<?php echo e($model->title); ?>

Accelerare il metabolismo a 60 anni

Per riattivarlo occorre favorire l’aumento del consumo metabolico a riposo

Di Valeria Cudini

Prima di pensare a come agire per accelerare il metabolismo a 60 anni è importante riflettere su che cosa significhi metabolismo.

Il metabolismo è l’insieme di tutti quei processi biochimici che avvengono nel nostro organismo e che puntano a estrapolare energia dall’alimentazione. Il fine è che tale energia si renda disponibile per svolgere le normali attività che determinano i cosiddetti processi vitali come, per esempio, il lavoro dei nostri organi interni. Non a caso l’etimologia della parola ha a che fare con il concetto di “mutamento”, “trasformazione”.

Questo processo si lega quindi da un lato a quanto cibo introduciamo e, dall’altro, al dover soddisfare i bisogni primari dell’organismo.

Il metabolismo è sempre chiamato in causa quando si parla di dieta dimagrante o di mantenimento del peso, perché è proprio il metabolismo, differente per ciascuno di noi, a determinare quanto il nostro organismo riesca a bruciare delle calorie introdotte e, se occorre, a farci perdere peso.

Che cosa influisce sul metabolismo?

La questione è piuttosto complessa perché sulla bilancia “pesano” oltre all’introito di cibo e al consumo energetico anche fattori come la genetica, l’età (su cui ci soffermeremo), lo stile di vita, l’allenamento fisico e le caratteristiche corporee.

Il metabolismo, quindi, ha sì a che fare con il peso ma molto anche con la massa muscolare.

È facile per esempio ipotizzare che una persona in sovrappeso od obesa consumi meno di una normopeso, perché è assai probabile che abbia una consistente riserva di grasso adiposo e dunque scarsa massa muscolare.

Con il passare degli anni, tra l’altro, la velocità con cui l’organismo brucia le calorie per soddisfare i bisogni vitali rallenta sensibilmente e, altro elemento importantissimo di cui tener conto, è il naturale processo di sarcopenia  a cui è sottoposto l’organismo. Si stima che, con l’andare degli anni, per ogni decennio che passa la velocità con cui si bruciano le calorie diminuisca sino circa al 10%.

Le diete ipocaloriche sono nemiche del metabolismo

Sarcopenia e minor velocità con cui si bruciano le calorie sono elementi di cui tener conto se dopo i 60 anni avvertiamo la necessità di risvegliare il metabolismo. In altre parole dobbiamo pensare che, affinché il nostro organismo reagisca positivamente agli input che gli mandiamo, non possiamo ignorare gli inevitabili processi fisiologici legati all’età. Sarebbe quindi dannoso intestardirci ad applicare rigide regole alimentari volte, per esempio, a ridurre drasticamente l’apporto calorico giornaliero. Se si punta su una dieta ipocalorica, ovvero sotto le 1000 calorie, oppure del tutto sbilanciata nell’apporto di macronutrienti (troppe o troppo poche proteine o niente grassi e pochissimi carboidrati) si rischia di ottenere, dopo poco, l’effetto contrario.

Ne darebbe ragione uno studio condotto nel Maryland (USA) da ricercatori del National Institute of Health di Bethesda secondo i quali dopo un velocissimo dimagrimento il metabolismo basale (dispendio energetico a riposo), già precipitato vertiginosamente durante la dieta iper restrittiva, continuerebbe a calare anche alla ripresa di una normale alimentazione sino a far perdere all’organismo la naturale capacità di bruciare le calorie.

Si tratta di una situazione estremamente pericolosa soprattutto per gli over 60 perché creerebbe una sorta di “messa a riposo” dei muscoli diminuendo nel lungo periodo la loro funzione di bruciare grassi.

Per riattivare il metabolismo va indotto il consumo metabolico a riposo

Ecco allora che per riattivare il metabolismo bloccato è altresì preferibile procedere per gradi, innanzitutto inducendo l’aumento del consumo metabolico a riposo mediante una dieta che, come prima cosa, miri a ripulire l’organismo dalle scorie responsabili dei processi infiammatori e, di conseguenza, elevati fattori di rischio per la cosiddetta sindrome metabolica. Se, come già sappiamo, il microbiota si infiamma, fatica a estrarre energia dagli alimenti.

