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Paura di invecchiare

I disturbi patologici che possono danneggiare il nostro equilibrio psico-fisico

Di Valeria Cudini

L’avanzare degli anni a molte persone fa paura. Entrare nella cosiddetta terza età significa dover fare i conti con un passaggio di vita importante che, per essere affrontato al meglio, implica un Io ben strutturato. È molto probabile - se non certo -, infatti, che chi teme così tanto la vecchiaia non abbia sviluppato un rapporto armonico ed equilibrato tra il Sé e il corpo.

In psicologia la paura di invecchiare può assumere diverse connotazioni patologiche. Nello specifico, si possono individuare tre tipologie di disturbi:

  1. la sindrome di Dorian Gray;
  2. la gerascofobia;
  3. disagio legato al controllo.

La sindrome di Dorian Gray: che cos’è e come si manifesta

La sindrome di Dorian Gray deve il suo nome al personaggio protagonista del romanzo Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde che, pur di non invecchiare, fece un patto con il diavolo: lo specchio gli avrebbe rimandato per sempre l’immagine di lui giovane. Il suo ritratto, invece, avrebbe mostrato tutti i segni della decadenza fisica e morale del personaggio. Quando non si riesce ad accettare la vecchiaia come naturale processo del ciclo vitale si parla di sindrome di Dorian Gray. Il primo a descriverla e ad attribuirle questo nome è stato lo psichiatra B. Brosig all’interno di un simposio sulla ricerca maschile irrealistica svoltosi nel 2001. Anche se a oggi è ancora difficile definire uno standard riguardo ai tratti rappresentativi di un soggetto affetto da  Dorian Gray Syndrome (DGS) è comunque possibile tracciare degli schemi di comportamento ricorrenti che accomunano le persone che soffrono di tale disturbo.

Vediamo, in sintesi quali sono:

  • dismorfofobia o disturbo di dismorfismo corporeo, che si caratterizza per la presenza di sintomi fisici non supportati da alcuna condizione medica generale. Chi ne è affetto vive una preoccupazione eccessiva per un difetto nell’aspetto fisico che può essere assolutamente immaginario oppure presente in misura non rilevante;
  • assoluto rifiuto di accettazione della propria maturità fisica ed emotiva;
  • messa in atto di tutta una serie di procedure atte a modificare la propria immagine (vedi per esempio il ricorso smodato alla chirurgia estetica);
  • uso di farmaci che dovrebbero rallentare i processi d’invecchiamento;
  • disturbi di personalità;
  • disturbi d’ansia;
  • comportamenti autodistruttivi.

I soggetti affetti da questa sindrome vivono costantemente in bilico fra illusione e frustrazione. L’illusione è alimentata, per esempio, dal ricorso al nuovissimo trattamento capace di restituire la giovinezza, e la frustrazione è conseguente alla scoperta di non poter trasformare quel desiderio in realtà. Si tratta di una sorta di circolo vizioso da cui uscire non è per niente facile se non con l’aiuto di uno psicoterapeuta.  

Una delle caratteristiche più evidenti in una persona con DGS è il terrore di essere rifiutata perché non aderisce a quei canoni di bellezza imposti dal contesto sociale in cui vive. Si tratta di soggetti che si piegano passivamente a tali dettami sociali perché ben poco consapevoli del proprio valore. Anzi sono persone colpite da quello che si può definire un vuoto narcisista causato da un rifiuto verso se stesse dove per affermarsi si obbligano a essere come gli altri vogliono che siano.

«Nella paura d’invecchiare è nascosta la propria inadeguatezza. Questo comporta la non accettazione della propria età e i cambiamenti fisici e mentali a essa correlati - sostiene Rosa Mininno, psicoterapeuta e presidente della Scuola italiana di biblioterapia, del libro, della lettura e delle arti a Roma -. E, d’altra parte, in questo tempo storico in cui social e media contribuiscono ad alimentare il desiderio di un’eterna giovinezza, l’immagine di se stessi sempre attivi, è imperativo essere giovanili».

