti i governi. La tecnologia sarà ancora di più una componente vitale di qualsiasi attività quotidiana e ci porterà a vivere una virtualizzazione anche di noi stessi, a vivere storie immaginarie insieme ai nostri avatar dove l’età non verrà assolutamente percepita e dove interagiremo con gli avatar di altre persone. Meta, la società che ha lanciato Facebook e Instagram si chiama così adesso, sta già lavorando in questa direzione.

Cosa ci attenderà ancora? La vita è mutamento (Eraclito, Panta Rei).

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