Oltre all’introduzione di cibi dannosi per l’organismo o, al contrario, al mancato apporto di micro e macronutrienti, occorre agire su due fattori importantissimi per il nostro benessere e per accelerare il metabolismo: il movimento e il sonno.

Una camminata costante e a passo sostenuto di 30 minuti al giorno è un vero e proprio toccasana perché aumenta il metabolismo e la massa magra ma, soprattutto, permette al nostro organismo di produrre i cosiddetti ormoni anabolizzanti, cioè quelli che favoriscono la perdita di peso.

Attività fisica e buon sonno: i preziosi alleati del metabolismo

Vanno bene anche altre attività aerobiche e il potenziamento muscolare con i 5 tibetani  - un gruppo di esercizi yoga considerati elisir di giovinezza - determinando la riduzione del cortisolo, acerrimo nemico del metabolismo, e favorendo dopamina ed endorfine, danno invece lo sprint giusto al nostro brucia-calorie.

Anche il buon sonno è alleato di una sana perdita di peso e di una vigorosa sferzata al metabolismo. A differenza di quanto possiamo pensare, infatti, dormire bene e più a lungo (non meno di 7 ore filate, per intenderci), si traduce in un risveglio più energico e una più facile sensazione di sazietà. Al contrario, chi dorme poco e male incorrerebbe nella trappola di affidarsi a cibi appaganti ricchi di calorie e di grassi saturi che non fanno altro che sovraccaricare il nostro apparato digerente, infiammandolo ed esponendoci a rapido aumento di peso, oltre che a indurre la secrezione di ormoni quali insulina, leptina e grelina associati, appunto, sia all’accumulo di adipe sia alla sensazione di avere sempre fame. La carenza di sonno causa inoltre pericolosi sbalzi glicemici che fanno crescere il desiderio di dolci andando a innescare un circolo vizioso da cui poi, complice l’avanzare dell’età, è difficile sottrarsi.

I cibi che velocizzano il metabolismo

Per quanto riguarda i cibi che velocizzano il metabolismo, oltre ai cibi fermentati di cui abbiamo già parlato, possiamo citare tutti quegli alimenti e bevande che innescano processi disinfiammatori e che garantiscono la corretta funzionalità intestinale, oltre che la salute di ossa e cuore.

Vediamoli:

  1. Cereali integrali come riso e avena, soprattutto se assunti prima di fare esercizio fisico, forniscono il necessario “carburante” rilasciando energia lentamente e dunque favorendo il metabolismo lento

  2. Spezie sostitutive del sale dall’effetto termogenico, ovvero efficaci nell’incrementare il consumo calorico dell’organismo

  3. Te’ verde e infusi naturali che sgonfiano la pancia, aiutano a consumare più calorie e a diminuire il rischio di ingrassare e, in più, contengono antiossidanti fenolici dagli effetti antinfiammatori e antibatterici

  4. Cibi ricchi di Omega 3 come la frutta secca, il salmone e tutto il pesce azzurro ricchi di grassi insaturi che riducono i livelli di zuccheri nel sangue e spingono l’organismo a bruciare le calorie

  5. Alimenti ricchi di calcio come semi di sesamo, mandorle e quinoa, le verdure a foglia verde e i legumi efficaci nel dimagrimento e nel mantenimento delle funzionalità metaboliche oltre a essere implicati nell’evitare il rischio di osteoporosi

  6. Verdure e legumi ottimi per la funzionalità gastrica e fonte preziosa di fitoestrogeni indispensabili per diminuire i sintomi della menopausa 

  7. Frutta, in particolare mele e pere, naturali stimolatori del metabolismo.

Quindi, pronti a riattivare il vostro metabolismo?

comments icon 0 commenti
Vuoi lasciare un commento? accedi
Loading...