La gerascofobia si manifesta intorno ai 50 anni

La gerascofobia, rispetto alla sindrome di Dorian Gray che colpisce di solito soggetti più giovani, tende a manifestarsi intorno ai 50 anni. Può definirsi come la paura anormale e persistente d’invecchiare. È chiaro che non riguarda tutti, bensì chi ha un particolare vissuto emotivo. Si tratta infatti di un disturbo che ha a che fare, di solito, con altre ansie e timori come, per esempio, la mancata realizzazione professionale, sentimentale o il non aver perseguito un determinato obiettivo. Chi è affetto da gerascofobia ha paura d’invecchiare non solo fisicamente ma ha un’angoscia dovuta alla paura di perdere le proprie facoltà intellettuali e capacità fisiche.

La gerascofobia tende ad arrivare più avanti nel tempo perché la paura d’invecchiare si associa spesso alla paura di rimanere soli e di non avere sufficienti risorse fisiche ed economiche per poter prendersi cura di sé. Inoltre, le persone che ne sono colpite sono molto preoccupate dal non aver più un ruolo attivo nella società.

Il disagio legato al controllo

A prescindere dall’età, ci sono persone che non possono sopportare di perdere il controllo. Sono, infatti, maniache del controllo e fanno di tutto per tentare di esercitarlo su tutto ciò che le circonda. Il deputato principe del controllo è il corpo che diventa una sorta di strumento d’elezione per controllare le emozioni e per gestire disagi interiori e stati d’animo negativi. La vecchiaia, però, porta con sé un inevitabile decadimento del corpo. I maniaci del controllo non riescono ad accettare, per esempio, la perdita di capelli  o l’aumento di peso. Si tratta di un problema che viene da lontano, da una mancata costruzione nel tempo di un buon rapporto con il proprio corpo.

«I capelli bianchi, emblema dell'invecchiamento, sono sempre più rari, tanto che tingersi i capelli non è più prerogativa solo delle donne, ma anche degli uomini - prosegue Mininno -. Che cosa vuol dire invecchiare? Per molti, i più, un declino della vita che si avvia alla fine. Invece, per un buon equilibrio psichico, è necessario accettare d’invecchiare, come una fase necessaria della vita, che anzi è la più ricca di esperienza e contenuti psichici, perché densa di storia». 

Il perfezionista patologico in realtà teme la morte perché soffre di sindrome dell’abbandono

A prescindere dall’immagine del corpo, il disagio legato al controllo, che si esplicita nella paura d’invecchiare, è mediamente sintomo di un disagio ben più esteso e profondo che riguarda il perfezionista patologico. Questo soggetto necessita di una continua organizzazione in modo da essere in grado di prevenire e/o scongiurare ogni imprevisto.

La costante e spropositata tensione che vivono queste persone scaturisce dalla necessità di controllare tutto ciò che accade intorno a loro. Se quasi tutto nella vita si può controllare, la vecchiaia, così come la morte, non rientrano nel computo. Ecco allora che i maniaci del controllo che hanno paura d’invecchiare molto probabilmente celano una paura ben più grande che è quella della morte.

Se guardiamo indietro nelle loro vite probabilmente affiorerà un vissuto legato a una sindrome dell’abbandono. La paura di restare da soli, infatti, assomiglia in parte alla morte. Per non affrontare in modo diretto questo timore, la persona sposta l’oggetto della sua paura sul proprio corpo e quindi sulla paura di invecchiare.

In tutti questi casi che sfociano nel patologico, ovvero che hanno a che fare con una paura che diventa ossessione paralizzante, il consiglio è sempre di affidarsi a una figura esperta, per esempio uno psicoterapeuta che, dopo aver individuato il disturbo specifico, fornirà indicazioni sul percorso terapeutico più adatto.

Non bisogna aver paura di chiedere aiuto o di farlo fare al nostro posto da persone a noi care.

dal film La morte ti fa bella

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